BOOZED, BREWED AND BELOVED…
Thank you to being always on my side,
Thank you for being my friend,
Thank you for became my brother,
Thank you for all the good times,
Thank you for your happiness and joy in life,
Thank you for everything you have given me, everything between a kag and bags of weed.
Listening and dancing on all the good music we had.
All my respect, if that’s what you need.
Thank you for lifting lumber and singing in the rain, watching my back and keep me on a good track. Proud to become a tie-bitch
You know… you’ve got a friend in me.
Thank you for that: “Thank you for coming to Canada”, it broke my hearth.
Thank you for sharing your tears with mine and be the wonderful person you are.

So close… no matter how far.
Much Love, Bro.
And now… Let’s go Oilers!
Andy Boy.
Plug-the-music-on: T.M. STEVENS “What” - “Aficans In The Snow”
LA RESA DEI CONTI: OPEN FIRE!!!
Prima di venire qui in Canada mi sono sempre detto che sei mesi sono troppo pochi. Sono comunque sei mesi ma anche se vissuti intensamente sono sempre meno di un anno. Sei mesi di soggiorno ce li abbiamo solo noi Italiani e solo 400 Italiani all’anno sono ammessi al programma Working Holiday in Canada. Noi chiedetemi perché. La risposta ve la può dare il Ministero Degli Interni in quel di Roma del perché quasi tutti i paesi ammessi a questo programma possono avere da uno a due anni di visto ma non noi cittadini della terra della pastasciutta… La resa dei conti suona come l’ultimo proiettile disponibile nella canna del fucile pronto ad essere sparato per uccidere il cattivo di turno.
Vancouver, Canada. Un solo colpo per farla finita… Premiamo il grilletto.
Di Vancouver vi ho già detto che è la città più “calda” del Canada. A conseguenza di questo, tutti i senzatetto del paese si riuniscono qui in Inverno. Se per esempio sei un barbone in Alberta, lo stato dell’Alberta ti consegna a Settembre un biglietto ferroviario per Vancouver. Se ti trovi in Saskatchewan, stessa storia. Risultato: la città trasborda di sbroccati. Hastings street è come la 5th avenue di New Jork. Mi domando cosa succederà nel 2010 durante le olimpiadi invernali con montagne di turisti e hotel a caro prezzo. Ti stai mangiando un panino nella tua pausa pranzo e inevitabilmente ti si presenta qualcuno tipo hai una sigaretta-hai dei soldi-vuoi del fumo. Qui ci sono delle separazioni molto nette tra i vari quartieri. Nella stessa lunghissima 12th Avenue dove ho vissuto la maggior parte del mio soggiorno a Vancouver, si passa dalle ville da un milione di dollari a quartieri scadenti e mezzi in rovina. Ci sono dei quartieri a nord dove i mega ricconi affittano delle pattuglie di polizia privata per pattugliare le strade di notte. Questi mesi sono stati un misto di tante contraddizioni, tanti disagi, poche soddisfazioni lavorative e tantissima pioggia e freddo. Per farvi un esempio, ho lavorato recentemente in un cantiere dove stanno costruendo tre condomini. Ci vorranno quattro anni di lavori per finire il progetto e il cantiere è aperto da sette mesi e la ditta appaltatrice non si è minimamente preoccupata di fornire ai lavoratori uno spazio riscaldato dove poter mangiare o fare le pause. Qui si è trattati molto spesso a cazzo e i lavoratori non fanno nulla. Stanno zitti e per scaldarsi e mangiare si finisce in macchina con il motore acceso. Se poi una macchina non ce l’hai (come il sottoscritto), può capitarti di mangiare in piedi sotto una pseudo tettoia al freddo. Fortunatamente questa vitaccia l’ho fatta per solo tre settimane a dicembre poi ho cambiato lavoro ed è andata un pò meglio… Una delle cose che si è salvata in questi mesi è stata la maria. Davvero ottima e potente e per niente costosa. Qui tutto è umido e ormai non conto più le volte che sono tornato a casa strafondo d’acqua infreddolito e stanco morto.
Il sistema lavorativo non mi piace per niente. Mi sono ammalato 5 volte (di cui una recentemente con febbre altissima per tre giorni) e voglio tornarmene a casa anche perché mammalupa dopo l’incidente in macchina di un mese fa continua a non stare proprio bene. Sembra sia un colpo di frusta serio che va seguito seriamente. Quindi anche e soprattutto per questo motivo, me ne torno in quel di Udine un mese prima del previsto. Poi sempre mammalupa compie 60 anni il prossimo 8 febbraio e quindi è doverosa una sorpresa di compleanno e festa con i controfiocchi!
Per chiunque voglia venire qui a lavorare non c’è che l’imbarazzo della scelta, c’è tantissimo lavoro e molte possibilità. Forse la nuova America come la definiscono qui, dove le opportunità ci sono se te le cerchi con pazienza e un pizzico di buona fortuna. C’è da dire che se ti trovi una buona ditta ti porti a casa stipendi decisamente cospicui un saldatore qualificato o un responsabile di cantiere con un minimo di esperienza fanno 2500 euro netti al mese… Niente male.
Alcune soddisfazioni però te le togli.
A un mio responsabile di cantiere, al quale credo di stare poco simpatico (chissà per quale motivo), dopo l’ennesima volta che mi rompeva i maroni, gli ho chiesto che cosa farà il prossimo inverno. Lui mi ha risposto che sicuramente sarà a Vancouver a lavorare. Bene caro… gli ho risposto che io il prossimo inverno sarò a Perth al caldo e tra una surfata e l’altra ti penserò qui al freddo a congelarti le mani e a lavorare nella merda trattato a stronzo. Dammi la ta e mail che ti invio un paio di foto…
Mah… Il paese è molto sano e ricco, ad ogni modo. Milioni di barili di petrolio e gas naturali dal nord dell’Alberta legname, minerali, argento in quantità enormi danno da mangiare a tutto il Canada. Le esportazioni maggiori sono quasi esclusivamente negli Stati Uniti. Il sistema sanitario è ottimo, i servizi funzionano bene e la rete di trasporti locale è davvero formidabile. Canada… Ho vissuto solo a Vancouver quindi non vi so raccontare i paesaggi da cartolina visto che non ho viaggiato per nulla. E’ andata così… ma è andata bene.
La data di rientro è il 6 febbraio in quel di Milano Linate.
Rega, ne è comunque valsa la pena. Viaggiare è una grande cosa e ogni volta che viaggio e vivo fuori dallo stivale dove ho vissuto per 28 anni, imparo a conoscermi e a diventare una persona che è orgogliosa di ciò che sta facendo.
Ho avuto la fortuna di conoscere dei ragazzi fantastici che sono diventati miei amici e che mi hanno voluto davvero molto bene. Il clima nella casa dove vivo è sempre ottimo e le nostre serate insieme sono davvero rilassanti e divertenti. E’ bello tornare a casa dopo una giornataccia di lavoro e trovare i tuoi amici e fare un po di sano casino. Questi ragazzi sono una grande crew quasi tutti provenienti dalla “Eastern Slowcoast” cioè dalla Nuova Scozia o dall’ Isola di Terranova:
Un grazie speciale va in primis al mio piccolo, casinista e sempre sorridente fratellino Canadese Blair “Pimp-Daddy” Mac Isaac, per essere una delle persone più speciali che ho mai incontrato, capitano di questa lista di gente qui sotto. E’ lui che mi ha introdotto a tutti i suoi amici perché tra noi due è scoccata l’amicizia fin da subito. Un ragazzo intelligente, sensibile, amante della buona musica rock e che ne sa tante.
(I love you so much man… see u cought somewhere in time, sei un grande).
Grazie a Gregg con Vicky, Ashley e Ian, (con i quali ho avuto la fortuna di vivere insieme) Chris, Steven “mastercarpenter – you know what I mean, right?” con Sherly, Hi-Five a Sandro “The Sandman”, Steve-O-welder, Kingston “Kingstonian”, Margot e la sua paura dei ragazzi italiani, Mikey “the pussytalk lover”, le corse con le bici senza freni sul ghiaccio, le popputissime ragazze del Toby’s Pub su Commercial Drive, le centinaia di canne, la birra Alexander Keith’s della Nova Scozia, la sambuca che ogni tanto mi faceva sentire a casa, l’Abruzzo Bar e le partite di calcio alla domenica, all’Hockey, guitar hero 3, a tutta la neve che è caduta, a Commercial Drive, allo Skytrain che se non era per lui passavo le giornate sui bus, a tutte le volte che parlavamo con un forte accento indiano, all’Australia che quando ci pensavo mi riscaldavo dentro, alle tonnellate di ottima musica che ci siamo ascoltati e scaricati e assolutamente a BeufDog (il gatto di Blair).

Stasera c’è un party in mio nome a casa di Blair, che sembra abbia invitato un milione di persone… ci siamo tutti e ancora di più. Davvero non so come ne usciremo vivi!!! Abbiamo preso due cisterne di birra e una quantità industriale di maria… Vi fo sapere nei prossimi giorni.
Let’s roll good times and tears.
Ok raga. Siamo ai titoli di coda… Grazie di cuore a voi tutti per essermi stati vicino anche in questo giro nel freddo far west, spero di rivedervi presto!!!
Un abbraccio forte.
Tacabanda: T.M. Stevens “Tell me the Truth” – Africans InTthe Snow