QUESTA VOLTA SIAMO FIGLI DI UNA CHITARRA ACCORDATA DUE TONI SOTTO…
Scaricate “Over The Under” il nuovo disco dei DOWN
(…che per la cronaca sono riuscito a perdere la loro data a Vancouver non più di tre settimane fa. Tranquilli, mi sono già mangiato/martellato i coglioni in abbondanza…)

http://www.down-nola.com/
Io non costringo mai nessuno, ma stavolta facciamo un’eccezzione: Attaccatevi a emule e non mollatelo fino a che non sputa questo che è forse l’album del 2007.
Ascoltate uno che ne sa. Non capita spesso di imbatteresi in un capolavoro come questo.
Fatemi sapere.
FIGLI DI UN DO MINORE
… (Tenete innanzitutto conto che il mio fine settimana appena passato a causa del mio compleanno si è trasformato in una girandola di birre e varie sostanze da giovedì sera scorso fino a Domenica pomeriggio, quando esausi ci siamo tutti ritirati. Ci siamo ritirati anche perchè lunedì, come solito avviene nei paesi industrializzati, si ricomincia a lavorare).
Cronaca metereologica direttamente da Vancouver, cari i miei lupacchiotti. Tempo da lupi questa mattina. Lupi incazzati di brutto. La sveglia prima del previsto me la da Eolo verso le cinque di mattina, che con una portentosa scarica di vento mi spalanca violentemente l’unica tenera finestrella della mia camera facendo impazzire la tenda. (Si, tipo l’esorcista). Era dalle tre della mattina che cercavo di chiudere occhio e riposare un po. Continuavo a ripetermi “ti prego dormi, fai la nanna… ” Ero adirittura tentato di scaricarmi un telegiornale della rai a caso per aiutare l’effetto soporifero. Mi sarei accontentato anche di un’edizione del ‘78. Magari uno special su Pertini ai mondiali dell’ 82 in Spagna che agita le braccine anchilosate con i suoi occhiali spessi come un muro di cinta. Ma niente, le palpebre mi pesavano come due palle di cannone della rivoluzione francese e di dormire neanche per sbaglio. Finalmente, credo verso le quattro, crollo… vorrei festeggiare ma intelligentemente (ma non troppo, eh!) decido di far finta di nulla. Andava tutto bene e infatti mi addormento.
Il risveglio non è dei più promettenti. Mi rialzo bestemmiando alacremente per richiudere la finestra e lo spettacolo è da film catastrofe. Raffiche di vento mai viste, alberi che si piegano, pioggia a secchi, freddo bestia e un cielo nero/viola che non promette niente di buono.
Cazzo…
Gambe in spalla, colazione e via. Sono le 6 di mattina. Dopo soli 600 metri a piedi per prendere il bus mi ritrovo semi imbottito d’acqua e gli occhi mi si chiudono. Già mi mancano le forze. Penso che quest’oggi sarà dura. Più dura del solito, e voglio la medaglia se arrivo alla fine di questa giornata, perchè la devo passare a lavorare su una chiatta nella baia. Arriva l’autobus. Lo vedo in lontananza. Si avvicina sempre di più. Maledetto contenitore diesel-motorizzato, insensibile Caronte blu e bianco con un numero 20 che lampeggia sopra.
…
Mi vibra una tasca del giubbotto. E’ il mio collega Blair che mi saluta cordialmente. Io intuisco dal suo tono di voce che la notizia è quella che speravamo tutti noi tre.
Si. Il boss oggi ci ha graziato. Tutti a nanna, ritirata tattica per evitare un massacro quasi sicuro. E ora sono qui che ho più sonno di prima, nella mia camera al caldo. Che forse se preghi, penso, ma se preghi forte ogni tanto qualcuno lassù ti ascolta.
Buonanotte.
LIVE HEALTHY, STAY AGGRESSIVE!
Il mio motto per questi trent’anni… che compio qui, lontano da casa dove mi sento bene e pieno di energia.
Beh, a trent’anni le donne vengono attaccate dal neurone della massaia. Cioè che prima, quando c’era il 2 davanti tutto regolare poi il 3 diventa come un’avvisaglia di disgrazia. Un traguardo che bisogna realizzare con casa-matrimonio-figli-mutuo al più presto perchè sennò sei fottuto/a.
Grazie a dio sono di sesso maschile e a queste brutte cose non ci penso quasi mai…
Adesso devo lavorare su quel “quasi”. Poi fila tutto liscio!
Ciao alla prossima. State in salute e sempre aggressivi!