WELCOME BACK IN HELL
Oppure bentornato in questo assurdo paese, come dice Mama. Dopo le immancabili 22 ore di volo più 5 di scali si giunge in quel di Roma Fiumicino e ti accorgi subito che sei in Italia: alla dogana, anziché la consueta casermata di 40 box on tanto di raggi X che c’erano a Sydney al mio arrivo in Australia un anno fa, trovo tre finanzieri stanchi della vita che nemmeno si faticano di chiedermi se ho qualcosa da dichiarare, figurarsi aprire la valigia… Mammalupa e Babbolupo molto commossi nel rivedermi e si finisce al bar dell’aeroporto per il consueto cappuccino-briosche. E qui, anche la ressa che diventa guerra per accaparrarsi la preziosa colazione ti diventa un piccolo shock del rientro. Scontrino attaccato ai denti, gomitata tattica al burino sulla sinistra che stava approfittando di uno spiraglio per rubarti il posto, gente che raggiunge il bancone del bar e vi si attacca con il mignolo poi con varie dita ed infine con la mano intera. Alchè mi giro verso mio papà e candidamente gli dico: “Questo posto non fa per me”. Rassicurante il fatto che lui non abbia battuto ciglio. Bene, sono quindi stato a Roma, Firenze e Massa ed ora sulla via di casa. Agghiacciante il tono delle telefonate ai miei conoscenti in quel di Udine. Devo ammettere di essere seriamente preoccupato per la mia salute psicofisica. Ad ogni modo come dissi, mai stare fermi troppo in Italia. E quindi ora si lavora sul visto per il Canada e poi si vedrà.
C’è una cosa che continuo ripetermi da quando sono tornato: “C’è troppa gente in Italia”.
Mah…
MAMA I’M COMING HOME…
Fine del primo round… partenza da Sydney domani 23 Aprile…
Grazie di aver seguito le mie avventure Australi… spero vi siano piaciute. Vi saluto con questa immagine che mi ricorda troppo quanto sono stato bene con me stesso in questo anno che e’ volato via troppo presto. Grazie ancora per essermi stati vicini in questa mia avventura (Che e’ tutt’altro che giunta al termine…) vi riabbraccero’ presto ovunque voi siate.
CIAO!
Andrea, Manly Beach (Sydney) Aprile 2007
Tacabanda: Shihad – Home Again – “Shihad” Scaricatevi sta band, sono paurosi.
DA GRANDE FARO’ IL COLLOQUISTA!!!
Certe ciambelle escono con il buco. Scusate ma devo “copia -incolla-pubblica” un trancio di una mail inviata a Cougar non piu’ di 10 minuti fa. E’ che l’ho riletta e mi piace troppo. Merita una pubblicazione:
Cito:
…La cosa buffa e’ che ho ricevuto due gg fa sul telefono italiano un sms della manpower dove mi invitano ad un colloquio perche’ hanno un lavoro da offrirmi.
Okkio: mi lasciano un recapito telefonico. Telefono. Il tizio si mostra seccato perche’ questo era tipo il terzo lavoro che mi offrivano (o ci si stavano provando? io non ho ricevuto assolutamente nulla…), e stavano cercando di contattarmi da tempo. Ora io ho fornito a suo tempo mail, cellulare e telefono di casa e se era cosi’ urgente glio ho detto che potevano comunque contattarmi in altra maniera. Si potrebbe supporre che qualcuno, magari cambia numero di cellulare, no?
Alche mi fa: “Ma lei e’ attualmente impiegato o valuterebbe una proposta di lavoro?” Gli ho tirato una secchiata di merda dicendogli che ho lasciato l’italia un anno fa e stavo telefonando da Sydney. Non contento gli ho pure detto che sto ad abitare in un appartamento con vista dal 26esimo piano sull’Opera House e Sull’Harbour Bridge. Il tipo abbassa le alette e dice: “Ah. Non lo sapevo, scusa”. Alche gli fo: “scolta tizio, io quando vengo a udine fra 10 giorni ti vengo a trovare e ci facciamo due chiacchere. Se sono interessato ad un lavoro a Udine? Certamente! Tu mandami pure dalla tal azienda che cerca il’ennesimo impiegato commerciale da inculare tutto il giorno senza vasella e che se ne pure zitto mentre lo sodomizzano a 1000 euro scarsi al mese e non manchero’ di restituire un po della merda che ho dovuto mangiare a causa di voi agenzie-strozzinilegalizzati o come cazzo vi chiamate”.
Beh, non ho proprio detto cosi’, perche’ senno’ mi bruciavo il divertimento.
Questa sensazione si chiama SODDISFAZIONE INDICIBILE.
Non vedo l’ora… spero davvero di fare il colloquio.
Spero con tutto il cuore, non credo di avere molte altre occasioni come questa in futuro.
Che beeeeeeeeeello!!
Ciao!…
FINE
Fico no? teniamo tutti le dita incrociate. Tutti. Voglio incoraggiamento e buona speranza. Se va bene ci facciamo due risate! Vi fo sapere, tranqui!
THAT I NEVER HAD
Me l’aspettavo.
Come se nelle favole della mezzanotte dove, al posto del lieto fine compare il mostro inatteso che uccide tutti e se ne va sogghignando contento. Da bambino quando stavo al mare con i nonni, c’era una ragazzo metallaro di 20 anni di Treviso. Me lo ricordo ancora… Alberto. Noi bambini, nel dopo cena rimanevamo a chiacchierare sul prato vicino alla piscina e poi a una certa ora della sera si materializzava lui. Era simpaticissimo e nonostante fosse Agosto era ancora bianco come passato alla varechina ed indossava il suo immancabile chiodo nero che ho avuto l’onore di indossare diverse volte. Dovete sapere che a differenza degli altri bambini, io a dieci anni ascoltavo gli Iron Maiden e facevo colazione con Kill ‘em All. Alberto mi adorava per questo. Ero quindi il suo vice, con grande invidia di tutti gli altri. Era un tipo molto solitario ed estremamente cappellone, dotato di apparecchio dentale dal quale non si separava mai, anche perché era attaccato e quindi anche volendo non se lo poteva staccare. Noi bambini avevamo una certa soggezione per lui. Lui era il raccontastorie per non dormire. Non so da dove le prendesse, onestamente. Forse traduceva direttamente i testi dei Decide e poi ce li spiattellava li a noi poveri fanciulli rincoglioniti, chissà… C’erano bambini che ad un certo punto se ne andavano perché avevano troppa paura e molti non dormivano la notte perché gli venivano gli incubi e sognavano i mostri di Alberto. Ahahahahahah… Alberto se la rideva alla grande. Chissà che fine ha fatto… spero abbia trovato un contratto discografico con la sua band, in questi quasi 20 anni. Perché vi racconto di Alberto? Che cazzo ne so. Tornando ai nostri di incubi, o alle nostre storie poco piacevoli: alla fine si è risolto tutto. Pagando, s’intende. 630 dollari di frizione e lavoro, + 75 dollari di trasporto da Happy Valley + 100 dollari di pernottamento a Harvey Bay + 100 dollari di aereo per tornarmene sull’isola. Risultato: quasi mille dollari in puttana, una settimana buttata al cesso costretto a rimanermene in quel di Harvey Bay in un ostello di merda. La cosa interessante di rimanere a piedi a nord di un’isola semi deserta come Fraser Island è che non esistono bus navetta sui quali puoi saltare su, non esistono traghetti se non a sud e soprattutto non esiste nemmeno la cortesia di dare un passaggio ad una persona con la macchina in panne. Fate conto che ho praticamente dovuto camminare due giorni per un totale di circa 50 km per giungere alla prima stazione (Happy Valley) dove ho poi trovato posto (pagando 75 dollari) su un bus che mi ha riportato ad Harvey Bay. Cosa decisamente poco piacevole, soprattutto se ti carichi un bagaglio in spalla e c’è un sole che ti spacca in due tutto il giorno. La tipa della reception c’è rimasta di merda… “Mi stai dicendo che hai camminato sulla spiaggia portandoti il bagaglio da Indian Heads a qui perché nessuno ti ha dato un passaggio? E come hai fatto?” Qui è uscita alla grande una delle massime della comicità Friulana: “Semplice, un passo dopo l’altro…ed ogni venti passi una bestemmia fino a quando non crolli sfinito. Prova un po’ ad immaginare quante ne ho tirate…” Avevo un aspetto decisamente terribile oltre che apparire mostruosamente incazzato. Ce l’ho messa tutta per passare una vacanza come si comanda nell’isola di sabbia più grande del mondo. Avevo preparato cibo per tre giorni minimo, taniche di benza, permessi per il campeggio sulla spiaggia e soprattutto un periodo di poca affluenza turistica. E’ stato comunque molto emozionante volare un un piccolissimo aereo che ha poi atterrato sulla spiaggia…
Ho guidato in direzione Sydney per quattro giorni perché il tempo stringe ed ahimè non ho ancora trovato l’ombra di un cazzo di Backpacker minimamente interessato alla mia macchina. Mi sono fermato a Brisbane una notte e me ne sono subito scappato via. Non sopporto più gli ostelli, rega. Comincio ad avere le palle piene dell’atmosfera che generalmente si respira in questi posti. Mi sono poi fermato a Coffs Harbour per due giorni che sta a 300 km a sud e poi dritti in quella giungla di cemento ed asfalto che è Sydney dove mi trovo attualmente. Rinaldo mi ha sistemato nel suo ufficio con vista sull’Opera House al 26esimo piano, come dire questa è un’ottima consolazione…
“Every one goes through changes, Everybody looking for answers” cantava Ozzy.
Ma “THAT I NEVER HAD” fa pure di meglio:
All these tears I cry
Don’t you wonder why
Is it all a dream
Never what it seems
Gets under my skin
Should I let you in
Don’t you think it’s bad
To give me something that I never had
Every word I say
Every time I pray
Look into my eyes
Distant voices cry
Is there light in me
Tell me what you see
You are what I have
Can’t get something that I never had
Can’t get something that I never had
Should I think about tomorrow
Should I live for just today
Take the light that burns inside you
Let it burn away
Let it burn away
Let it burn away
Will I see the day
Will I have to pay
What’s inside of me
You will never see
Won’t you let me in
Don’t you let me see
Do you think I’m bad
Cause I want something that I never had
Cause I want something that I never had
Give me something that I never had
Give me something that I never had
…
..
.
Grazie, Australia. Le emozioni piu’ forti di un anno da incorniciare.
See ya, fellas!
ROBA DA RIDERE…
Cari amici Lupetti…
Uno dopo mesi di lavoro e picking se ne va in vacanza e decide di andarsene a Fraser Island. Ottima idea soprattutto se si possiede un 4 ruote motrici che e’ sempre andato da paura. Arrivo nell’isola sorridendo visto che tutto prosegue ottimamente. Laghi stupendi, paesaggi che sembrano finti tanto son belli, piste di sabbia, addirittura guidare sulla spiaggia battuta dalle onde dell’oceano, una notte magica a campeggiare su questa lunghissima (120 km) spaiggia bianca a guardare le stelle. Poi la matina dopo prendo la strada a nord e il mitsu mi molla. Tuona la frizione nel mezzo del nulla in una pista di sabbia.
Diodiuncanebestia.
Giuro che non ci credevo. E’ da ridere rega. Madonnadiunatroiamaledetta. Le bestemmie che non mi sono uscite farebbero paura anche a Lucifero in persona. Ora la macchina e’ a fraser dove sono riuscito a trovare un meccanico che in teoria riesce a ripararla fra una settimana, consegna dei pezzi di ricambio permettendo. Poi ho passato gli ultimi due giorni a camminare a sud sulla spiaggia con lo stretto necessario con direzione un qualsiasi sbarco di battelli per tornarmene a Harvey Bay per stare a dormire. Fraser Island come prezzi e’ proibitiva, quindi neanche a discutere. Di co CAMMINARE perche’ nessuno ma nessuno si e’ fermato per darmi un passaggio. Ho camminato qualcosa come 45 km sotto il sole e con il bagaglio in spalla. Chiaro che ad ognuno di questi signori auguro che non solo la macchina si imputtani come la mia, ma che dopo gli salti pure in aria. Mi trovo quindi ad Harvey Bay senza macchina e con un incognita allucinante: Ce la fara’ il nostro meccanico a ripararla in tempo? Solo quel porcodiundiosporco lo sa.
Che ridere, eh?
Saluti a tutti voi.