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Are u ready 4 the good times?
Il cielo qui in Australia, fellows….
Non ve ne ho mai parlato. Grande, maestoso e davvero blu. Un cielo che sta sopra una terra altrettanto grande e maestosa. Alle volte mi sento come un minuscolo pezzettino d’oliva tra questi due strati. Guardare queste nuvole che sembrano davvero finte, oppure le stelle la notte che ti sembra di toccarle tanto sono vicine. Basta portarsi sempre dietro l’ipod ed il gioco è fatto. Sentirsi così bene con se stessi e così lontani da quella che chiamavo casa, non ha prezzo (anche perché è gratis). Per tutto il resto c’è la buona e vecchia mastercard.
Qui prosegue tutto bene, Mates. Solo un calo di lavoro e quindi Giacomo ha fatto chiamare un amico di suo figlio proprietario di un’altra farm qui vicino. Senza quindi neanche dover sbattermi trovarmi un’altra occupazione, cambio quindi fattoria per tre settimane circa. Ma non è mica finita qui: suo figlio Frank mi ha pure accompagnato là e presentato di persona del tipo “Questo è Andrea, ve lo prestiamo per due o tre settimane. Non di più perché poi lo vogliamo indietro per continuare a lavorare con noi”. Credetemi che mi sono commosso oltre che stupito parecchio. Giacomo mi confida che mai nella storia della sua farm nessuno è stato mai trattato ed aiutato come me. Mai nessuno lavoratore è tantomeno mai entrato in casa loro. Lavoro finito? Grazie-ciao-arrivederci-alla prossima. Pensate che addirittura nelle scorse settimane avevano organizzato il lavoro di modo da tenermi occupato, anche se avrebbero potuto tranquillamente fare a meno di me. Sto quindi lavorando da circa 10 giorni a nord di Stanthorpe con la fattoria dei Mc Mahons. Alla faccia della fattoria perché conta circa 250 acri di terra prevalentemente pesche di pasta gialla che hanno la particolarità di avere una simpatica buccia estremamente irritante al momento della raccolta. Neanche dopo una megadoccia ti passa l’irritazione e ti senti come uno scimpanzé con l’Alzheimer per il resto della serata. Qui siamo in una ventina circa a grattarci insistentemente tra Irlandesi, Gallesi, Francesi, Canadesi, Scozzesi, Inglesi e gli ormai immancabili Crucchi seguiti a ruota dai Francesi in cima ormai alla mia personale classifica di popolazione più “simpatica come un gatto nero attaccato ai maroni” del mondo. I Canadesi sono un ottimo popolo. Specialmente quelli della Brittish Columbia ad Ovest… ricordarvelo perché ci sono buone novità in fatto di Canada. Daje Chicchettoooooooo!!! Ho poi conosciuto Sharon, una dolcissima ragazza ventiseienne Italiana di Mantova qui a Stanthorpe alle prese con i campi di sedano da un bel po’ e con una storia davvero interessante alle spalle.
Saltando di palo in frasca come mio solito (visto che m’annoia parlar di figa e anche perché in Italia ci sono già stato varie volte), vi racconto un fatto simpatico della tv australiana. Fra un po’ ci sono le elezioni per il nuovo primo ministro e da che mondo è mondo partono le inchiestone galattiche delle grandi verità nascoste per le quali nutro da sempre una repellenza quasi immediata. Ma visto che di casa sono nuovo, sistemo il cuscino nella poltrona e mi metto comodo senza cambiare canale a favore dei Simpson o di qualche canale porno (scheeeeerzo!), preparo l’epilady, lo smalto rosso con tanto di pezzettini di cotone per dividere le dita dei piedi, fanghi per il viso, asciugamano in testa e apro le orecchie sperando che nessuno entri di soppiatto in salotto (DOH!). Una cosa sulla quale battono il chiodo è il turismo, visto che l’economia è da paura… rimane il turismo da prendere di mira. Comunque rimango dell’idea che essere donna-cosmetica sia davvero drammatico. Risulta assolutamente in calo (il turismo) rispetto a dieci anni fa e di brutto, pure. Da morire dal ridere le vecchie pubbilicità con Paul “Croccodile Dundee” Hogan alle prese con un Barbecue immenso e due gambreroni in mano che non sapeva dove mettere. Simpaticamente il commentatore che indossava una delle cravatte più assurde mai viste, esponeva i suoi perché ribaditi poi da numerosi espertoni del settore. In poche parole risulta che molti turisti vengano pesantemente multati da anni per assurdità del tipo che stava fotografando la spiaggia (scusa?) oppure attraversava fuori dalle strisce o perché superava di 10 km il limite di velocità, buttava la cartina per terra ecc ecc. E molti di questi turisti tornati poi a casa (soprattutto orientali) ne raccontino peste e corna. Sono state intervistate persone che raccontavano al tempo di 50 o addirittura 120 dollari di multe, interrogatori in questura perché sprovvisti di passaporto al momento della contravvenzione e cazzi vari del tipo che se non paghi non puoi più tornare a visitare il paese. Questo mi ricorda la storia della mia simpatica multa di cui finalmente mi hanno dato risposta via lettera due giorni fa: Caro il mio bel turista/backpacker Italiano, ce ne fottiamo se il car dealer non ha fatto il suo mestiere e non ha onorato il contratto di vendita, tu ci devi comunque versare 461 dollari di multa entro il 12 Febbraio. Mica una “scusa, signor turista… oppure ci rincresce che lei sia stato truffato” o cortesie del genere. Nonostante tutte le prove siano assolutamente a mio favore mi vogliono lo stesso far pagare. Nei prossimi giorni (visto che mi sembra io sia ancora un cittadino Italiano), telefonerò in Ambasciata a Camberra e credo proprio che mi gireranno profondamente i coglioni perché ho paura che non ci sia nulla da fare se non passare ad azioni legali. Sembra che ci sia un’agenzia a Sydney dove forniscano assistenza legale a gratis per casi tipo il mio. Stiamo a vedere. Sicuramente, se risulterà che dovrò pagare perché non c’è via d’uscita, si paga la multa (perché sennò finisce nel record e non mi daranno il secondo visto per il prossimo anno) e poi si fa una visitina al parco macchine del car dealer prima di tornare in Italia a fine Aprile. Magari di sera tardi e armati di un buon coltello tagliente. Tiè e adesso paga 1000 dollari in gomme nuove, pezzo di merda. Si accettano suggerimenti per bestemmie a tono. Anzi… lasciate stare, non mi potreste mai battere su questo campo. E secondo voi il turismo è in calo, quindi. Quasi quasi mando una lettera a Channel 7, sai mai che finisco in Tv a tirargli merda a sto figlio di puttana.
Cambiamo aria che è meglio:
Darrel che poi mi telefona dalla Nuova Zelanda e mi racconta che le cose nella sua famiglia stanno finalmente funzionando e che mi domanda se sto ok. Mai risposta meno ovvia… a parte la multa sto da paura, Mate! Ma non la sua del tipo “I’m happy, if you’re happy!”. Daje Darrel, vieni a casuccia che facciamo party!
Senza parole, come quando ascolti “Flying in a blue dream” di Joe Satriani. Semplicemente perfetta, come dovrebbe sempre essere un brano musicale. Se poi potessi suonare con John Buttler potrebbe andare ancora meglio…
Alla prossima, Fellows.
Tacabanda: Les Claypool and The Holy Mackerel: “Rancor”