UNDERNEATH THE XMAS TREE
Mercoledì Dicembre 20th 2006, 05:00
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Vi presento un giovane esemplare femmina di Beard Dragon fotografato stamattina nelle vigne. Femmina particolarmente poco socievole… Anche perché dire ad una femmina che ha la barba… ha ragione ad incazzarsi…! Di bestioline così ne ho visto di molto più grandi, sfortunatamente in

quelle occasioni non avevo con me la macchina fotografica.

Beard Dragon.JPG

Tanti Auguri di nuovo e state attenti a queste lucertole, gli esemplari adulti se vi mordono un dito ve lo staccano di netto…

Alla prossima, Fellows!



LE MASSIME DI JACK
Venerdì Dicembre 15th 2006, 06:39
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 La storia di un emigrante italiano in Australia. Uno dei tanti che dopo la fine della seconda guerra Mondiale ha deciso di lasciare il suo paese e cercare fortuna ma soprattutto lavoro. Riempire la valigia non tanto di vestiti ma di speranze e ricordi. La mia avventura Australiana è stranamente legata a tre coppie di vecchietti: Jeanie e Lesile che mi hanno accettato a casa loro dove ho vissuto per sei mesi, Rinaldo e June che mi hanno adottato come un nipote e Giacomo e Flavia i proprietari della fattoria dove lavoro da due mesi. La storia di Giacomo e Flavia ha dell’incredibile. Conosciuti sulla nave che gli portava in Australia quando erano poco più che ragazzini. Giacomo dopo una permanenza di un paio di anni a Melbourne decide di spostarsi nel nord del Queensland dove trova lavoro come tagliatore di canna da zucchero. Fa una certa sensazione sentirlo raccontare della sua vita e della sua avventura in Australia che lui aveva pianificato come al massimo per tre o quattro anni, sufficienti per risparmiare soldi abbastanza per ritornarsene in Italia con moneta sufficiente per ricominciare a ricostruire la vita. Ma non è andata così… “I tre anni nel nord del Queensland sono stati difficili”, mi racconta tra una pesca e l’altra. “Lavoravo tantissimo e il lavoro era molto faticoso ma i soldi erano ottimi. Bisognava stare attenti ai serpenti che erano dappertutto soprattutto la sera dopo che la canna era raccolta e riunita nei campi pronta per essere caricata nei camion”. Ragazzi, quando vi raccontano storie così, sembra di viverle. Posso solo immaginare cosa voglia dire, oggi tutti noi circondati dai nostri comfort abbiamo la vita facile. Quella era una vita dura dove se mollavi eri fottuto. Lui non ha mollato. Ha risparmiato i suoi soldi ed è ornato a Melbourne dove ha rincontrato Flavia che passati quattro anni si era fatta donna. Lei lavorava con altre tante ragazze immigrate in una fabbrica tessile e la sera studiava l’inglese a scuola. Gente che ancora adesso lavora a 75 anni. Giacomo e Flavia si sposano ben presto, e incominciano una vita a Melbourne che non funziona. Giacomo dopo tre anni di lavoro in fonderia s’ammala ai polmoni ed il medico gli consiglia caldamente di lasciar stare e cercare un altro lavoro. Decide quindi di trasferirsi a Stanthorpe dove aveva lavorato per un periodo anni prima. I soldi risparmiati in anni di lavoro sono sufficienti per acquistare la prima proprietà che mi racconta “Non era proprio assolutamente come la vedi ora. Qui era tutto bosco, Andrea. Ho tirato giù albero per albero per due anni. Agli inizi abbiamo tribolato molto. Non avevamo soldi rimasti, niente elettricità e tutto da fare”. Alchè mi è venuto spontaneo domandargli come hanno fatto a vivere per due anni senza soldi. “Conigli. Mangiavamo conigli in tutte le salse. C’erano conigli selvatici dappertutto. Io mettevo trappole e gli catturavo e mia moglie gli cucinava. Ogni tanto erano polpette, altre volte allo spiedo, ma sempre conigli erano. Grazie al cielo c’era anche una forte comunità Italiana qui a Stanthorpe cinquant’anni fa e sono stati molti gli Italiani che ci hanno aiutato e fatto credito, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La farm ha incominciato a girare bene, sono nati i miei due figli che una volta cresciutelli ci hanno aiutato a mandarla avanti. Non ti nascondo che una volta incominciata l’attività siamo stati ripagati ampiamente. Gli affari erano ottimi al punto che ho avuto a lavorare con me oltre 20 persone, avevo quattro camion di frutta spediti a Brisbane ogni giorno… ottimi guadagni!” Che tipo, rega: “Adesso vado ancora avanti nonostante gli acciacchi. Mi hanno anche messo un ginocchio di titanio nuovo di stecca che a parte qualche cigolio mi tiene ancora in piedi…” Queste sono le sue massime selezionate: Andrea, quando ti suda il cavalletto vuol dire che non va bene. Troppo caldo per la frutta Se non si tribola non si rumina Io non prego Dio. Parlo alle mie piante e le ringrazio quando alla fine della stagione mi hanno dato buona frutta o uva Questa è l’Australia: Fiori senza profumo, uccelli senza canto e donne senza amore

Alla prossima e se non ci sentiamo prima fate un Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Tacabanda: Corrosion Of Conformity “It is That Way”



FOR THOSE ABOUT TO ROCK
Giovedì Dicembre 07th 2006, 06:28
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Praticamente il buon Darrel non riusciva a far funzionare il sub dell’impianto stereo e ha chiesto la mia assistenza. Niente di più facile, in quattro e quattr’otto l’ho collegato e messo alla corda e fatto pompare come dio comanda. Alchè ho chiesto a Darrel di far girare un cd di serio rock giusto per testare i livelli. E non mi tira fuori il live degli AC/DC… Io sono particolarmente attaccato agli Ekke Dekke (Come gli chiamano qui) perché la prima band in assoluto con cui ho incominciato a suonare erano i JAIL, la band del mio paesello che era nata come cover rock band degli AC/DC appunto. Al tempo suonavo il basso, avevo 15 anni di meno e i capelli molto più corti di adesso. E’ stato davvero bello riascoltare il live dopo tanto tempo e farmi una cifra di risate raccontando a Darrel del primo concerto dove ci siamo divertiti un sacco. Il primo concerto è come la prima volta e se non ricordo male eravamo verginelli tutti quanti, nervosissimi prima di salire sul palco anche perché eravamo la prima band in cartellone… a noi quindi il compito di incominciare le danze in quel del Malignani. La cosa che mi preoccupa è che c’è ancora un video che gira di quella giornata. Potrei essere brutalmente ricattato visto il casino che ho combinato durante l’esibizione. Ma la vera attrazione di quella giornata secondo me rimane assolutamente il nostro cantante Nicola (ormai ritirato da anni a vita privata, con il basso che finalmente sta studiando e con la sua “Fata” da cui si separa di rado… ah, l’amore!) che si è presentato con un vestito elegantissimo tipo Tango con tanto di doppio petto e scarpe lucide con camicia rossa a pois neri giganti di cui mai avrei pensato che qualcuno avesse il coraggio di indossare in pubblico. Soprattutto quando suoni all’aperto in una manifestazione rock di fine anno scolastico ai primi di giugno. Spettacolare, rega. Un uomo un mito. Come spesso succede in queste occasioni non vorresti mai salire sul palco per il nervoso o la paura di sbagliare e fare una figura di merda, ma al primo accordo ti sale l’adrenalina e pensi: “That’s the way I wanna rock ‘n roll”… fila tutto liscio e non vorresti mai scendere da lì. Capisci che il palco ti da delle emozioni incredibili e fortissime. Una meravigliosa droga che vale la pena di prendere. Che risate. Quelli sono stati bei tempi…Francesco e Vittorio alle chitarre Paolino alla batteria, io al basso e il Nico alla voce. Che band sgangherata… ma non male per la prima volta. . E non era male neanche la biondina con due occhi da cerbiatta dopo il concerto di cui non mi ricordo il nome, ora che ci penso. Fortunatamente, a parte Vittorio di cui si sono perse le tracce, i rimanenti quattro membri sono ancora in ottima amicizia ed in contatto grazie anche al fatto che viviamo a tre km di distanza l’uno dall’altro. Beh, a parte il sottoscritto che momentaneamente si trova leggermente lontanino. Che dite riformiamo il gruppo in versione Australe? Dura. Good old times, Fellows! Bello ricordarli da qui lontano. Some things remains the same, some people never change…quanto è vero.

Approfitto dello spazio e della vostra attenzione per raccontarvi un altro episodio simpatico… oddio simpatico neanche tanto. Per farla breve me ne stavo nel dopo cena con Darrel e la sua ormai leggendaria terrina parlando per lo più di musica (per la cronaca quest’uomo ne sa e tra l’altro abbiamo gusti molto simili). Se nonché mi fa: “Oh, lo sai che il mio serpente ha fatto i cuccioli? Ieri sera erano a passeggio per la strada!!!” Ecco. Lo sapevo. Lo guardo quantomeno preoccupato del tipo “Scusa… ho capito solo –mio serpente-cuccioli”. C’è qualcosa che dovrei sapere? “Niente di strano, è il serpente che vive qui fuori nel giardino. E’ un brown snake”.Diobono rega. L’ho guardato tipo bimbo davanti al negozio di caramelle, imbambolato ed incredulo. Senti, Darrel come cazzo è che non me lo hai detto prima? Sto tizio è davvero unico: “Hei, that’s Australia Mate! Snakes are everywhere! All fucking poisoning animals, you name it!!!” Alla fine mi ha fatto vedere dove vive sto cazzo di serpente che per la cronaca è uno dei più bastardi in circolazione. Praticamente a tre metri dall’ingresso principale in una tana davvero enorme. E che cazzo volete che vi dica? Sto tizio è uno spettacolo. La parte più divertente con lui viene il Lunedì e il Venerdì sera quando guardiamo insieme la nuova serie di smallville tremendamente fumati oltre la sfera del suono con l’impianto dolby con volumi a cannone. Vorrei “qualcuna” fosse qui con me. Steel, tu che hai un’inglese ottimo ci staresti troppo dentro… A parte i serpenti fuori dall’uscio di casa s’intende!!!!! Ti aspetto per cena? Fammi sapere. Ah, porta anche la Maga, filtrini, cartine, latteria per fare il frico e soprattutto accendini che li perdiamo sempre. Non dimenticare la Maga. Grazie, ciao.

 

Alla prossima, Fellows.

 

Tacabanda: That’s The Way I Wanna Rock ‘n Roll – EKKE DEKKE