TOO BAD, TOO MUCH
Sabato Settembre 23rd 2006, 11:02
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Quante cose sono successe in queste due settimane.

Da dove comincio? Forse farei meglio a dirvi subito che i toni di questo post sono dal male sfumato al malissimo con giramento di maroni e tristezza nel veder partire un Fratello Australe per l’Italia. Quindi non è proprio un periodo buono.

Per consolarmi vi dico che sto bene e che comunque non si è fatto male nessuno al di fuori di un mio amico di Udine che invece purtroppo è deceduto in un incidente stradale la settimana scorsa. Che notizia di merda, ragazzi… Stefano, uno dei personaggi più assurdi e caratteristici che abbia mai incontrato nel circuito musicale Udinese. Lui e la sua parlata tanto inconfondibile quanto assurda che tutti noi imitavamo per ridere. Quante volte lo abbiamo preso in giro dio solo lo sa. La sua aria trasandata e il suo basso elettrico suonato a vanga. E mille altre cose che solo noi che lo abbiamo conosciuto sappiamo. Alla fine, non c’è più un cazzo da ridere, e quando torno a casa ti passerò a trovare e ci berremo l’ultima. Addio Stefano.

Bene, no? Avanti un’altra. Che sennò ci si annoia, vero? Dopo un paio di giorni da questa bella notizia, scopro che la macchina che ho appena comprato (Ah, si ho preso una macchina… cioe’ non una macchina qualsiasi. Un Mitsubishi Pajero 4×4 che va da paura) mi è stata venduta senza la Regulation per sei mesi come stipulato sull’accordo di vendita. La Regulation non è altro che un bollo che ti permette di circolare dal giorno x al giorno y. Spiegarvi tutto è deprimente, comunque in fin dei conti il tizio ho tentato di incularmi. Mai avrebbe pensato che la pula mi fermasse così presto e mi multasse con 461 dollari. E non prima di aver fatto un botto terribile a Surry Hills in una splendida Domenica mattina. Sto tizio era davvero stordito non si è fermato allo stop e si è stampato a cannone sul mio Bull Bar o meglio come lo chiamano qui “Cangaroo Bar” frontale. Allego qui sotto le foto dell’incidente.

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Danni miei: zero assoluto a parte una leggerissima piega sull’angolo del Bull Bar e la botta non l’ho praticamente sentita visto che non mi sono neanche scattate le cinture. Danni del tipo: Tanti. Tantissimi. Non vorrei essere nei suoi panni. Macchina nuova di pacca con credo almeno 5 o 6 mila dollari di danni. Poraccio… Era disperato. Tornando alla multa, dopo una settimana di battaglie con uffici vari la cosa la risolvo bene. Riuscirò a farmela togliere visto che le carte sono completamente a mio favore (E lo ben so porcazzozioinfame!) e denuncerò il figlio di puttana per vie legali. Nella sfiga mi è andata bene che è successo qui a Sydney e non in culo alla luna. Pensate a risolvere il problema lontano dagli appoggi che ho qui… incubo. Non vi dico il casino che ho dovuto passare tra uffici, commissariati di Polizia contornati da incompetenti e maleducati con risposte del tipo: “noi non possiamo fare nulla”, “non è un problema che possiamo risolvere noi”, “chiama qui” “chiama quest’altro ufficio” bla bla bla per una settimana intera. Alchè Giuseppe alla fine mi fa: “Ma che è? Siamo tornati in Italia e non ce ne siamo resi conto?”.

Giuseppe. E’ partito Giovedì sera. Avanti un’altra mazzata. Giuseppe… Non so da dove cominciare… Vi dico solo che erano quattro anni che non piangevo così per l’allontanamento da una persona. Non è solo l’amicizia e l’affiatamento da paura che c’era tra di noi. E’ difficile da spiegare. Due caratteri completamente opposti, i nostri. Incontrati in un Mondo a testa all’ingiù che ci piace tantissimo e che insieme cercavamo di capire ogni giorno. Le risate, le mille volte che siamo stati a parlare insieme per ore e scoprire che lui diceva quello che pensavo io e viceversa, i tour in giro per la città… i momenti difficili che le esperienze in un altro Continente così diverso dall’Italia ti possono capitare… cazzo, troppe cose forti da raccontare. Riempio il sito e poi non posto più… Salutarsi ad un gate d’aeroporto con le valige in mano abbracciati a piangere insieme e a dirci “ti voglio bene, siamo stati grandi, non mollare mai…” fa un po’ da love story, no? Eh, ragazzi miei… brutta storia anche questa. Questo è davvero un Fratello che se ne è andato via quando non avrebbe voluto altro che restare. Salire in macchina con me e via in viaggio assieme. Visti di merda… Giuseppe, ricorda sempre: “VERBA VOLANT… SCRIPTA MANENT! “Questi sono i Valori di Lealtà, Amicizia, Solidarietà e Sincerità che noi due ragazzi Italiani siamo stati in grado di esprimere l’un con l’altro dall’altra parte del nostro Mondo”. Ciao, Chicchetto. Grazie per essere stato al mio fianco. Ti riabbraccerò a Roma, Amico mio.

Alla prossima, Fellows.



THE “JOINT POINT”
Martedì Settembre 05th 2006, 12:41
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 Prima di leggere questo post, fatemi… anzi FATEVI un piacere.
Salvate questa foto… del tipo apritela bene nel vostro desktop, guardatela un po’ e poi continuate a leggere.
Per imbranati informatici come me ora spiego come: Basta ciccare sopra con il tasto (mi sembra) destro, poi salva come, ecc. ecc.

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Fatto? Che posticino, eh? Nella foto rende meno di zero anche perché dal vivo si sentono il mare e i gabbiani che parlano tra di loro. E poi dal vivo il colpo d’occhio è impressionante davvero. Immaginatevi di essere a poche centinaia di metri da un ponte illuminato a giorno come l’Harbour Bridge con una campata lunga più di un chilometro, l’Opera house nello sfondo che sembra fatta di panna montata e zucchero filato, con la City sulla destra ed i suoi grattacieli illuminati. Mette i brividi lungo la schiena, ve l’assicuro. E’ un’emozione fortissima. Ti senti piccolo come una formica di fronte ad un elefante. Io sono sensibile a questi panorami. Mi puoi anche presentare la più grande patata del Klondike, ma è in posti come questo che a me piace perdere la testa.
Come dicevo giorni fa al telefono alla mia sorellina, mi sono stupito di quante cose che mai farei in Italia, sto invece facendo qui a Sydney.
In testa alla lista c’è lo shopping. Io odio a morte fare lo shopping. Poi lo odio ancora di più se ci devo andare con una tipa (Oddio, a parte quella volta che mi sono divertito troppo ad accompagnare una “signorina qualsiasi” a comperarsi il suo primo paio di scarpe da donna). Ad ogni modo qui lo shopping lo faccio volentieri. Finisce sempre del tipo girare per negozi a spulciare la roba e scoprire che, visto che costa troppo, si torna a casa con un cazzo di gommapane per fare gli scherzi di carnevale o quando ti va bene un paio di calzetti rigorosamente comprati ai mercati cinesi a 3 dollari. Ma è divertente lo stesso. Poi ci metterei anche andare a ballare la disco nei club. Ahahahahahah… io! Metallaro impunito. Ci sono stato diverse volte. Che ridere in mezzo alle pischelle di 20 anni tutte alluppate. Se mi vedesse lo zio Bruce (Dickinson) mi radierebbe (giustamente) dall’albo. Ma un’altra cosa che mi piace fare, o tornare a rifare dopo tantissimi anni, è fumare un signor cannone. Anche perché qui hanno della roba ottima che ti stordisce sul serio. L’ultima che ho fumato in Italia risale a ben più di 10 anni fa. Location e compagnia non erano neanche lontanamente paragonabili a quanto in foto.
E quindi… eccolo qui presentato il nostro “Joint Point” a Sydney completo anche di panchina relax… E’ un quartiere che si chiama Mc Mahlon’s Point. Cosa dire?
…Senti… ce ne rolliamo un’altra e aspettiamo l’alba?
…WOW…!
Alla prossima, Fellows.
Taca-joint e banda e rolla e accendino e ciaooooooo: “My Best Wasn’t Good Enough” – Anouk