Una Band paurosa
Lunedì Maggio 22nd 2006, 04:44
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Living Colour a Parramatta 20.05.2006
 

I Living Colour sono una delle band che ammiro di più in assoluto. Li ho visti la prima volta alla Discoteca 41 di Marghera in una fredda sera di fine Febbraio del 2003. Anche in quella occasione il concerto iniziò sottotono. Poi sono si è scatenato l’inferno. Il bello dei Living è che fanno fare qualsiasi cosa ai loro strumenti. Sono in grado di farti entrare in un tunnel sonoro facendoti davvero vivere la musica e appezzare il concerto. Prima del concerto ho incontrato il bassista, Doug Wimbish, e ho avuto l’occasione di stringergli la mano e digli che non è umano. Per favore non smettere mai di suonare… Che dio ti benedica, figliolo… Poi Will Calhoun è uno dei miei batteristi preferiti. Vederlo suonare è uno spettacolo da solo! Due ore e mezza di concerto tirate spaziando tra Rock, funk, Drum n’ bass, blues, e addirittura punti di New Metal. Poi in Australia mancavano dal lontano 1992. Sono quindi stati accolti molto calorosamente.  Chi ha visto un concerto dei Living sa di cosa parlo. Vero, Angler ?? (Il mio amico Stefanino)… Il bello è che quando preparavo la valigia per partire stavo selezionando le t-shirts e quella che ho preso per prima e infilata immediatamente in borsa era quella dei Living Color che ho preso a Marghera. Il caso non esiste ancora…
Sono tornato in appartamento alle 4.00 per niente stanco. Tutto quello che mi sarebbe piaciuto avere in quel momento era una batteria da suonare in una sala per tre o quattro ore. Amen, arriverà anke quella un giorno…
Bellissima serata. E’ quindi incominciata anche la stagione dei miei concerti qui in Australia!!! E davvero non poteva cominciare meglio di così. Oddio… se venissero i Crowbar a suonare sarebbe una mano dal cielo… ma dubito fortemente che vengano fin qua.
Ieri ho fatto un giro sulla barca a vela del figlio avvocato di Rinaldo sulla baia. Poco vento ma un sacco di risate! Che giornataccia, eh!
Viva i Fusilli all’Arrabbiata!
Tacabanda: “Yesterday’s gone” Lenny Kravitz



Fusilli all’arrabbiata
Venerdì Maggio 19th 2006, 02:31
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Ieri sera mi sono messo ai fornelli.

Ho cucinato 650 grammi di fusilli all’arrabbiata per Leslie e Jeanie… E anche per me, si capisce. Ero perplesso sulla qualita’del sugo ma a fine cottura i dubbi sono spariti. Io mi sono sparato tre piatti divorando il piatto e Les e Jeanie zitti zitti si son leccati i baffi. Alche’ Jeanie ha istituito il Mercoledi’ Italiano. Cena che deve essere rigorosamente preparata dal sottoscritto. Prossima settimana tento le pennette lisce ai quattro formaggi. Ma stavolta faccio un chilo di pasta. Cazzo non immaginavo che quei due vecchietti mangiassero cosi’ tanto… E’stata una serata da ridere: Jeanie mi ha poi prestato un vecchio libro di insulti e volgarita’ tipiche Australiane. E’ tipo un vocabolario dalla A alla Z. Fenomenale. Prossimamente cerchero’ di scannerizzarlo, merita davvero!!!!

Io questo week end vado a Pretty Beach. E attenzione attenzione attenzione cé’un concerto a Parramatta da PAURA: Living Colour oh….  LIVING COLOUR!!!

Voi che fate?



A little piece of Heaven on Hearth
Martedì Maggio 16th 2006, 01:29
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Sono imburrato. Sono imburrato di brutto.
Sono stato a Pretty Beach.
Che già il nome dovrebbe quantomeno far pensare che proprio non è un posto qualunque per gente qualunque… cioè se la chiamano “La spiaggia carina” ci sarà un motivo, no? Premetto che sono due giorni che non passa un raggio di sole ed è anche piovuto abbastanza. Per me è normale che non ci sia sole e che piova un giorno si e uno ni (il Friuli è noto ai Friulani come il pisciatoio d’Italia: Tarvisio è stata quest’anno la località dove è piovuto di più in Europa… fico, no? Ma non parliamo più di queste cose tristi e umide) ma qui hanno ringraziato il cielo anche in swailii antico con retromarcia per 20 mm di pioggia. God bless Australia.
Trasloco dall’ufficio di Rinaldo dalla centralissima e affollata Kent street dal suo ufficio al 27° piano con vista sull’Harbour Bridge e Opera House a Pretty Beach appunto.
Il viaggio si srotola alla grande con aneddoti vari e risate con lacrime incorporate per 150 km in direzione Nord. E’ una bella emozione guidare a sinistra lasciandomi alle spalle la metropoli che man mano che proseguiamo perde le sue caratteristiche urbanistiche per abbandonarsi nella natura smisurata dei suoi parchi Nazionali. A parte una decina di Wallabies spiattellati sull’asfalto (In Italia ci sono ricci di qualche etto… qui mini canguri di 4 o 5 kili…) sono rimasto impressionato nel vedere i danni provocati alle foreste dai recenti incendi estivi di cui ho letto su internet a Dicembre. La cosa ancora più impressionante è che il fuoco non è riuscito a piegare o distruggere gli alberi. Stanno infatti rinascendo le foglie e il verde circostante, sembra che la natura abbia fatto vedere che è più forte del fuoco distruttore. Uno spettacolo affascinante di rinascita della vita.
Arriviamo a Pretty Beach nella residenza-studio-pied a terr-Galleria d’arte Moderna e la pace e la tranquillità del posto si sposano con questa incantevole e immensa struttura. Non per vantarmi ma ne so di design e architettura d’interni visto che l’ho ciucciato dal biberon. E questo posto è gorgeous.  Davanti una baia da sogno e alle spalle il bush del parco Nazionale di Bouddai.  Poi ancora Rinaldo che ironizza alla grande: “Vedi che posticino? Bello, no? Come in Friuli, vero? A Lignano Sabbiadoro…” Non ho mai visto nella mia vita una cosa tanto bella. Una casa e uno studio progettati e gestiti con classe e semplicità che rispecchiano l’animo di questo vecchietto ancora pieno di passione ed energia. Neanche farlo apposta, pensavo a mio papà che avrebbe sicuramente piantato una tenda nel giardino, e come per incanto lui mi telefona sul cellulare… Il caso non esiste neanche qui, cari miei…
Spettacolare. Non volevo andarmene via.
Poi è arrivato un Labrador (che è mia razza di cane preferita) dal nulla che mi ha adottato costringendomi a fargli le coccole per mezz’ora. Mi ricorda molto il cane Ponds che è una cosa per soli eletti in un posto Sardo per altri eletti. Una cosa elitaria di cui vado fiero…
Per loro questo posto è “normale” per me assolutamente no.
Ho poi conosciuto una dei suoi cinque figli che è passata a conoscermi. La simpaticissima Maria e la sua figlia bonazza in abito scolare che mi ha rinnovato l’invito a tornare al più presto, anche perché “ho un Italiano molto arrugginito e ho bisogno di fare pratica”, dice. (Dice la figlia. Anche se la mamma non è davvero da buttare al cesso) Ed è un “piacere conversare con un ragazzo Italiano tanto simpatico e carino”. Aggiunge anche che se sono libero potrei dargli una mano per gli esami di Italiano che sta per dare a poche settimane. Come no, little star. Son qui apposta! (Ah-ah-ah-ah-ah… non mi smentisco mai. Oh, detto tra noi, non vi racconto cazzate, eh!!).
Poi ho guidato fino a casa di Rinaldo che tanto per cambiare vive a Darling Harbour con vista mozzafiato sulla città in un appartamento circolare, cena spettacolare preparata da sua moglie June con una buonissima minestra di farro e orzo, costolette d’agnello e merlot come se piovesse. Taxi, casa, doccia chilometrica, pc, sigaretta. E ancora a pensare a questa che è stata una tra le giornate più emozionanti di tutta la mia vita.
Viaggio, compagnia, location, una gnocca della madonna di diciotto anni alla ricerca di un “Insegnante d’Italiano? Chi può dirlo…??”, cena sontuosa… merda, ma che cazzo vuoi di più da una giornata stravissuta e straviziata????
Un pò meglio della magica triade Palo-palo-palo-palo-mu”v”o-fosso, o tipo doccia-sega-caffè che si usava fa”V”e da giovincelli delinquenti. Benedetto Mose. Ah, questa è un’altra cosa elitaria di cui vado altrettanto fiero.
Se c’è un paradiso spero assomigli molto a Pretty Beach. Sennò credetemi che non ne vale la pena davvero.
Ciao zozzoni! Studiate l’Italianoooooo….! J
Tacabanda: “Something Stupid” – Frank Sinatra



Mercoledì Maggio 10th 2006, 09:58
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Shark Island.JPG

Ah. Questa era Shark Island. E quello sono io che per poco non finisco in pasto a Bruto tanto era il vento…

 

Bella!



C’era una volta…
Mercoledì Maggio 10th 2006, 09:54
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Cascare bene. Ho un contatto che mi sono portato dall’Italia che ho scoperto essere uno dei piu quotati architetti di Sydney. Rinaldo ha 80 anni, ancora arzillo e in attivita’. E’ un Friulano come me ed e’ arrivato qui in Australia 50 anni fa. Con il suo ingeno e la sua buona volonta’ si e’ costruito un piccolo impero e una splendida famiglia che ha detto mi vuol fare conoscere interamente… E’ impossibile dire tutto cio che ha fatto qui. Basti pensare che ha ideato, costruito una quantita’ impressionante di case, grattaceli, parcheggi e dio solo sa cos’altro. Adesso ha scritto o meglio ideato un libro di fotografie che racconta la sua storia e mi ha chiesto di aiutarlo nelle traduzioni e nella stesura dei testi. Cosi’ capirai meglio chi sono, dice. E cosi’ capirai che se ti do una mano e’ perche’ te lo meriti…

Bene! Le cose procedono bene… Mi e’ capitata una cosa strana. Per la prima volta nella vita spedisco 15 curriculum e mi rispondono in 14. Di questi 8 sono risposte negative. dei rimanenti ho gia i colloqui fissati in settimana. Il che vuol dire che poco meno della meta’ e’ andata in porto. Devo proprio ammettere che non sono davvero abituato. Oggi sono stato ad un altro colloquio a Manly. Ce la siamo raccontata amabilmente per un oretta io e Cara… 40 enne assolutamente bona, simpatica, e soprattutto BONA… e poi me ne sono andato in spiaggia visto che c’era un sole della madonna… caldo bestia. E questo, qui lo chiamano autunno inoltrato. Chissa’ l’estate. Miei simpatici lettori, questo e’ un altro Mondo. E’ un mondo che mi piace ogni giorno di piu.

Prossimamente andro’ con Rinaldo a fare un giro al Nord sulla costa a casa sua che dista 200 km da qui. Che personaggio che ho incontrato… Dio lo benedica.

Alhoa a voi tutti!

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Niente vento…. nooooo!!!
Lunedì Maggio 08th 2006, 04:06
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Roba che finisco in acqua.

LA bora di Trieste e’ un venticello a confronto. Saluti da Shark Island!!!



Un giro a Perth…
Giovedì Maggio 04th 2006, 13:35
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Per l’appunto.

Ci tengo a ringraziarvi molto per i commenti e l’affetto dimostratomi anke se sono cosi’ lontano. Mi scuso se non riesco a rispondere singolarmente ad ognuno di voi. Capirete che qui sono molto impegnato…

Un giro a Perth, Shade… ce l’ho in programma anke perche’ sembra che Sydney sia davvero troppo un carnaio per me… Perth e’ nel mirino… ma non adesso… non adesso, no. Fra quattro o cinque mesi forse si. Sono reduce dauna bellissima seratain compagnia della Dolce Jeanie e di suo marito Leslie. Abbiamo mangiato Italiano. Tre limoncelli offerti dalla casa. Bello. Ma non ho assolutamente nostalgia di casa, qui ho ancora molto da fare!

Un abbraccio forte a tutti voi!



Under The Bridge
Mercoledì Maggio 03rd 2006, 03:30
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 In questa quasi settimana ho camminato in lungo e in largo per la città. Ho camminato e visitato tanti quartieri a dire il vero molto molto simili tra loro. Ho camminato da far male alle gambe. Talmente tanto da svegliarmi la notte e scoprire che non riesco a tenerle ferme neanche se dormo. La vastità di questa metropoli girata passo dopo passo, mi ha impressionato al punto da domandarmi spesso che radicale cambiamento per me trasferirmi in questo melting pot di 5 milioni di abitanti da una piccola cittadina come Udine. Sono cresciuto in una città a dimensione uomo per 27 anni, dove in 15 minuti al massimo, dalla periferia sei in centro, dove ci sono 11 linee di autobus e se entri in un pub probabilmente incontrerai qualcuno che conosci e scambi due parole bevendo un paio di birre. Premetto: la mia città non mi manca per niente. Non nascondo comunque, e questo obbiettivamente mi sembra abbastanza normale, una certa difficoltà a trovare il mio ritmo-Sydney. E’ cambiato tutto nell’ultima settimana, tutti i miei averi sono in una valigia da 30 kg e in uno zaino di 5. Il minimo del minimo indispensabile e se perdo qualcosa son cazzi perché me le devo procurare qui in qualche modo. Ricordo a me stesso ogni giorno che non sono qui per fare il turista. Bemi, o sputtanare i soldi in tre mesi per poi scoprire che sono finiti e tornarmene a casa con un cazzo disegnato in fonte… Sono qui per vedere e capire se l’Australia è una terra di grandi occasioni (Come penso sia perché se no non sarei qui). Se ho le palle per farcela da solo buttandoci l’anima dentro in quel che credo sia un futuro su cui scommettere… Ma non è così semplice. Niente di così bello si conquista facile. Un passo dopo l’altro, Andrea.
Under the Bridge, quindi. Cercavo casa in questi giorni. Un posto che posso chiamare casa provvisoria, almeno. Sono stato a Bondi (Pronunciate sempre BONDAI sennò fate figure di merda come il sottoscritto la prima volta), Rose Bay con dei Francesi, Newtown in un altro Ostello, Natural Bay, in centro con dei (penso) Pakistani. Un disastro. Vivevo con l’incubo che mi fottessero la roba mentre ero in giro. Non è proprio fico, ve l’assicuro. A forza di dai e dai… perché arrendersi non è ancora nel mio vocabolario Australiano… ho trovato il mio paradiso all’ombra del grande ponte in una comodissima stanza a 130 dollari la settimana. “The Rocks”. Questo è il quartiere dove sono adesso. Sydney è un casino della madonna, ma nella città, a nord c’è questo quartiere, The Rocks appunto, che è uno dei piu vecchi e storici. Quando ci passeggiavo ho notato immediatamente il cambio di clima e lo stacco dalla città e dai rumori. Tranquillo ed European-looking  a due passi dall’Opera House. E mi sono detto… che bello poter avere la possibilità di appoggiare il culo qui. Eh, beh! Ci sono riuscito. Ho visitato la casa gestita da un’anziana e dolcissima signora di origini Neo Zelandesi di nome Jeanie. Mi ricorda molto mia nonna materna. Ha gli stessi occhi, corporatura cammina e ride in modo uguale. La figata è che ci siamo proprio trovati. Suo marito che fa ancora il carpentiere a 75 anni è una sagoma.  Ironizza su tutto e adora mangiare italiano… Loro due vanno ogni giovedì a mangiare Italiano al “Caminetto” che è qui dietro. Mi hanno invitato con loro a cena. E a pensarci bene… sono 10 giorni che vado avanti a cheap meals e Mc Donalds e acqua di rubinetto. E’ giunto il momento di spararmi un piatto di tortellini e uno o anche tre o quattro bicchieri di buon vino.
Terzo piano. 67, Windmill Street. All’ombra dell’Harbour Bridge, 15 metri quadrati e un sogno da realizzare. Comincia a girare, fellows. E come dice “qualcuna” di mia conoscenza: “Ottimo. E che giri sempre meglio… ”

 
Tacabanda: “Ephiphany” - Staind



Live goes on…
Martedì Maggio 02nd 2006, 01:27
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Here we go, Mates!
Ho avuto un momentaccio un paio di sere fa. Niente di male alla mia persona, comunque. Mi sono accorto di aver dimenticato a casa le riduzioni elettriche per l’Australia. Oddio… non è proprio andata così. A dire il vero l’ho portata, la riduzione… Il problema è che ho sbagliato innesto. Vabbè la questione non è difficile ma fatto sta che per riparare alla mia dimenticanza sono dovuto andare in un Convenience store a prenderne un’altra che per culo della madonna avevano per le prese Italiane. Il che è un bene visto che ho un po di tecnlogic stuff da mandare avanti. E sarebbe stato davvero una merda non poterle usare per colpa di una cazzo di presa, no?
Ho fatto conoscenza con Paul un ragazzo 25enne di Manchester elettricista e chitarrista metallaro. Abbiamo scoperto di avere molte cose in comune riguardo all’avventura Australiana che stiamo vivendo. Anche lui è appena arrivato, gli sta sui coglioni la gente dell’ostello nonostante siano quasi tutti Inglesi come lui, e anche lui è scappato dall’Inghilterra perché decisamente noiosa e grigia per cercare una fortuna in questo posto “very cool”. Una persona  molto simpatica ed intelligente. Mi fa spesso i complimenti per il mio Inglese, non perfetto ma parlato e pronunciato in maniera molto corretta, dice. Il che detto da un Inglese è un punto di vanto…  Peccato che parta fra pochi giorni per andare al Nord a fare surf… vabbè. Good Luck Paul.
La prossima settimana incomincio a cercare casa che qui l’ambiente è decisamente fuori sintonia con le splendide emozioni che sto vivendo.  Ci sono un paio di case a Bondi Beach in coabitazione con altre due o tre persone a 130 dollari alla settimana che mi interessano parecchio. Se vedeste il posto in foto… P-A-R-A-D-I-S-O. E 130 dollari alla settimana sono davvero pochi. Paragonati agli euro sono circa 85 €
Staremo a vedere cosa ne salta fuori. Adesso vado a fare pappa insieme a Paul a Chinatown che la famazza avanza incombente.
Devo dire una cosa: Tutto questo viaggio mi sta emozionando tantissimo. Avevo troppa merda attorno in Italia…  E’ difficile descrivere e scrivere queste emozioni. Uno perché ce ne sono talmente tante e belle che non riesco a contarle… e due perché alcune mi piace tenerle per me soltanto. Bastardo, eh? “Close your eyes and see the sky is fallin’”
“Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me… voglio buttarmi per cadere verso l’alto” – FABIO VOLO “Un posto nel mondo” Leggete questo libro. Ci sono anch’io…
See u around, Mates!
Tacabanda: The sky is fallin’ – Qeens of the Stone Age