OPERATION: MINDCRIME FREAKPOWER FERTILIZER
Domenica Giugno 15th 2008, 09:20
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Che titolo assurdo, ma ci sta.
 Lavoro da un mese o poco più in questa ditta che produce e commercializza fertilizzanti di numerosi tipi. Ci stanno quelli per piantare le rose, NPK Blue che è un fertilizzante a base di magnesio che puzza una cifra e via molti altri in gran numero… Il lavoro è noioso ma tutto sommato la giornata passa.
La cosa simpatica è che mi stanno insegnando ad usare le ruspe.
Da bambino mi incantavo davanti alle ruspe. Più che un arnese a quattro ruote motrici mi sembrava un mostro buono perché non faceva male alla gente. Lui faceva il suo lavoro e faceva esattamente quello che il tizio gli comandava di fare. Faceva un buon lavoro e faceva risparmiare  tanti soldi e tempo. Un impiegato modello, si vede. Il mio castello di convinzioni sulla ruspa e il suo  mondo di magica potenza benefica si sgretolò per un attimo che mi parve infinito. Mi ricordo chiaramente che ero in via Aquileia, con mi sembra mia zia Luciana. Vorrei che fosse stato a passeggio con mio nonno… o la mia dolcissima nonna, ma sono più che sicuro che ero con mia zia. Lei mi accontentava in tutto e mi voleva bene. Poi si vede che le strade si sono disconnesse tantissimo tempo fa.  E’ davvero incredibile il male vero che la gente è in grado di procurare e di sostenere per questioni di soldi. Maledetti soldi.
Ricordo un libro bellissimo di Ian M. Banks: “Volgi lo sguardo al vento”. Fantastica avventura di fantascienza di una forza straordinaria. Un mondo basato senza i concetti di soldi, numeri o chi si ricorda quante altre cose che sono la nostra vita quotidiana decisa da non so chi… Mi ricordo di aver comperato quel libro al Libraccio di Milano con la mia strabellissima-superganza-senza.spigoli.donna-alta.mente.dotata-ciccina-Flavia. Leggetelo se vi piace la fantascienza…
Un disco che ho scoperto recentemente e che non sentivo da un botto di tempo è “Operation Mindcrime” degli stratosferici QUEENSRŸCHE, quelli dei tempi d’oro dei primi anni novanta.  Se mai vi capita vi consiglio caldamente il download.
 
Ancora vivissime scuse per non farmi sentire o scrivere molto sul blog… ma, that’s life! Il fatto credo di non avere una connessione a casa, con un solo internet point in zona che non funziona neanche molto bene, certo non facilizza le cose.
 
Comunque… dove eravamo… ah, lo sgretolo del porfido e via Aquileia.
Via Aquileia è la strada della mia famiglia. Da tempo memorabile si frequenta quella zona. Credo che nella via di sicuro ci siamo da più di tutti gli altri. Insomma, lavori in corso, il porfido che salta in aria, tubi e cavi scoperti, casino, operai in classica tenuta Friulana: gambe secche e panza rotonda modellata in anni di mine e mangiate colossali. Non era un grande cantiere, erano in pochi a lavorarci. Proseguo con le mie piccole gambette e ci sono finalmente le ruspe con motopicchi vari.. Cazzo, rega… la ruspa. Eccola li. La ruspa aveva scavato un buco profondo di forma rettangolare. Dentro c’era un operaio con in mano un metro che dava le indicazioni di dove scavare. A me sembrava un baratro ma credo che non fosse più profondo della mia statura attuale che si attesta sul metro e quasi novanta. Fortunatamente perso forma è su livelli quasi ottimali ancora ad oggi a trent’anni, nonostante le innumerevoli bombardate che mi sono tirato nelle cinque decadi passate. Il metabolismo, a differenza del mio futuro nella musica sta dalla mia parte. Eh, si. Ho tanta voglia di ritornare a suonare ma devo prima concentrarmi sulle proposte di lavoro per trovarmi uno sponsor e poter restare qui per lungo tempo. Poi parte l’acquisto dello strumento e spero di trovare una band dove buttare tutto quello che so fare.
 
Quindi, ritorniamo al nostro operaio dentro il buco con la pala della ruspa a mezzo metro dalle sue gambe. Lui si accorge di me, fa finta di non avermi calcolato ma lo scherzo è dietro l’angolo, Jhonny… Man mano che la pala si avvicinava a lui io, continuavo a fissarlo per paura che si facesse male. Guardavo anche ripetutamente mia zia che ovviamente, non aveva fretta di trascinarmi a casa visto che conosceva la mia adorazione per ruspe, camion con rimorchio, i cosiddetti TIR, e trattori. Cazzo mi piacevano una cifra anche i trattori… Insomma, quando la pala della ruspa gli era davvero vicino e fece l’ultimo scattino in avanti il simpaticone ha urlato fingendo il dolore. Io mi sono cagato sotto, poi anche se avevo quattro anni ho capito che era uno scherzo, visto che poi l’operaio si è messo a ridere alla faccia mia. E’ stato proprio uno scherzo del cazzo, era chiaro che la ruspa non gli avrebbe fatto del male, era lui che era un pirla… Penso che quello sia stato il primo coglione che ho conosciuto nella mia vita. Poco male, non abbiamo fatto amicizia. Quindi non parlate male delle ruspe che sono una benedizione dal cielo come il nastro americano in tela. Il nastro definitivo, colui che non molla mai, che sennò adesso sarei cagato senza di lui. 
 
Ah, prima che mi dimentichi: “Scar Tissue” … l’autobiografia di Anthony Kiedis… il noto cantante dei leggendari Red Hot Chili Peppers. Chi non li conosce? Consiglio di leggerlo anche questo perché merita e basta. Sono a un terzo ma è già una bomba. E’ in inglese e questo aumenta di sicuro l’interesse a leggerlo. Fine dei giri culturali/musicali. Si volta pagina.
 
 
 
Altra pagina altro sito:
 
Anzi no, Film!!!
Quando penso al cervello penso a un film in particolare. E’ una scena piuttosto cruda. Ma penso che ormai siamo abituati a digerire di tutto. Ci tocca. Qualcuno ha deciso così. Soldi, maledetti soldi.
Il silenzio degli innocenti l’abbiamo visto tutti, no? Il seguito di quel film era Hannibal. Lo avete visto? No. Uh, male. Ecco. Adesso sono fregato. Non posso continuare la storia. Ma per chi lo ha già visto e sa di cosa parlo, le cervella fritte piacciono a tutti? Si? Okkei, via che si apre la calotta. cranica. Il cervello è il muscolo più stronzo che abbiamo, diceva un comico. Che sia vero?
 
E il mio Stefanino?
Molta della musica che conosco e ascolto la devo a lui e alla passione che condividiamo. Lui penso sia classificabile come un tenero e dolce ragazzo dal cuore di pescatore a contatto con la natura con un bagaglio di musica notevole, semi chitarrista ma molto intelligente e sensibile.
 
 
 
Ragazzi qui tutto bene, molto bene.
NEWS: Ho trovato un nuovo lavoro che se va tutto liscio, lo sponsor è dietro l’angolo.
Zitti, eh.
Non dite niente a nessuno… e vediamo come va, ma a pelle mi sa che andrà bene.
 
 
 
Ora vado…Vi abbraccio forte come al solito, a presto a tutti e scusate ancora queste assenze ma credetemi se vi dico che sono davvero impegnato..
 
 
 
Attacca-il-basso: SATURNINO -  “Te Lo Dico Così” - Problemi di Parcheggio



RIECCOCI, FINALMENTE!
Martedì Aprile 29th 2008, 09:36
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Ciao ragazzi,
Non trovavo mai il tempo di scrivere sul mio blog. Onestamente mi sono anche dimenticato di avere un blog per un po. Ero veramente ma veeeeramente impegnato…
Parlando d’Australia, sono stato veramente colpito da questo mio altro ritorno nella terra del grande blu a sud. Oceano indiano questa volta. Adesso li ho toccati tutti. L’atlantico il Pacifico e l’Indiano. E’ una cosa che mi fa piacere, davvero tantissimo. A me è sempre piaciuto da morire il mare. Non so a voi ma mi da sempre un senso di vita e di potenza maestosa. Sapere di essere a Perth, sulla spiaggia e guardare davanti a te su un orizzonte che non finisce mai e si fonde in mille sfumature di azzurro e crema… poi pensi a quanta distanza c’è tra dove ti trovi e la prossima terra emersa che incontrerai dove ci sarà vita e un’altra lingua da parlare, un atro continente così distante. Quella terra sarebbe se non sbaglio l’Argentina, Montevideo per la precisione. E’ un bel viaggio, eh! Secondo me i più fuori di testa tra gli sportivi sono i velisti. Quelli intendo che da soli fanno le circumnavigazioni della terra con una barca della madonna dotata di tutta la tecnologia per renderla affidabilissima, ma pur sempre in balia delle condizioni atmosferiche tra le più pericolose del mondo. Mi sembra che lui si chiamasse Soldini, credo. Sono state tre settimane intense. Lavoro e sistemazione in casa sono fatte, macchina presa. Fino ad ora ho collezionato un incidente in bicicletta dove fortunatamente non mi sono fatto molto male (ma comunque poteva andare peggio) ed uno scasso sulla mia macchina con conseguente finestrino posteriore rotto per poi rubare la bellezza di mezzo pacchetto di sigarette e tre dollari in spiccioli, proprio sabato sera dopo una serata a ballare. E chissà che fine ha fatto Valeria? Mi sono, non so come ricordato di Valeria e Antonella. Se penso a Valeria, penso a Saturnino. Il bassista, quello che suona con Jovanotti. Perché lei suonava il contrabbasso al conservatorio di Udine. Non la vedo da moltissimo ma si vede che era perché suonavamo insieme. Tra sezione ritmica c’è sempre un feeling superiore… ahahah. era una e spero sia ancora una ragazza bella come il sole, spiritosa, amante della vita e che la facevo ridere con niente.  Mo’ Better Blues era la nostra preferita dell’Album di Saturnino “Testa di Basso”. E’ un bel titolo per un album solista di un bassista. Secondo me gliela hanno suggerita Elio e Le Storie Tese. Antonella purtroppo non c’è più. Lei aveva un malattia al sangue per via dei globuli rossi che si incazzavano di continuo con quelli bianchi. Allora i rossi anziché preoccuparsi di portare l’ossigeno al cuore se la cazzeggiavano in giro a tirare su rissa con i globuli bianchi che facevano quello che un globulo bianco fa di solito. Non chiedetemi cosa che non lo so. Dei fancazzisti, insomma, allora doveva sempre preoccuparsi di rimpiazzarne altri due volta a settimana. I globuli rossi non reggono l’alcol e la vita notturna, sembra. Ma quando ne rimetteva di nuovi, quelli cattivi che erano ormai in cirrosi avanzata, rimasti semi rachitici insegnavano ai nuovi globuli rossi appena arrivati a perseguire nel fare gli hooligans e le ore piccole. Tempo due giorni e avanti che ricomincia con la solita rissa del sabato sera. Ma non era poi un grande problema generativo. Se continuava con le trasfusioni a parte  non certo il piacere di farsi bucare due volte a settimana, la vita scorreva normalissima. Sport, studio, una serata in discoteca. Era una moretta e anche carina secondo me. Una bella studentessa al quarta geometri come facile inserita in una classe di quasi solo maschi casinisti e alcolizzati. Morta così a ciel sereno. Non era colpa dei globuli rossi, loro erano ancora in quella fase di allora cosa facciamo stasera ragazzi? Seguiamo il consiglio dei vecchi e cominciamo le lezioni di base del kickboxing accelerato tipo Matrix, forza! Incidente in macchina, con sua mamma credo. La mamma è rimasta quasi illesa, lei con un arteria recisa. Ambulanza e ospedale niente da fare, ciao Antonella. Per quanto riguarda Perth, a parte le disavventure di bici e macchina tutto prosegue liscio il lavoro non manca, ci si diverte e ho visitato in compagnia di Andrea, Daria e Roberto (della serie tre romani a Perth) Rottnest Island e Pingun Island due tra le isolette molto famose da queste parti. E che dire del mio ultimo week end a Margaret River…? Che gli devi dire a posti così?
…ed eccoci qui. Sotto un cielo blu da paura a guardare il mondo a testa all’ingiù… per la seconda volta!!
Ci sentiamo a Perthsto, mhum… pardon…volevo dire… a presto.



CI SIAMO. SI RITORNA DOWNUNDER, FINALMENTE!
Venerdì Marzo 21st 2008, 17:18
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Downunder, paradiso blu. Ancora una volta…

Ora tocca conquistare Perth, Wertern Australia. E’ un anno che aspetto di scrivere un post così. Si sta un anno anche questo giro, ma spero davvero di poter riuscire ad allungare la permanenza grazie ad uno sponsor.

Si parte domenica 30 per arrivare di lunedì nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per la cena, che se non sbaglio ci dovrebbe essere una matriciana… 

HA!

Ciao ragazzi



BOOZED, BREWED AND BELOVED…
Mercoledì Febbraio 13th 2008, 14:18
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Thank you to being always on my side,
Thank you for being my friend,
Thank you for became my brother,
Thank you for all the good times,
Thank you for your happiness and joy in life,
Thank you for everything you have given me, everything between a kag and bags of weed.
Listening and dancing on all the good music we had.
All my respect, if that’s what you need.
 
Thank you for lifting lumber and singing in the rain, watching my back and keep me on a good track. Proud to become a tie-bitch
You know… you’ve got a friend in me.
 
Thank you for that: “Thank you for coming to Canada”, it broke my hearth.
Thank you for sharing your tears with mine and be the wonderful person you are.
 
 
 CIMG1431.JPG
 

So close… no matter how far.
Much Love, Bro.


 And now… Let’s go Oilers!
Andy Boy.

Plug-the-music-on: T.M. STEVENS “What” - “Aficans In The Snow”



LA RESA DEI CONTI: OPEN FIRE!!!
Sabato Febbraio 02nd 2008, 00:02
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Prima di venire qui in Canada mi sono sempre detto che sei mesi sono troppo pochi. Sono comunque sei mesi ma anche se vissuti intensamente sono sempre meno di un anno. Sei mesi di soggiorno ce li abbiamo solo noi Italiani e solo 400 Italiani all’anno sono ammessi al programma Working Holiday in Canada. Noi chiedetemi perché. La risposta ve la può dare il Ministero Degli Interni in quel di Roma del perché quasi tutti i paesi ammessi a questo programma possono avere da uno a due anni di visto ma non noi cittadini della terra della pastasciutta… La resa dei conti suona come l’ultimo proiettile disponibile nella canna del fucile pronto ad essere sparato per uccidere il cattivo di turno.
Vancouver, Canada. Un solo colpo per farla finita… Premiamo il grilletto.
 
Di Vancouver vi ho già detto che è la città più “calda” del Canada. A conseguenza di questo, tutti i senzatetto del paese si riuniscono qui in Inverno. Se per esempio sei un barbone in Alberta, lo stato dell’Alberta ti consegna a Settembre un biglietto ferroviario per Vancouver. Se ti trovi in Saskatchewan, stessa storia. Risultato: la città trasborda di sbroccati. Hastings street è come la 5th avenue di New Jork. Mi domando cosa succederà nel 2010 durante le olimpiadi invernali con montagne di turisti e hotel a caro prezzo. Ti stai mangiando un panino nella tua pausa pranzo  e inevitabilmente ti si presenta qualcuno tipo hai una sigaretta-hai dei soldi-vuoi del fumo. Qui ci sono delle separazioni molto nette tra i vari quartieri. Nella stessa lunghissima 12th Avenue dove ho vissuto la maggior parte del mio soggiorno a Vancouver, si passa dalle ville da un milione di dollari a quartieri scadenti e mezzi in rovina. Ci sono dei quartieri a nord dove i mega ricconi affittano delle pattuglie di polizia privata per pattugliare le strade di notte. Questi mesi sono stati un misto di tante contraddizioni, tanti disagi, poche soddisfazioni lavorative e tantissima pioggia e freddo. Per farvi un esempio, ho lavorato recentemente in un cantiere dove stanno costruendo tre condomini. Ci vorranno quattro anni di lavori per finire il progetto e il cantiere è aperto da sette mesi e la ditta appaltatrice non si è minimamente preoccupata di fornire ai lavoratori uno spazio riscaldato dove poter mangiare o fare le pause. Qui si è trattati molto spesso a cazzo e i lavoratori non fanno nulla. Stanno zitti e per scaldarsi e mangiare si finisce in macchina con il motore acceso. Se poi una macchina non ce l’hai (come il sottoscritto), può capitarti di mangiare in piedi sotto una pseudo tettoia al freddo. Fortunatamente questa vitaccia l’ho fatta per solo tre settimane a dicembre poi ho cambiato lavoro ed è andata un pò meglio… Una delle cose che si è salvata in questi mesi è stata la maria. Davvero ottima e potente e per niente costosa. Qui tutto è umido e ormai non conto più le volte che sono tornato a casa strafondo d’acqua infreddolito e stanco morto.
Il sistema lavorativo non mi piace per niente. Mi sono ammalato 5 volte (di cui una recentemente con febbre altissima per tre giorni) e voglio tornarmene a casa anche perché mammalupa dopo l’incidente in macchina di un mese fa continua a non stare proprio bene. Sembra sia un colpo di frusta serio che va seguito seriamente. Quindi anche e soprattutto per questo motivo, me ne torno in quel di Udine un mese prima del previsto. Poi sempre mammalupa compie 60 anni il prossimo 8 febbraio e quindi è doverosa una sorpresa di compleanno e festa con i controfiocchi!
 
Per chiunque voglia venire qui a lavorare non c’è che l’imbarazzo della scelta, c’è tantissimo lavoro e molte possibilità. Forse la nuova America come la definiscono qui, dove le opportunità ci sono se te le cerchi con pazienza e un pizzico di buona fortuna. C’è da dire che se ti trovi una buona ditta ti porti a casa stipendi decisamente cospicui un saldatore qualificato o un responsabile di cantiere con un minimo di esperienza fanno 2500 euro netti al mese… Niente male. 
 
Alcune soddisfazioni però te le togli.
A un mio responsabile di cantiere, al quale credo di stare poco simpatico (chissà per quale motivo), dopo l’ennesima volta che mi rompeva i maroni, gli ho chiesto che cosa farà il prossimo inverno. Lui mi ha risposto che sicuramente sarà a Vancouver a lavorare. Bene caro… gli ho risposto che io il prossimo inverno sarò a Perth al caldo e tra una surfata e l’altra ti penserò qui al freddo a congelarti le mani e a lavorare nella merda trattato a stronzo. Dammi la ta e mail che ti invio un paio di foto…
 
Mah… Il paese è molto sano e ricco, ad ogni modo. Milioni di barili di petrolio e gas naturali dal nord dell’Alberta legname, minerali, argento in quantità enormi danno da mangiare a tutto il Canada. Le esportazioni maggiori sono quasi esclusivamente negli Stati Uniti. Il sistema sanitario è ottimo, i servizi funzionano bene e la rete di trasporti locale è davvero formidabile. Canada… Ho vissuto solo a Vancouver quindi non vi so raccontare i paesaggi da cartolina visto che non ho viaggiato per nulla. E’ andata così… ma è andata bene.
 
La data di rientro è il 6 febbraio in quel di Milano Linate.
Rega, ne è comunque valsa la pena. Viaggiare è una grande cosa e ogni volta che viaggio e vivo fuori dallo stivale dove ho vissuto per 28 anni, imparo a conoscermi e a diventare una persona che è orgogliosa di ciò che sta facendo.
 
Ho avuto la fortuna di conoscere dei ragazzi fantastici che sono diventati miei amici e che mi hanno voluto davvero molto bene. Il clima nella casa dove vivo è sempre ottimo e le nostre serate insieme sono davvero rilassanti e divertenti. E’ bello tornare a casa dopo una giornataccia di lavoro e trovare i tuoi amici e fare un po di sano casino. Questi ragazzi sono una grande crew quasi tutti provenienti dalla “Eastern Slowcoast” cioè dalla Nuova Scozia o dall’ Isola di Terranova:
 
Un grazie speciale va in primis al mio piccolo, casinista e sempre sorridente fratellino Canadese Blair “Pimp-Daddy” Mac Isaac, per essere una delle persone più speciali che ho mai incontrato, capitano di questa lista di gente qui sotto. E’ lui che mi ha introdotto a tutti i suoi amici perché tra noi due è scoccata l’amicizia fin da subito. Un ragazzo intelligente, sensibile, amante della buona musica rock e che ne sa tante.
(I love you so much man… see u cought somewhere in time, sei un grande).
 
Grazie a Gregg con Vicky, Ashley e Ian, (con i quali ho avuto la fortuna di vivere insieme) Chris, Steven “mastercarpenter – you know what I mean, right?” con Sherly, Hi-Five a Sandro “The Sandman”, Steve-O-welder, Kingston “Kingstonian”, Margot e la sua paura dei ragazzi italiani, Mikey “the pussytalk lover”, le corse con le bici senza freni sul ghiaccio, le popputissime ragazze del Toby’s Pub su Commercial Drive, le centinaia di canne, la birra Alexander Keith’s della Nova Scozia, la sambuca che ogni tanto mi faceva sentire a casa, l’Abruzzo Bar e le partite di calcio alla domenica, all’Hockey, guitar hero 3, a tutta la neve che è caduta, a Commercial Drive, allo Skytrain che se non era per lui passavo le giornate sui bus, a tutte le volte che parlavamo con un forte accento indiano, all’Australia che quando ci pensavo mi riscaldavo dentro, alle tonnellate di ottima musica che ci siamo ascoltati e scaricati e assolutamente a BeufDog (il gatto di Blair).

CIMG1561.JPG

Stasera c’è un party in mio nome a casa di Blair, che sembra abbia invitato un milione di persone… ci siamo tutti e ancora di più. Davvero non so come ne usciremo vivi!!! Abbiamo preso due cisterne di birra e una quantità industriale di maria… Vi fo sapere nei prossimi giorni.
 
Let’s roll good times and tears.
 
Ok raga. Siamo ai titoli di coda… Grazie di cuore a voi tutti per essermi stati vicino anche in questo giro nel freddo far west, spero di rivedervi presto!!!
Un abbraccio forte.
  Tacabanda: T.M. Stevens “Tell me the Truth” – Africans InTthe Snow



Got Scared?
Martedì Gennaio 22nd 2008, 01:57
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Ho realizzato uno dei sogni della mia infanzia. Indossare questa maschera! Sfortuntamente non è in vendita… è del mio amico Chris che la custodisce gelosamente da 12 anni. Questo è esattamente lo stesso modello utilizzato nel film. Si tratta (giusto per vostra conoscenza) di una maschera da Hockey originale degli anni trenta.   

Jazon.jpg

Chris mi raccontava che da pischello si divertiva a indossarla quando andava in giro di sera da solo. Inutile dire che la gente nel vederlo cambiava immediatamente marciapiede… Ahimè è praticamente impossibile trovarne una… se ce l’avete tenetela stretta e indossatela a carnevale. Farete cagare sotto chiunque. Risultato assicurato!

Come sto?



AFRICANS IN THE SNOW
Mercoledì Gennaio 09th 2008, 02:26
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Ecco il vostro prossimo download.

http://www.tmstevens.com/

T.M. Stevens, bassista multicolor che ho visto dal vivo alla fiera di pesaro molti anni fa. Impressionante disco. C’è tutto. Downloadate l’ultimo Album che è uno sballo.

Ciao Lupetti, BASS in your face bitches!



DRUG EFFECT
Lunedì Gennaio 07th 2008, 06:12
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Stasera ho scoperto che, quando improvvisamente il mio coinqilino si trasforma nella massaia impazzita armata di aspirapolvere, vuol dire che si è appena sparato di acido. Ragazzi è uno spasso mai visto!!!

A CLEAN HOUSE IS A SIGN OF A WASTED LIFE!



U-TUB parte secondo Andy Mc Kee
Domenica Gennaio 06th 2008, 21:40
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Spero che il vostro nuovo anno suoni così fino alla fine:

http://it.youtube.com/watch?v=Ddn4MGaS3N4

Tanti Auguri! A presto e mandatemi una canoa che ne ho bisogno.

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FORZA PREDDY, FAJE VEDE’!
Domenica Dicembre 30th 2007, 04:30
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aliens_vs_predator_requiem_poster[1].jpgLa domanda del giorno è:

Vi piace più:

ALIEN O PREDATOR? Anche se hanno inventato prima Alien, io sono un grandissimo fan della saga Predator e della spaventosa creatura in questione. Nella top ten dei film da portare sull’isola desetra ce lo metto senza neanche pensarci sopra. Ieri sera siamo stati a vedere il secondo episodio della saga Aliens Vs. Predator. Beh, se non vi piace il genere non adatelo a vedere perchè di sangue ne scorre davvero tanto. Grazie al cielo siamo riusciti a vedere la versione NON censurata in una sala gremita di tifo. Qui è uscito a Natale, in Italia dovrete aspettare ancora un mese o giù di li… Ed è poi uscito in versione non censurata quindi non so se l’effetto sarà lo stesso anche nelle lande della pasta al pomodoro.

Bellissimo rega. Non vi anticipo nulla. La parte da paura è che ho conosciuto una tipa che recita nel film. (Non da protagonista, una particina di 30 secondi solo ma davvero intensi…). Insomma l’ho distrutta di domande e lei alla fine mi fa: “cazzo, ci staresti dentro nella parte del Predator, dovresti solo essere una trentina di centimetri più alto… ma  ti muovi bene!!!”. Si, bisogna essere altissimi e purissimi per entrare in quel leggendario costume… Mi ha raccontato del backstage, dei mostri, l’emozione di vederli li di fronte a te… miiiiiiinkkia! Troppo fico! Poi il film è stato girato quasi interamente a Port Coquitlam che sta a 10 km da dove vivo e in British Columbia in generale per gli esterni…

Fico.



U-TUB
Mercoledì Dicembre 19th 2007, 07:03
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http://it.youtube.com/watch?v=wFZevw1AHZs

 Dio mio guardatevi sto tizio troppo scoppiato. Mi sono sfondato dal ridere…

Ommmioddioo… ho le lacrime agli occhi dal ridere… oh… forse ho fumato un po troppo…!

WOOOOHA!



UN VENERDI’ DA LEONI
Venerdì Dicembre 07th 2007, 22:29
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Come va gente?
E’ strano.
Io penso continuamente a Perth. Sogno l’Australia di notte e mi risveglio in Canada, guardo fuori dalla finestra ed è tutto appannato. Non capisco mai se sono io o il cannone della sera prima, ma la devo aprire la finestra se voglio guardare fuori, perché il vetro non è appannato. E’ ghiacciato. Fa freddo e a me il freddo onestamente non piace molto. Lo trovavo davvero romantico anni fa quando ero a casa al caldo dell’unica donna che abbia amato sul serio, sotto le coperte a fare quello che si dovrebbe poter fare ogni giorno, almeno due volte consecutive per lunghi minuti (leggi della pneumatica permettendo). Si anche tre, quattro, cinque (banana, frullato alla fragola, sigaretta, banana) e sei, sette intendo volte, non minuti…
A me la banana aiutava una cifra, se posso consigliarvelo.

Ancora? Intendo :mangiarla: la banana, razza di pervertiti!

Il freddo mi sta profondamente antipatico come gli occhiali che porto da sempre. Sono un animale a sangue freddo dal cuore molto caldo e sanguigno che ha bisogno di sole e di cieli blu turchesi con nuvole di panna montata per sentire che la vita scorre dolce ed il naso che pizzica forte. Sentire una batteria che ti tuona dentro e suonare una chitarra che ti graffia. Stare a guardare un sole che ti spacca la pelle tanto scotta e ti riscalda. Sono cresciuto sotto una cappa viola/nero e il giorno del mio compleanno a Novembre è quasi sempre stato chiuso in casa o in un pub davanti a troppe birre.
Quando ero piccolo andavamo tutti a giocare a calcio al campo di fronte a casa mia, ma la partita non durava molto. Alle quattro era già buio e mi colava sempre il naso. Correvamo a casa a mangiare la torta e spegnere le candeline in orario prima che facesse buio sennò mia mamma s’incazzava di brutto. Correvamo come se fuori fosse scoppiata una bomba, l’inizio di una catastrofe. Ma perché non si può controllare il tempo, pensavo mentre correvo. Due ore indietro almeno, provare a battere di nuovo quella punizione, correre ancora perché non sono ancora stanco. Sarebbe ancora più bello poter controllare il termostato generale, aggiungere  una ventina di gradi e continuare a rincorrere quel pallone bucato a ridere come degli idioti felici e contenti. Io il termostato generale, da bambino lo immaginavo come un’immensa ruota arrugginita, nascosta in una stanza segreta in un grande palazzo che nessuno sa dov’è. Forse non si può controllare ne il tempo ne tanto meno un termostato generale. I regali li aprivo quando era già scuro. I miei regali di compleanno li aprivo che era ormai già sparito il sole da un pezzo e mi sentivo triste perché se è buio non puoi tornare a giocare al campo. Dei regali non mi importava nulla, li avrei sicuramente barattati con altre due ore di pallone, volevo solo tornare a giocare. E poi chiudete i rubinetti, basta pioggia. E’ caduta tanta di quell’acqua da poter irrigare metà dell’Africa nera a piantagioni di riso carnaroli.
Una volta ho usato un ombrello. Ero alle superiori, ma non ero molto pratico di quegli strani aggeggi richiudibili e che si aprivano a scatto con la magica pressione di un pulsante rosso. Prodigi della tecnica fatti in Cina, pensavo. Insomma, questo ombrello l’ho usato una volta quando pioveva. Poi l’ho rimesso nella cartella e all’ora di disegno tecnico ho aperto la stessa cartella. Se fossi stato al liceo artistico il prof mi avrebbe dato un’eccellente. Le planimetrie pazientemente lucidate (Lucidatura: ripasso a china fina dei tratti di matita nei progetti tecnici -  Poi un santo ha inventato il CAD e quindi tutto questo non è servito ad un cazzo…) erano ormai diventati ai miei occhi delle interessanti e contorte figure sbilenche dalle espressioni disperate che però al prof non sono particolarmente piaciute. Avanti un’altra insufficienza e un’altra manega di botte a casa. Da quel giorno non ho mai più usato un ombrello. Anche quando vado al mare non voglio stare sotto l’ombrellone. Odio gli ombrelloni in spiaggia. Mi da fastidio guardarli perché se sono aperti vuol dire che c’è della gente sotto. Gente che quasi sicuramente se me la presentano mi sta sui coglioni dopo due minuti di conversazione. Se mi serve ombra vado al bar a bere una birra. Si è capito che quindi odio gli ombrelli e gli scottex. E’ per questo che adoro le spiagge in Australia. Non ci sono ombrelloni. E neanche i fazzoletti scottex di merda. Se ti porti l’ombrellone sei uno sfigato. Vuol dire che non sei fatto per sopportare il sole a mezzogiorno, quindi torna alle cinque del pomeriggio, mate. E difatti è quello che tutti fanno. Questa storia ve l’ho raccontata perché alle volte il passato ritorna. Ne ho avuto abbastanza di freddo e pioggia, ombrelli, scottex, mani congelate. Non me ne torno a casa, non vi preoccupate… Dopo quasi tre mesi di lavoro alla Coast Marine alla fine li ho mandati a fare in culo violentemente. Alla mia maniera, molto diretta e schietta e soprattutto violenta. Basta lavorare al freddo sotto la pioggia sotto la neve e per di più con un boss a cui gli stai sui coglioni chissà per quale motivo. Tu che hai sempre lavorato con dedizione, non ti sei mai tirato indietro, mai un giorno di assenza mai in ritardo la mattina. A qualcuno stanno sui palle gli Italiani? Io non mi ricordo il voto che presi quel giorno in disegno tecnico. Al prof non gliene fregava un cazzo. Ero soltanto un altro studente che ai sui occhi aveva fatto il furbo. Hai imbrattato i disegni apposta per salvarti il culo, eh? Pensavi che ti avrei dato un’altra settimana per rifarlo meglio, vero? E’ per questo che hai appositamente ed aggiungo astutamente rovinato un disegno che sapevi non avrei considerato sufficiente. Ed io lo guardavo stranito dietro i miei occhiali appannati. Cazzo, no. Oddio… ammetto che il meccanismo è diabolico… ma no. E’ stato l’ombrello!! Uhm… meglio non dire così. Sennò finisce che tutta la classe mi prende per il culo tipo. Ehi, dov’è oggi “ombrello, il sabotatore bagnato”? Meglio tacere, farsi inculare, prendere le botte, rifare un’altra volta il disegno meglio che puoi, riportarlo la settimana dopo per fare bella figura, e scoprire che al prof non gli interessa più perché ormai c’è un altro disegno da progettare e tu ormai ti trovi indietro con la faccia che ti fa ancora male. Dicevo che non mi ricordo il voto che il prof mi diede, non mi ricordo il suo cognome, se aveva i baffi o i capelli biondi ne il colore dell’aula di disegno. Non mi ricordo neanche a che piano ci trovavamo, ma le botte a casa, quelle si. Quelle me le ricordo molto bene. Questa è stata un po’ la mia storia per molti anni. Un bravo ragazzo educato e timido con gli occhiali appannati, talvolta un po’ sfortunato, altre e molte altre volte piuttosto sfigato a causa di terzi, che alla fine le prende a causa di altri terzi che poi diventano quarti e quinti e poi finisce che neanche la Corte di Cassazione ti può dare una mano. Solo che adesso a differenza di prima, a forza di prenderle, le botte ho imparato a darle e ritornarle  immediatamente, vi garantisco anche piuttosto forti. Se penso alla scuola come “scuola di vita” mi ricordo molto bene il sapore del sangue che ho ingoiato per imparare a vivere e sopportare prima e dopo la cura. Poi a forza di sangue e botte ti abitui e pensi che quello è il sapore che sentirai per molti anni in avanti. Ti hanno sempre detto che “questa è la vita” e nonostante tutto continuerai a mangiarlo il tuo sangue a digrignare i denti per il nervoso e a sorridere solo nei fine settimana dopo cinque birre da litro. Continuerai ad aprire i fottuti regali di compleanno con un giorno che finisce troppo presto, circondato da gente che continua a non capire quello che stai dicendo nonostante parli la tua stessa lingua. Credo che se oggi ritrovo quel prof in giro per strada gli rompo il culo a forza di rotoloni di lucido per disegni. Dico sul serio, gli faccio passare un quarto d’ora di inferno cazzuto a suon di calci nelle palle. E’ che non mi ricordo che cazzo di faccia ha. Fumava continuamente MS morbide., questo me lo ricordo. Un pò poco… magari è morto di cancro ai polmoni…

Insomma, qualcuno pagherà ma quel qualcuno ho smesso di essere io da un pezzo. Questo è il blog del lupo, ragazzi. Lettere aperte comunque e dovunque vadano a finire. Lupo adesso quando ha fame mangia cane, datore di lavoro, donna, gatti, professori, serpenti. Tutto ciò che non piace. Mastica, divora e sputa senza più timore di nessuno. Mai trattarlo male perché sennò ti fa male subito. Torna un po’ delle tante botte che ha messo nel sacco ed il sacco per quanto mi impegni, continua ad essere piuttosto pieno. Vedete, mi domandate (e potete tranquillamente continuare a farlo!) se è meglio vivere fuori dall’Italia dove le cose non funzionano. E’ stupido forse dirlo, ma le cose devono funzionare dentro di te e a tutti i costi. Aiuta certamente il fatto di trovarsi in un paese che ti offre moltissime possibilità e ti permette di vivere in modo molto sereno. Rimanere in piedi perché è sempre una questione di soldi. Sono quelli che ti fanno la differenza.
L’Hockey, per esempio. E’ uno sport velocissimo. Ho visto moltissime partite e faccio fatica a seguire il puck (Il disco…). I Canadesi sono come l’Hockey: velocissimi e sempre molto attenti a dove va il gioco. Sono anche molto veloci a licenziarti senza un cazzo di motivo valido oltretutto.
Lupo.
Qualcuno odia gli Italiani?
Il prof di disegno tecnico?
Fame.
Lupo adesso mangia.
Cattiveria.
Aggressione istantanea.
Tante botte.
Sangue.
Vittoria.
Intestino pieno.

Uno dei miei coinquilini fa uso abituale di cocaina. Vi state ancora domandando se si vive meglio in Canada? Non avevo mai visto la cocaina in vita mia prima di tre sere fa. Ha bussato alla porta un tizio orientale ben vestito dall’aspetto giovanile credo immigrato giapponese. Consegna una busta gialla di carta granulosa chiusa tipo linguetta da leccare e se ne va sorridente e tranquillo. Scopro poi che ho preso in mano tre grammi di cocaina. E’ come nei film, assomiglia al borotalco, lupacchiotti belli. Qui fanno uso di coca perché se lavori te la puoi permettere. Lungi da me provare quella merda, ad ogni modo fa un certo effetto guardarla. Ma non me ne frega molto quello in cui gli altri credono, basta che non mi fanno arrabbiare sennò mi torna subito la fame.

…poi chissà la vita dove ti porta. L’importante è trovare sempre della buona musica da ascoltare, possibilità di lavoro per mandare vaffanculo con estrema cattiveria il tuo boss pezzo di merda tanto a farlo impallidire, del buon caffè da bere e gustare con calma e che il naso continui sempre a pizzicare forte…

WHOA!
Ciao, alla prossima.



THAT’S CANADA, FELLAS!
Venerdì Dicembre 07th 2007, 05:22
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Nelle prossime settimane tentero’ di giocare a Hockey.

L’ultima (ed unica) volta che ho pattinato sul ghiaccio e’ stato durante la settimana bianca alle medie. E’ andata malissimo… Sono crollato a culo secco sul ghiaccio e mi sono fatto tantissimo male. Staimo a vedere come me la cavo dopo 15 anni…

CIMG1433.JPG



QUESTA VOLTA SIAMO FIGLI DI UNA CHITARRA ACCORDATA DUE TONI SOTTO…
Mercoledì Novembre 14th 2007, 06:25
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Scaricate “Over The Under” il nuovo disco dei DOWN

(…che per la cronaca sono riuscito a perdere la loro data a Vancouver non più di tre settimane fa. Tranquilli, mi sono già mangiato/martellato i coglioni in abbondanza…)

DOWN - 2007 - III Over The Under - Tapa.jpg

http://www.down-nola.com/

Io non costringo mai nessuno, ma stavolta facciamo un’eccezzione: Attaccatevi a emule e non mollatelo fino a che non sputa questo che è forse l’album del 2007.

 

Ascoltate uno che ne sa. Non capita spesso di imbatteresi in un capolavoro come questo.

Fatemi sapere.

 



FIGLI DI UN DO MINORE
Lunedì Novembre 12th 2007, 16:51
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… (Tenete innanzitutto conto che il mio fine settimana appena passato a causa del mio compleanno si è trasformato in una girandola di birre e varie sostanze da giovedì sera scorso fino a Domenica pomeriggio, quando esausi ci siamo tutti ritirati. Ci siamo ritirati anche perchè lunedì, come solito avviene nei paesi industrializzati, si ricomincia a lavorare).

Cronaca metereologica direttamente da Vancouver, cari i miei lupacchiotti. Tempo da lupi questa mattina. Lupi incazzati di brutto. La sveglia prima del previsto me la da Eolo verso le cinque di mattina, che con una portentosa scarica di vento mi spalanca violentemente l’unica tenera finestrella della mia camera facendo impazzire la tenda. (Si, tipo l’esorcista). Era dalle tre della mattina che cercavo di chiudere occhio e riposare un po. Continuavo a ripetermi “ti prego dormi, fai la nanna… ” Ero adirittura tentato di scaricarmi un telegiornale della rai a caso per aiutare l’effetto soporifero. Mi sarei accontentato anche di un’edizione del ‘78. Magari uno special su Pertini ai mondiali dell’ 82 in Spagna che agita le braccine anchilosate con i suoi occhiali spessi come un muro di cinta. Ma niente, le palpebre mi pesavano come due palle di cannone della rivoluzione francese e di dormire neanche per sbaglio. Finalmente, credo verso le quattro, crollo… vorrei festeggiare ma intelligentemente (ma non troppo, eh!) decido di far finta di nulla. Andava tutto bene e infatti mi addormento.

Il risveglio non è dei più promettenti. Mi rialzo bestemmiando alacremente per richiudere la finestra e lo spettacolo è da film catastrofe. Raffiche di vento mai viste, alberi che si piegano, pioggia a secchi, freddo bestia e un cielo nero/viola che non promette niente di buono.

Cazzo…

Gambe in spalla, colazione e via. Sono le 6 di mattina. Dopo soli 600 metri a piedi per prendere il bus mi ritrovo semi imbottito d’acqua e gli occhi mi si chiudono. Già mi mancano le forze. Penso che quest’oggi sarà dura. Più dura del solito, e voglio la medaglia se arrivo alla fine di questa giornata, perchè la devo passare a lavorare su una chiatta nella baia. Arriva l’autobus. Lo vedo in lontananza. Si avvicina sempre di più. Maledetto contenitore diesel-motorizzato, insensibile Caronte blu e bianco con un numero 20 che lampeggia sopra.

Mi vibra una tasca del giubbotto. E’ il mio collega Blair che mi saluta cordialmente. Io intuisco dal suo tono di voce che la notizia è quella che speravamo tutti noi tre.

Si. Il boss oggi ci ha graziato. Tutti a nanna, ritirata tattica per evitare un massacro quasi sicuro. E ora sono qui che ho più sonno di prima, nella mia camera al caldo. Che forse se preghi, penso, ma se preghi forte ogni tanto qualcuno lassù ti ascolta.

Buonanotte.



LIVE HEALTHY, STAY AGGRESSIVE!
Giovedì Novembre 08th 2007, 01:46
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Il mio motto per questi trent’anni… che compio qui, lontano da casa dove mi sento bene e pieno di energia.

Beh, a trent’anni le donne vengono attaccate dal neurone della massaia. Cioè che prima, quando c’era il 2 davanti tutto regolare poi il 3 diventa come un’avvisaglia di disgrazia. Un traguardo che bisogna realizzare con casa-matrimonio-figli-mutuo al più presto perchè sennò sei fottuto/a.
Grazie a dio sono di sesso maschile e a queste brutte cose  non ci penso quasi mai…

Adesso devo lavorare su quel “quasi”. Poi fila tutto liscio!

Ciao alla prossima. State in salute e sempre aggressivi!



SCEEEENDE LA PIOGGIAAAA… MA CHEEEE FAAAAAA
Mercoledì Ottobre 17th 2007, 04:13
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Crollano barili d’acqua addosso a me… ecco che fa.

Qui piove.
Sempre…
Nelle ultime settimane penso di non ricordare piu di tre giorni di nn pioggia. Nel senso che fa freddo, specialmente la mattina presto (ed io mi sveglio moooooooolto presto tipo 5.30 perchè comincio a lavorare alle 7) e piove ancora.
Il tutto non è molto piacevole visto che lavoro all’aperto…

MA: visto lo stipendio di 1.700 euro mensili… non è che poi mi lamento molto.

Questo è il sito della ditta dove lavoro
http://www.coastmarine.ca/

Faccio il Carpenter… che alla buona vuol dire che sono un falegname. Difatti costruisco moli o ormeggi… prossimamente farò qualche foto dei lavori che abbiamo in piedi. Attualmente stiamo costruendo un molo enorme di 70 metri per 10 di profondità.
Bella storia…
A parte la pioggia, s’intende!!!

Credo che non andrò a pescare… almeno questa è l’aria che tira…

Ciao!



RIEPILOGANDO…. LO-LA’
Sabato Settembre 29th 2007, 05:17
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Sono certo che certe situazioni possono cambiare in positivo. Intendo anche dire che alle volte non riesci a crederci a quello che stai vivendo. Non so come spiegarlo dettagliatamente, ma sono gia’ perfettamente integrato nel sistema Canadese, a mio completo agio. Chissa’…  forse perche’ qualche volta mi gira bene. Nel senso che ho trovato casa. Ma non casa qualsiasi. Vado a vivere con tre patate da paura.

??????

Ci credete? Sono passato da loro (che mai avrei pensato fosse una casa di sole tipe.. giuro!) e dopo tre giorni mi hanno dato conferma. Si trasloca dall’ostello domenica o lunedi pomeriggio. Il fatto e’ che Christa e’ proprio un cristo di tipa. Bona de mamma…

OoooooOOOOOoooooOOOOOooookkei!

A lavoro sto da paura. Piglio 1700 euro al mese e la mattina alle sette parte il cannone con i miei nuovi pazzi colleghi. Attualmente stiamo costruendo un imbarco per battelli a nord di Vancouver imbragati praticamente a precipizio sul mare. Onestamente mi sto cagando abbastanza addosso, ma ne vale la pena. Such a rush!

Ciao cari lupetti, a presto!

 Tacalacordasenno’cadoabestia: “Learn From This Mistake” -Down - Down II 

Dico solo bella li’.



FISHERMAN’S FRIEND…
Venerdì Settembre 21st 2007, 05:08
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Dunque: lavorare va bene. Si. Viaggiare anche. Due facce della medaglia dei viaggiatori con zaino in spalla. Ma: tutte e due insieme? Suona fico, uh? I’m moving up in the world, people! Qui si cambia lavoro con la facilità con cui si cambierebbe un pannolino. E in questo caso specifico si prendono anche più soldi!!! Attualmente sono a 14 dollari all’ora. Non è proprio male, però con un po di buona volontà si può fare di meglio. Ora sono un costruttore di giardini che altro non vuol dire spalare malta e terra 8 ore al giorno, e se piove va anche peggio perché la terra si trasforma in pantano e la malta pesa il doppio. Almeno il Boss e gli altri operai sono davvero persone squisite, il che rende un lavoro così noioso decisamente più vivibile. La mia schiena vorrebbe essere lasciata in pace ma non è ancora giunto il momento… 

La faccio breve: si va a pesca. Nel senso che il prossimo mercoledì comincio un nuovo lavoro in una cooperativa di pescatori e ci sono buona possibilità che oltre ad alzarmi lo stipendio da 18 a 19.50 dollari all’ora dopo le prime due settimane, si uscirà spesso in mare per pescate di 10 giorni almeno. Chiaro che cibo e accomodation sono gratis sulla nave. Non male, boy. Se non ho stracapito si va su fino quasi in Alaska. Freddo? Naaaaaa… 

 

Io sono nato freddo. 

(Seeeeeee, come no…)

 

 

Stay tuned. 

Un bacio grande a chi se lo merita. 

 

 

Tacalabrina: “Love Rears it’s Ugly Head” – Living Colour – “Time’s Up” 



MAMA DIDN’T RAISE NO FOOL
Lunedì Settembre 17th 2007, 22:21
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Buongiorno, buonasera o buonanotte… non lo so. Primo capitolo (che anticipo felice) della saga Canadese. Stavolta non siamo (ancora e di nuovo) a testa in giù. Vivremo su stessi paralleli dove unico amico fra un po sarà un buon giubbotto per proteggermi da freddi e venti considerevoli. Sono riuscito a trovare un lavoro in tempo record. Questo mi fa tirare un sospiro di sollievo e allontana ciò che spero non mi capiti. Tipo che la sfiga ci vede bene e mi prende all’improvviso con un poderoso destro alla Tyson. E poi bang… al tappeto. Soldi. E’ sempre una questione di soldi. Ti ricordi sempre del giorno che sei partito quando passeggi nelle stade di una città così lontana da casa. Le sensazioni di quando facevi la valigia e ricontrollavi di aver portato tutti i documenti.  Fortunatamente si viaggia in paesi civili dove non è che devi uccidere il tuo vicino di casa per fottergli il lavoro o fingere il tuo rapimento ed aspettare il riscatto comodamente alloggiato in un casolare di campagna con una cassa di Krone .. “cronache” Italiane che non me ne fotte perché grazie a dio sono lontano 9 fusi e qui si respira bene. Non so perché ma non ho ancora fatto una foto. Forse perché sono a Downtown dove il peso dei grattacieli si fa sentire. Chris. Lo sentirete nominare spesso. Una specie di angelo tatuato e casinista che mi fa sentire a casa e che mi offre incondizionatamente un aiuto per tutta la mia durata di questa avventura Canadese. Canada, rega. Ancora non ci credo. Aprirò gli occhi come al solito quando atterrerò a Malpensa. Posso chiamarla Lupo-Avventura? Si, dai. Ragazzo sincero e matto al punto giusto. Poi è un alcolizzato come me. Si comincia a lavorare lunedì in un cantiere di una ditta costruttrice di giardini…(?)! .

E così ci ritroviamo qui a Vancouver. Vancouver. Ad un passo dagli Stati Uniti, British Columbia, Canada. Bisogna sempre ricordarsi dove si è, per cambiare mentalità senza mai abbassare la guardia. Questo è il mio primo consiglio. Nutrimento dello spirito. Dico sempre che quando sono in Italia mi sento andar via lentamente. Sprofondo senza una ragione, e stare a galla mi risulta molto dura. Mentalmente non sono forse programmato per sopportare quei meccanismi fatali dove se sbagli un passo son gran cazzi tuoi. Qui scendi dall’aereo, ti sistemi in ostello fai il punto della situazione, cerchi lavoro, lo trovi, vedi come va, ti sistemi in una casa, e il sabato sera vai a fare tutto il casino che puoi. Ti devi adattare alle situazioni. Dopo sarà lunedì ancora una volta. Ok. Testa bassa e via. Fantastico. Capite? Se cadi ti rialzi ed in una settimana trovi un altro lavoro, se vuoi. Se cadi ancora ti rialzi ancora. Sentire che sei ancora sull’onda che ti riporterà downunder. Li dove spero di fermarmi. Mammalupa che spera torni a casa presto con la coda in mezzo alle palle spremute. Cazzo, vendo cara la pelle, io… altroché! Non so ancora cosa posso dirvi di più, per ora. Mi sento di dire che tutti hanno un anno di working Holiday in Canada. Noi Italiani sei mesi.
Ci sono due signorine che mi farebbe piacere portare downunder. Una si è sposata con il Granducato di Toscana e quindi dubito divorzierà in tempi ragionevoli. L’altra… beh spero adesso gli stiano fischiano le orecchie. No, Mamma… non sei tu.
Ammetto che:
-attraversare la strada è più comodo e sicuro, ora.
-mi manca la mortadella con il pistacchio
-aspetto con ansia il primo stipendio dopo 6 mesi
-mi manca la mia sorellina
-mangerei volentieri un’altra mega bistecca come quella di una settimana fa
Okkio a questa: il governo in Canada ti offre la possibilità di stare nei suoi uffici a gratis su internet per tutto il tempo che vuoi. E puoi, sempre a gratis, stampare tutte le schede che ti interessano e c’è sempre uno o due impiegati che ti aiutano o ti consigliano sul come muoverti nel mondo del lavoro. Parlo di sale con trenta o quaranta pc nuovi di stecca che vanno da paura. Vaaaaaaaaaaaaa bene!
Ciao lupacchiotti!
Alla prossima, Fellas!
Tacabanda: “Waiting On The World To Change” – John Majer - “Continuum”