Umberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell’8 luglio in Piazza Navona.

Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Umberto Eco

(2 luglio 2008)

[da www.repubblica.it]

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Viterbo: no alle nozze per ‘impotenza’, la Curia si difende

07 giu 19:16

VITERBO - Con una nota la curia di Viterbo si difende in merito alla vicenda della giovane coppia alla quale il vescovo ha negato il matrimonio con rito religioso perche’ lo sposo e’ da due mesi paraplegico a causa di un incidente e quindi per ”impotenza copulativa”. ”Tutto e’ stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana - spiega la curia -. Il precetto d’amore di Cristo e’ per noi, sempre, norma di vita, nell’ordinario e nello straordinario”. La curia insomma non smentisce, ma parla di decisione imposta dal diritto canonico, e quindi non soggetta ”a discrezionalita’ o intenzionalita’”. (Agr)

[da Corriere.it]

Questa mi è nuova. D’altra parte non essendo un’esperta in diritto canonico, non c’è da meravigliarsi. Forse invece la Carfagna lo è, date le affermazioni in merito al matrimonio di cui ho scritto qualche tempo fa [«per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare»].

Ad ogni modo, novità o meno, questa vicenda mi convince ancora di più che le anime dei cristiani della Terra siano affidate ad un intrico di serpenti impalandranati. Come se un monco andasse al ristorante e si rifiutassero di farlo mangiare perchè non può impugnare correttamente forchetta e coltello.
Nella mia ingenuità credevo che la Chiesa, che dovrebbe seguire i principi della religione a cui è votata, propugnasse l’amore verso il prossimo. E la ragazza che ha sposato il suo ragazzo paraplegico [con rito civile, tiè!] a mio parere è una che sa cosa sia l’amore.
Ma poi: seguendo questo principio, non dovrebbero fare un test di fertilità a tutti futuri sposi?
E le adozioni? Alla Chiesa fanno così schifo? Ah già, dimenticavo. Qui non è questione di creare una famiglia, ma di portare nuovi adepti…

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Oggi siamo sul sociopolitico, perdonatemi.

Leggo su Repubblica che una quantità notevole di donne italiane tra i 30 e i 35 anni si fa ricostruire chirurgicamente l’imene.

TORNARE VERGINI CON 4.000 EURO, BOOM CHIRURGIA IMENE

Tornare “immacolate”, senza macchia, pure come una bambina e pronte a offrire la propria illibatezza al classico “uomo della vita”. Si puo’ grazie a un’operazione chirurgica all’imene: 4.000 euro in una struttura privata, oppure, per chi e’ meno facoltoso, gratis in una struttura pubblica, ma li’ ci sono le liste di attesa, e la verginita’ deve attendere. O ancora, si puo’ optare per un “viaggio della verginita’”, destinazione soprattutto Sudamerica (Buenos Aires e Bogota’ in testa) per ricostruire chirurgicamente la castita’ alla modica cifra di 1.345,27 euro.

Secondo il mio personalissimo parere è una fesseria di proporzioni abnormi, per due motivi:

1. La “prima volta” ritengo sia soprattutto una questione di carattere psicologico-emotivo, proprio perchè è la prima e ci sono in ballo una serie notevole di cose nuove e importanti, che poi influenzano in bene o in male le esperienze successive per un pezzo. Che senso ha la ri-perdita di una verginità fasulla, visto che tanto sanno già perfettamente come funziona la faccenda?

2. Mi sembra una beffa nei confronti degli uomini a cui queste donne ipocrite fanno “dono” della loro seconda verginità artificiale [è finta! L’hai già data, per la miseria!]. Non è che, ricostruendo l’imene, magicamente gli uomini precedenti non siano mai esistiti e le esperienze precedenti, belle o brutte, vengano dimenticate.
Forse è proprio questo che alcune cercano di fare, ma temo sia il modo sbagliato.

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11 Apr 2008

Riguardo alle elezioni-farsa di questo fine settimana, vorrei pregarvi di leggere questo pezzo di Nanni Moretti.
E’ noto che l’essere umano è molto adattabile, anche a situazioni negative.
Ma in questo caso non si tratta di adattabilità. Si tratta di un popolo del tutto rimbecillito. E mi spaventa che così tante persone non si rendano conto della gravità della situazione.

“Berlusconi inadatto a democrazia
Ecco perché sceglierò il Pd”

di NANNI MORETTI

NON mi piace l’espressione e il concetto di “voto utile”, ma personalmente non ho mai avuto dubbi sul mio voto: il Partito democratico è la novità della politica italiana e forse l’ultima opportunità per non regalare definitivamente il paese all’estremismo di Berlusconi e Bossi. Purtroppo, tra gli elettori di sinistra e centrosinistra, persiste una tentazione irresponsabile ad astenersi dal voto.

Gli incerti sono tali per delusione, stanchezza, assuefazione. La delusione nei confronti del governo di centrosinistra è in parte condivisibile, ma non può far dimenticare il vero e proprio abisso politico, culturale ed etico che c’è tra il centrosinistra e la destra italiana. La stanchezza si esprime con l’infastidito “Ma come è possibile, dobbiamo ancora occuparci di Berlusconi?!”. Sì, il protagonista negativo purtroppo è ancora lui e, cosa impossibile da immaginare nel ‘94, si tratta di un Berlusconi addirittura peggiore: per aggressività, assenza di senso dello Stato e disprezzo delle istituzioni. Assuefazione: siamo arrivati al punto che ormai quasi tutti consideriamo normali cose che in democrazia non lo sono per niente, e che infatti non sono mai accadute in altri paesi: per esempio, il monopolio televisivo privato in mano a una sola persona, che, incredibilmente, si candida per la quinta volta in quindici anni a governare con le sue improvvisazioni il paese. Come non sono normali le aggressioni verbali di Bossi e Berlusconi nei confronti degli avversari politici, delle istituzioni, della magistratura, del presidente della Repubblica. Parlare di “imbracciare le armi”, non può essere considerata un’innocua battuta (anzi, Berlusconi ha detto: “E’ una metafora”, ma mi sembra che non gli sia ben chiaro il concetto).

Molto pericolosa e inquinante è l’ossessione di Berlusconi verso i brogli elettorali. Tutti hanno dimenticato che purtroppo è una sua costante, infatti già nel ‘96 disse che Prodi aveva vinto grazie ai brogli. L’ha ripetuto quasi in tempo reale nell’aprile di due anni fa, convincendo milioni di elettori di essere stati derubati. Questo è un modo inaccettabile per delegittimare il voto e quindi minare le basi della democrazia. Si è poi visto, quando molti voti sono stati ricontati, che di poco era stato penalizzato il centrosinistra. In Berlusconi c’è una estraneità direi “naturale” alle regole e al rispetto dei risultati che non gli sono favorevoli.

Purtroppo l’opinione pubblica in Italia non esiste. Basti fare il confronto con quello che scrivono di Berlusconi giornali stranieri non certo di sinistra: esprimono incredulità per le sue continue affermazioni anti-istituzionali, severità e durezza per i suoi continui attacchi alle norme elementari della convivenza democratica, e una autentica preoccupazione verso un suo possibile ritorno al governo. Oltretutto, per la quinta volta, c’è un candidato che parte avvantaggiato nella competizione elettorale, perché ancora controlla tre reti televisive e giornali e radio. Io sono una persona competitiva, un appassionato di gare, mi piace farle e vederle, ma le nostre elezioni assomigliano alla finale dei cento metri, la gara più bella delle Olimpiadi, con sette concorrenti allineati e l’ottavo che arriva col suo blocchetto di partenza e si sistema 15 metri più avanti. Una gara falsata… Trovo perciò insensato il gran parlare che si fa di Berlusconi come personaggio “carismatico” e “grande comunicatore”. Secondo me, oggi, non è né l’uno né l’altro.

(more…)

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‘Free Iraq’ Is Within Reach, Bush Declares
Published: August 23, 2007KANSAS CITY, Mo., Aug. 22 — President Bush delivered a rousing defense of his Iraq policy on Wednesday, telling a group of veterans that “a free Iraq” is within reach and warning that if Americans succumb to “the allure of retreat,” they will witness death and suffering of the sort not seen since the Vietnam War.

“Then as now, people argued that the real problem was America’s presence and that if we would just withdraw, the killing would end,” Mr. Bush declared in a 45-minute speech before a Veterans of Foreign Wars convention here. He added, “The world would learn just how costly these misimpressions would be.”

In urging Americans to stay the course in Iraq, Mr. Bush is challenging the historical memory that the pullout from Vietnam had few negative repercussions for the United States and its allies.

O, come riassume Internazionale:

THE NEW YORK TIMES, Stati Uniti
http://www.nytimes.com

Bush: “Non ci sarà un ritiro dall’Iraq”.

In un discorso a Kansas City, il presidente statunitense
George W. Bush ha dichiarato che finché sarà al potere è
escluso un ritiro dall’Iraq e ha avvertito che il
“rimpatrio delle truppe potrebbe causare un aumento delle
violenze di un livello mai visto dai tempi della guerra in
Vietnam”. Un gruppo di storici ha però ricordato al
presidente che il ritiro statunitense dal Vietnam mise fine
alle violenze e non ebbe conseguenze negative per i due
paesi.

…pauroso che ci sia ancora gente che dà retta a questo figlio dell’ignoranza.

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Dalla newsletter di oggi di Internazionale.

LE MONDE, Francia
http://www.lemonde.fr

Il Vaticano chiede di non finanziare Amnesty international.

Il Vaticano ha fatto appello ai cattolici affinché non finanzino più Amnesty international, a causa del recente impegno dell’associazione per la depenalizzazione dell’aborto. Il Vaticano ha fatto inoltre sapere che sospenderà i suoi contributi finanziari all’organizzazione.
Riccardo Noury, portavoca dell’ong, ha precisato che l’organizzazione non ha mai ricevuto contributi per non compromettere la propria indipendenza.

Pare che la depenalizzazione dell’aborto sia molto più importante dell’impegno di Amnesty su tutti gli altri fronti, come ad esempio le campagne contro la pena di morte, o per la protezione dei minori, o contro la tortura… Quisquilie, secondo gli impalandranati vaticani.
Dopotutto, chi è che storicamente torturava e mandava al rogo a tutto spiano?
Consiglio “Memorie di un nano gnostico”, di David Madsen [donatomi da Empidosi, il mio pusher preferito di letture assieme a Mama]. Ambientato nel Rinascimento, rispecchia spaventosamente i comportamenti vaticani del ventunesimo secolo.

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Turing

PUBBLICITA’ PROGRESSO: Conosci un omofobo o uno di quelli che “la famiglia io la intendo tra uomo e donna perché dice la Bibbia che gli omo…”? Fagli leggere questo

Alan Turing era un geniale matematico inglese. Se leggete queste righe è anche grazie a lui (e a John von Neumann) perché ha praticamente creato il computer. Non solo. Durante la seconda Guerra Mondiale fu una delle menti che contribuì a decifrare il codice Enigma, il cifrario segreto nazista. Nella vittoria alleata pesò, probabilmente, più di Churchill.

Non l’avete mai sentito? Non è nella lista dei baronetti della regina, dei Nobel, dei cavalieri? No. E’ al cimitero. Dal 1954. In quell’anno fu processato per un crimine: omosessualità. Per il semplice fatto di preferire, nel buio della sua stanza, di appartarsi con uomini adulti e consenzienti anziché con donne. Condannato. A scelta, a due anni di galera o a un’ingestione di ormoni equivalente a una castrazione chimica.

Nel buio della sua stanza Alan Turing riempì una siringa di cianuro, lo iniettò in una mela, la mangiò e se ne andò da un mondo di imbecilli che citavano e ancora citano una favola per avvalorare il proprio razzismo.

(19 febbraio 2007)

[Gabriele Romagnoli, dalla rubrica Navi In Bottiglia su Repubblica.it]

La storia di Turing mi ricorda quella di Valerie in V for Vendetta.
Questa è vera, non è un fumetto nè un film.
Non ha avuto luogo nei secoli bui del Medioevo, come chiunque abbia familiarità con la nozione di libertà potrebbe pensare, bensì nell’anno di nascita di Matt Groening e Roberto Freak Antoni, l’anno della prima trasmissione della RAI e della prima radio a transistor. E Turing non è stato mica l’unico, basti pensare ad Oscar Wilde, l’uomo i cui aforismi campeggiano persino sui diari degli ignari liceali.

Se Turing avesse voluto, diciamo, sposare Oscar Wilde [mi si perdoni l’anacronismo], in che modo questa unione avrebbe distorto l’ordine cosmico o arrecato danno a qualsivoglia molecola del cosmo?

Tra poche settimane dovrei finalmente rivedere il Raton dagli occhi blu.
Causa distanza considerevole, ci vediamo una volta ogni morte di papa.

Sai mai……………

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Mi sento in dovere, in quanto ferrea ed agguerrita sostenitrice della LIBERA SCELTA, di apostrofare l’inutile Pastore Tedesco con uno stentoreo “MA SMEEEETTILA!!”, ma solo perchè sono una signora. Se foste stati in grado di leggere il fumetto che è uscito dalla mia testa stamattina quando ho letto i giornali, penso che più di qualcuno avrebbe perso i sensi a causa della violenza delle mie invettive.

A sentire lui, la nuova legge sulle coppie di fatto impone ai cittadini di non scegliere il matrimonio.

Mi domando in che film l’abbia visto.
O cosa abbia fumato. Evidentemente non era roba molto buona.

Sembra di leggere la storia dei Borgia di Manara-Jodorowsky, lo stile è preoccupantemente identico.

Forse, senza tutti quegli intrighi legali che rendevano in certi casi necessario e non volontario il matrimonio, hanno paura di perdere un buon numero di accoliti, come se questa nuova legge potesse impedire, a chi lo vuole e a chi ci crede, di sposarsi.
Il che la dice lunga sull’autenticità della [buona]fede e sul rispetto dei princìpi cristiani di questo mastino biancovestito e dei suoi tirapiedi.
Se fossi cattolica credo sarei altrettanto indignata, se non di più, a vedere i princìpi in cui credo manipolati per questioni di bieca egemonia. Non lo sono, e le palle mi vorticano ugualmente a velocità sincrotronica.

Cito dalla newsletter di Internazionale:

Guerra aperta del Vaticano contro il governo Prodi.

La chiesa italiana, spalleggiata da papa Benedetto XVI e
dal Vaticano, si è lanciata in una guerra aperta contro il
governo di centrosinistra di Romano Prodi, la cui stabilità
appare in serio pericolo. Avvenire, il quotidiano della
Conferenza episcopale italiana, ha pubblicato un bellicoso
editoriale intitolato “Non possumus” (non possiamo),
riprendendo la fatidica frase pronunciata da Pio IX nel
1860 contro l’unificazione dell’Italia
. Questa volta la
battaglia è contro la moderata legge sulle coppie di fatto:
la chiesa pensa che il governo voglia creare una “simil
famiglia” e si prepari a legalizzare i matrimoni
omosessuali.

Clarin, Argentina
http://www.clarin.com:80/diario/2007/02/08/elmundo/i-01815.htm

No, dico. Il 1860.

L’ho già scritto tempo fa in un altro post, nei vecchi copioni: tra poco dovrò nascondermi, altrimenti sarò torturata e messa al rogo, e con me molte persone che, a prescindere da quale sia il loro credo, hanno l’orrenda e abietta abitudine di pensare con il proprio cervello.

Se capiterà, le mie ultime parole di commiato dalla vita terrena prenderanno spunto dalla riedizione di Braveheart del Nido del cuculo.
[Calippa perdonami, dovevo sdrammatizzare un po’…]

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Dai primissimi dati vedo che siamo più o meno pari, quindi vuol dire che circa metà dei votanti non si è resa conto di tante cose, o magari non reputa gravi molti comportamenti di uomini politici che invece per me sono inammissibili, indipendentemente dallo schieramento a cui appartengono. Insomma siamo punto e daccapo, com’era prevedibile.
Ma questo è solo il mio personalissimo parere.

Ad ogni modo, oggi la mia principale preoccupazione era ben lontana dall’essere il risultato delle elezioni. Ci sono cose molto più serie, in ballo. Speriamo bene.

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Non ho molte parole per questo, se non che sono profondamente schifata dal Comune di Milano.

No, dico, lo ben so che fra tre settimane si vota, ma ce n’era davvero bisogno? Ma accanirsi contro qualcos’altro?
Vigliacchi.

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…ma che caldo, che caldo faceva.
«Brigadiere, apra un po’ la finestra»
ad un tratto Pinelli cascò.

Stamattina mi sono svegliata e avevo in testa la Ballata del Pinelli [Mp3, 2.7MB da Vocidimezzo.it]. Che, voglio dire, non è la canzonetta orecchiabile che passano alla radio ogni tre minuti su otto frequenze diverse e che ti entra in testa… Sono perplessa.

Sono perplessa anche perchè stanotte mi davano fastidio i rumori, a me che dormo benissimo anche e soprattutto con sottofondo di film di Dario Argento, che arrivata a Milano dalla provincia friulana non ci ho messo più di sei minuti ad abituarmi al tram, al camion dell’Amsa e al lavaggio strade sotto casa ad ore antelucane. Invece mi davano noia i rumori come quello del mio stesso respiro, che è impercettibile [ma dato che io so di star respirando, lo sento, o lo immagino] e il rumore dello scorrere del sangue, quella specie di fischio/fruscio che senti nelle orecchie.

Poi alle due mi sono alzata e ho aperto la finestra, aspettandomi la luna piena, invece ho trovato questo chiarore color fanghiglia melmosa e ho pensato [per l’ennesima volta…] che è ora che appoggi il mio cappello in un posto in cui il cielo ha il colore giusto, e la nebbia ha l’odore giusto e non quello di una fogna, dove non ci si mette un’ora [quando sei fortunato] per attraversare la città e dove il Comune non autorizza manifestazioni neofasciste che vanno palesemente contro la legge Scelba* [ma magari sono io che sono una povera ingenua…].
Ci sto lavorando, ma è un progetto che va costruito per bene e con calma.
Ma “Te Pito o te Henua” potrebbe essere il posto giusto per capire quando stiamo andando su questa téra, che qua non sappiamo più quando stiamo facendo su questa téra. E di miagolare nel buio sono un po’ stufa.

[la risposta sarà dentro di me e sarà sbajata, ma arrivare in ufficio e iniziare a parlare di Fantazoo con il collega-di-là-dal-muro ti tira su la giornata.]

*–edit– 19/03/2006

Ho appena letto sul sito del Corriere questa notizia:

19 mar 10:40

Milano: corteo Fiamma Tricolore, Procura apre indagine

MILANO - La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sul corteo della “Fiamma Tricolore” che l’11 marzo scorso e’ sfilato per le vie di Milano. La notizia dell’apertura dell’indagine e’ stata data dal procuratore aggiunto Armando Spataro. Sarebbe stata violata la legge Scelba del 1952 che vieta le “manifestazioni fasciste”. Nel corso del corteo erano stati urlati diversi slogan e apprezzamento nei confronti del Duce e mostrati simboli fascisti. Attraverso i filmati, la Digos avrebbe gia’ identificato numerose persone. (Agr)

Allora non sono io ad essere ingenua. E’ il Comune ad essere in mano a una manica di citrulli.

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Non ho molto da dire [che non sia già stato detto, ad esempio da Suzukimaruti, con cui mi trovo piuttosto concorde] sul confronto di ieri sera tra Prodi e Berlusconi, se non che è stato esilarante vedere l’affanno di Mister B nei suoi “voi avete fatto” e “noi abbiamo fatto” e “centri civici” invece di “centri sociali”, e la caduta tipo bunjee jumping senza corda a proposito delle donne in politica [citando la : evidentemente le donne del centrodestra son tutte tipiche casalinghe di Voghera, a sentir lui], tanto per fare qualche esempio.

Questo genere di trasmissioni è un po’ come le partite dei mondiali, quando sei con la gente giusta: un’ottima occasione per ammazzarsi di risate [amare, in certi casi, ma pur sempre risate. Si potrebbe definire un ridere per non piangere, ma non esageriamo. Nonostante la situazione politica, sono una persona piuttosto felice] con ottimo cibo, tanta birra, una deliziosa torta, cristi e madonne e le inquietanti rivelazioni di Marco Travaglio [ringrazio Ubi per il link].
E i messaggi di Mamma e Empidosi, commenti in diretta a distanza, tipo questo: “Berlus al posto di Zaphod Beeblebrox come presidente galattico! Via via per le stelle a rubar astronavi!”.

Povero Douglas…

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Da questo articolo su Repubblica.it:

La riforma varata autorizza l’uso di armi per difendere la vita e la “borsa”. Nell’ipotesi di violazione di domicilio, infatti, non sarà più punibile chi spara contro il malvivente o lo colpisce con un coltello per difendere la propria o altrui incolumità. E non sarà più punibile nemmeno se gli spara per difendere i (propri o altrui) beni, a due condizioni però: che vi sia “pericolo d’aggressione” e che non vi sia “desistenza” da parte dell’intruso.

Bene.*
Adesso potrò dormire sonni tranquilli, sapendo che non sarò perseguibile se userò l’alito di Belfagor come arma chimico-batteriologica, per difendermi dai malviventi che violano la mia magione, o le unghie della Bestia Nera per fare a brandelli le loro carni insolenti.

*Bene un cazzo, spero si sia capito il sarcasmo.
Va bene che gli stivali da cowboy mi piacciono e li ho addosso più ore al giorno delle pantofole, ma qui stiamo davvero esagerando…
E la faccenda della difesa che dev’essere proporzionata all’offesa ricevuta non vale più? Fatemi capire… Se io sparo un pallettone .457 in fronte al ladruncolo che mi minaccia con un coltellino a serramanico [pericolo d’aggressione esattamente che significa? Ho come l’idea che sia facilmente interpretabile a piacimento…], magari il ministro Castelli mi porta a cena fuori perchè sono stata una brava cittadina?
Tutto questo mi ricorda quei cartelli affissi a certi cancelli, con scritto “Attenti al cane… e al padrone” con l’immagine di un cane ringhioso e di un fucile.

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