Dicono che tra due punti passi una ed una sola linea retta, e che sia il percorso più breve tra gli stessi.
Ma questo è vero solamente all’uscita del cinema, con condizione necessaria il non saper esattamente dove sia il suddetto all’andata.
Nel raggiungimento iniziale del cinema invece, tra i punti A [auto parcheggiata] e B [cinema] si susseguono una serie di linee dette incidenti [di percorso, nello specifico].
Di seguito la dimostrazione:
in rosso, il percorso [si noti la lieve declinazione browninana dello stesso] A -> B dalla macchina al cinema, con arrivo a film già iniziato.
In blu, il percorso inverso B -> A dopo aver realizzato la posizione del punto B in relazione al punto A.
Che poi, non è dato sapere perchè su Google Maps Via Giambattista Vico diventi Via Giambattista Vicolo.
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- “Mi fai finire sempre sui bordi del letto!”
- “Ma le cariche si addensano sempre sugli angoli e i bordi…”
- “Ti sembro forse un protone?”
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Nero: ho attivato dal menu VSH della PSP l’opzione UMD su USB
Lux: A me è uscito errore radice quadrata di meno uno, “excessive use of acronyms”.
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Cougar: :’(
Cougar: “Con l’uscita di Leopard, Apple chiude definitivamente i conti con il suo passato pre-OS X, rimuovendo dal nuovo sistema operativo l’ambiente di emulazione Classic.”
da http://www.melablog.it/
JackFlash: :(
JackFlash: una prece
Cougar: requiescat in ppc
—
Albert (che sta installando Leopard): mh… l’effetto semitrasparente dei menu è molto bello, ma potrebbe essere un problema su certe finestre…
Cougar: eh sì lo stavo leggendo, di sta cosa
Albert: probabile: te l’ho appena scritto Oo’
Cougar: :P
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Domani esce Leopard, ovvero Mac OS X 10.5
Com’è abbastanza noto, i Mac Users si dividono in due categorie: quelli che il Mac lo usano e basta, e quelli che lo amano e vogliono comprenderne e sviscerarne i più intimi recessi, là dove nessun uomo è mai giunto prima.
Insomma Star Trek ci fa un sontuoso pippone.
La prova ultima viene da Tore [uno dei miei co-aficionados preferiti della Mela] che così risponde ad un giovane […] virgulto che obietta agli esperimenti di installazioni estreme di un sistema operativo non regolarmente acquistato.
Possibile che tu non capisca che non si fa per il vile denaro ma per la
sfida? Io, ai tempi, facevo il boot del system 7 da un cd dei Pink Floyd.
La classe non è acqua. E’ Cannonau. :)
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Oui, c’est moi, la mascotte de Firenze.pm. Da oggi il mio motto è P for Ruby. E ho appena passato uno dei migliori SanValentini della storia, con i miei genialissimi colleghi perlisti e splinderogeni [nomenclatura coniata da JackFlash].
Sono anche colei che pensava di essere fortissima con gli acronimi, prima di scoprire con rammarico che:
LAMP = Linux Apache MySql Pasquale [Lipstick release]
e anche che
LAMP = Linux Apache MySql Puppa [Osfameron relelase].
Mi sono perfino sentita dire, dal quasi-conterraneo M., “sii ortogonale!”.
Che a posteriori, svaniti gli effluvi del Southern Comfort, potrebbe fare il paio con l’emoticon segreta e rispettivo codice che abbiamo escogitato e risultare quindi un’esortazione piuttosto audace.
JackFlash, con il suo candore e la sua barba lunga modello Clive Owen in Sin City, nota anche come “Ho lavorato anche il fine settimana” [infatti eravamo in ufficio insieme], mi ha ricordato lo scambio di domenica a pranzo, roba di nicchia:
Qualcuno: “E io ricorro al TAR!”
Cougar: “E io allo ZIP!”
JackFlash: “E io chiamo il CAP!”
[per fortuna Lipstick ha confessato di aver pensato la mia stessa becera battuta un secondo prima che io la scrivessi. Rinnovo pertanto la mia proposta di convolare a giuste nozze. Sempre se non muoio dal ridere prima.]
Il cabaret scapicollante e incatanocchiante ha popolato la serata con chicche come “Io più che con i phpisti preferirei copulare con i rubysti”, affermazione capitata nel corso di congetture su possibili associazioni tra programmatori di linguaggi diversi in occasione di una kermesse di settore. Dall’informatica in senso stretto il passo a qualcosa di meno stretto è breve: Nascono premi Oscar come Debbie Does Perl, Perl Throat, Deep Perl e infine il mio preferito: The Devil in Miss Perl, distribuito in alcuni paesi con il titolo The Perl in Miss Jones.
Proseguendo su questa linea [la cosiddetta Thin Tan Line], comunico a Lipstick che non solo so perfettamente chi sia Jenna Jameson e abbia visto quasi tutti i suoi film d’essai […], ma ho letto la sua autobiografia e l’ho apprezzata molto. Lui risponde “Non lo so, io ho guardato solo le figure…”
Si prospetta, prima o poi, un’eccezionale esibizione dei fantastici Perl Jam, ma cercheremo di nascondere gli alcolici per evitare di fare il bis di “La notte in cui ho creduto di essere un batterista, narrata dalla viva voce di Lipstick”. Che poi vuole istituire la P.A.A, Programmatori Anonimi, ma se dovessi vedere ancora scene come “Ciao, sono Jack e non sono ancora passato all’UTF-8…” credo che le mie coronarie non reggerebbero un altro attacco di ilarolacrimazione indotta.
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Io: Oggi sembri un po’ Hannibal Lecter, con ’sto sguardo scuro…
S.: Ma se mi chiamano Winnie the Pooh!
Io: No no, io ti vedo più come Hannibal Lecter.
S.: Però a volte mi chiamano Winnie “Sex & Violence” the Pooh.
[Per amor di attribuzione, sembra che la battuta in realtà sia del collega H., a cui va una standing ovation con sventolìo di gonnelle di cheerleaders.]
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Mai categoria fu più adatta ad un post.
Già, perchè sabato notte verso le due passate il mio galante collega mi ha riaccompagnata a casa dopo la trasferta collettiva ferrarese con annessa strafogatio superba, chiosando un bel giovanotto di mia conoscenza. Scesi dalla macchina, alle nostre spalle sbuca un tizio che con fare inquisitorio ci domanda “Ma voi chi siete?”.
Non facciamo in tempo, dopo esserci guardati con aria interrogativa, a rispondere “Quanti siete, cosa trasportate… Un fiorino!”, che questo continua con un’altra domanda di quelle esistenziali: “Ma voi, siete liberi di viaggiare nello spazio?”, con un’aria sorniona che lasciava intendere un “Gnè gnè gnè, io sì e voi nooo!”. Io resto doppiamente basita mentre il collega pieno di risorse toglie entrambi dagli impicci dicendo che certo, noialtri si viaggiava nello spazio eccome, e per darne prova fa un balzo di lato.
Ci abbiamo riso anche oggi pomeriggio alla macchinetta del caffè.
L’altro aneddoto risale sempre a sabato [si vede che era il giorno del cabaret…] ma riguarda la mia soave mamma, in visita a Firenze per un corso.
Dopo essere stata a pranzo con lei faccio un giro da Lush, poi mi preparo e parto per Ferrara con i colleghi.
Dopo cena mi arriva un sms di Mamma che recita “Grazie per la tortina!”… Al che io, passando in rassegna le scorte alimentari di casa, mi chiedo di cosa diavolo stia parlando. Poco dopo, un altro sms: “Ho mangiato la tortina bleah!”.
E’ solo in quel momento che capisco.
Mamma ha addentato il sapone alla rosa che avevo preso per lei da Lush, pensando che fosse un dolce.
[E dopo le dovute risate, devo sottolineare che il qui pro quo era legittimato dalla presentazione del suddetto sapone, effettivamente. Ecco la prova fotografica del misfatto.]

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Non ho molto da dire [che non sia già stato detto, ad esempio da Suzukimaruti, con cui mi trovo piuttosto concorde] sul confronto di ieri sera tra Prodi e Berlusconi, se non che è stato esilarante vedere l’affanno di Mister B nei suoi “voi avete fatto” e “noi abbiamo fatto” e “centri civici” invece di “centri sociali”, e la caduta tipo bunjee jumping senza corda a proposito delle donne in politica [citando la Vì: evidentemente le donne del centrodestra son tutte tipiche casalinghe di Voghera, a sentir lui], tanto per fare qualche esempio.
Questo genere di trasmissioni è un po’ come le partite dei mondiali, quando sei con la gente giusta: un’ottima occasione per ammazzarsi di risate [amare, in certi casi, ma pur sempre risate. Si potrebbe definire un ridere per non piangere, ma non esageriamo. Nonostante la situazione politica, sono una persona piuttosto felice] con ottimo cibo, tanta birra, una deliziosa torta, cristi e madonne e le inquietanti rivelazioni di Marco Travaglio [ringrazio Ubi per il link].
E i messaggi di Mamma e Empidosi, commenti in diretta a distanza, tipo questo: “Berlus al posto di Zaphod Beeblebrox come presidente galattico! Via via per le stelle a rubar astronavi!”.
Povero Douglas…
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Emmenomale che ci sono gli amici, a risollevare le sorti di una giornata iniziata tirando giù santi e madonne.
Ricevo un messaggio della Calippa, il cui incipit a momenti mi costa il posto, da quanto mi viene da ghignare:
[copio e incollo a beneficio dei posteri]
E allora dillo, per l’indomabile pisello di Mercurio!
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[Incernieratemi la bocca prima che mi faccia licenziare perchè rido in faccia alla capa.]
La suddetta capa ha visto, sulla scrivania del collega, una confezione di ciambelle simpsoniane dell’Esselunga e ha esclamato: “Le polpette di Omar!!.
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