Lui è il nuovo coinquilino mio e di Nespola, e si chiama Nòcciolo, di cognome Gozzilla [con due zeta perchè ci fa ridere].
Volevo chiamarlo Popone [melone, per voi che vivete fuori dai confini del Granducato] ma sono stata infamata da chiunque e ho desistito.

Bernardo, il co-padrino del nome [l’altro padrino è miocuggino Omar, come si legge qui], dice che questo gatto è ticcio e pinato. Ho dovuto chiedere aiuto a ìCcicci che passava provvidenzialmente vicino alla mia scrivania per farmi spiegare cosa significano questi termini così granducatesemente buffi.

E me lo sono già scordato.

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20 May 2009

Dicevo, il Granducato e i suoi abitanti.
Io li amo.

Soprattutto alcuni.

Rendetevi conto, miei sfortunati amici forestieri (io no, io ormai sono cittadina del Granducato da mesi), che in qualsiasi altro posto del mondo la frase sarebbe stata “oh, venerdì grigliata!”.
Qui no.

Qui ti dicono “venerdì ciccia a strabuggere“.
Con tanto di basette che frusciano.

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Che sia ora di aggiornare questo blog? Ci provo.

Certo non è semplice trovare il tempo se una è cinque sere su sette [quando non si fa addirittura filotto] a sentire decine e decine di concerti o a bighellonare con i suoi compagni di merende [e di grigliate]. Il che significa anche che il mio debito di sonno è direttamente proporzionale alla quantità di divertimento: in salita praticamente verticale.

Mama dice che dormirò quando sarò vecchia. Speriamo.

Riassunto delle puntate precedenti:

E’ poco più di un anno che sono nella casa nuova e continuo ad amare alla follia il Granducato e i suoi abitanti, Nespola è diventata una palla [ma da un felino muccato cos’altro ci si può aspettare?] e ho ben DUE e dico DUE dei fantasmagorici disegni di Empi appesi in salotto.

Ho anche compiuto trent’anni, il che è totalmente irrilevante visto che se non sapessi quando sono nata penserei di averne al massimo ventiquattro. Però fa scena, soprattutto quando poi certi gentiluomini si mostrano stupiti e mi dicono che me ne avrebbero dati venticinque [sì, di TSO magari. Ma questa è un’altra storia].

Il Lupo è venuto in vacanza da Downunder, sempre più alto, sempre più bello e sempre più australiano, e oggi ho saputo che tra pochissimo ritorna a casa. Casa a Perth, ovviamente. E io sono [ri]piena di gioia per lui come un cannolo siciliano.

Ho dei nuovi compagni di merende, oltre a quelli abituali, e ne sono parecchio soddisfatta. E le basette di Bernardo stanno facendo di nuovo capolino, cosa che mi rende assai garrula. Come garrula e notevolmente rapita mi ha reso Something In That Mess -la mia canzone preferita di Justin Currie-cantata appunto da Bernardo apposta per la sottoscritta, due e tre mercoledì fa.

Il Bebop ha chiuso. E su questa notizia stendo solamente un pietoso velo intriso di meste lacrime. Almeno domani sera rievocheremo i fasti dei passati mercoledì finendo quel barilotto di Beck’s avanzato dalla grigliata di domenica, e se ci va di lusso magari avremo un in-house concert, visto che il numero dei musici presenti supererà di gran lunga quello di noi comuni mortali.

Giovedì finalmente arriva il terzo abitante di villa Cougar e io non so ancora bene che nome dargli. Ma probabilmente se lo sceglierà da solo, visto che è un bestione enorme e che io ci tengo alla mia buccia.

Che il Catadiottro sia con voi, amici miei.

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