IMMENSO.

Per la recensione vi mando dal Generale: lo avrei voluto scrivere io, quello che ha scritto lui di questo film.
IMMENSO.

Per la recensione vi mando dal Generale: lo avrei voluto scrivere io, quello che ha scritto lui di questo film.
Invece che a casa Cougar questo fine settimana pasquizio pareva d’essere alla Ludoteca.
Abbiamo persino generato esagrammi dai punteggi del Pampalugo, questo è il mio:
esagramma 41, la Riduzione, composta dal lago (sotto) e dalla montagna (sopra).
“Se si è sinceri si avrà fortuna e non si commetteranno errori”, dice il mio libro.
Insomma, riuscire a trovarsi in mano il maledetto fante di spade per tre volte di fila non è da tutti. Significa che sono fortunata in amore, via.
Empi ha pure stracciato il Lupo a scacchi a più riprese, che poi si è vendicato stracciando me, che a mia volta mi sono ri-vendicata stracciandolo a briscola.
[parentesi ricca di pathos e felici memorie di spensierata gioventù]
La nemesi, finalmente.
Erano cinque anni che aspettavo di farlo. Esattamente da quando, in viaggio per nave alla volta di Atlantide nell’agosto da bolla africana del 2003 [48°C a Cagliari, oh], lui mi vinse sette partite di fila a briscola. Fui salvata solamente dalla luce della sala-poltrone che si spense provvidenzialmente per far dormire gli ignari passeggeri e per salvare me da un umiliante cappotto.
[fine parentesi ricca di pathos eccetera eccetera]
C’è da dire, a discolpa del mio fratellone dai lunghi riccioli, che sulla scacchiera con le pedine a forma di draghi in diverse guise non è proprio facilissimo raccapezzarsi. Alla fine era diventata una partita tra Elfi e Ghibellini, dicono i due scacchisti.
Mama si ostinava inoltre a mescolare le carte al posto di chiunque, ed Empi l’ha quindi così apostrofata: “Ma ti pagano a cottimo?”, ottenendo il risultato di farmi scivolare sotto la panca della cucina dal ridere.
E insomma, alla fine ce l’ha fatta. Domenica Lupone riparte per Downunder.
Non vedo l’ora di ricevere il messaggio di avvenuto atterraggio, sistemazione e trangugio dell’amatriciana inaugurale a Perth con i suoi amici.
Epperò è stato bello averlo intorno in questi giorni. Non lo voglio qui perchè là sta bene e qui no. Ma mi mancherà lo stesso :)
Lasarôn!
8 marzo 2008
Questa è per te. Ciao Zio. E lo so che nelle cartoline i canini del Vampire State Building non si vedono perchè sono dall’altro lato…
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Dicono che tra due punti passi una ed una sola linea retta, e che sia il percorso più breve tra gli stessi.
Ma questo è vero solamente all’uscita del cinema, con condizione necessaria il non saper esattamente dove sia il suddetto all’andata.
Nel raggiungimento iniziale del cinema invece, tra i punti A [auto parcheggiata] e B [cinema] si susseguono una serie di linee dette incidenti [di percorso, nello specifico].
Di seguito la dimostrazione:
in rosso, il percorso [si noti la lieve declinazione browninana dello stesso] A -> B dalla macchina al cinema, con arrivo a film già iniziato.
In blu, il percorso inverso B -> A dopo aver realizzato la posizione del punto B in relazione al punto A.
Che poi, non è dato sapere perchè su Google Maps Via Giambattista Vico diventi Via Giambattista Vicolo.
Sms di Mama, stamattina:
“Ho dimenticato il cell a casa”
…
…io mi chiedo, come hai fatto a scrivermi il messaggio allora? Poi realizzo, deve averlo mandato dal sito della Vodafone.
Stasera mi chiama, e le chiedo se la mia ipotesi è vera. Al che lei mi chiede se sia io che Empi siamo fuori di testa, che le abbiamo fatto entrambi la stessa domanda. Viene fuori che lei non sapeva che la Vodafone manda il sms dal sito con il numero dell’utente, senza un’indicazione qualsiasi che il sms viene dal sito stesso, e quindi non capiva come noialtri potessimo farci queste domande filosofiche.
Ridiamo molto.
Sospetto che ci abbiano dato dentro con i cioccolatini al liquore, per il compleanno di Empi [auguri!] …
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- “Mi fai finire sempre sui bordi del letto!”
- “Ma le cariche si addensano sempre sugli angoli e i bordi…”
- “Ti sembro forse un protone?”
DN_Puppa->eh()-Jackflash-
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By Miguelon, ovviamente:
for my $my ( $hey_hey ) {
rock_n_roll_will_never_die();
}
anche se tecnicamente dovrebbe essere
for my $my ( $hey_hey ) {
rock_n_roll_is_here_to_stay();
}
Dovrò lasciare qui un biglietto al Granduca, altrmenti non saprà dove trovarmi quando uscirà dal letargo:
Caro Granduca,
segui la strada lastricata di mattoni gialli fino alla Città di Smeraldo, anzi no fermati un po’ prima, dove dice “Villa Cougar”, e suona il campanello.
Ti aspetto.
Sarebbe a dire che ho trovato una casa nuova, chè il mio monoloculo terrazzato è stato bello come inizio, è stato la mia tana nel primo anno e mezzo nel Granducato, ma era giunto il momento di avere una casa vera: una casa con una doccia dove non sia necessario girarsi come un kebab per lavarsi e dove se ti cade il sapone non siano problemi grossi [qui ho risolto legandolo ad un filo per facilitarne il recupero, ad ogni modo dare gomitate ai muri mentre ci si lava non è il massimo della vita]; una casa con tante pareti dove appiccicare le mie locandine dei concerti e la Vecchia Tigre Nella Neve di Hokusai che mi ha regalato la Maga anni orsono, e contro cui appoggiare N librerie; una casa con lo spazio per la lavatrice: di far la lavanderina che lava la biancheria nel lavandino e risciacqua i pantaloni nella doccia son bell’e stufa; una casa in cui poter invitare gli amici in numero maggiore di due alla volta, con un cortile dove emulare i pranzi in terrazzo a Villa Balorda e riprendere la serie Mintcam, prematuramente interrotta, e dove avere un letto grande da potercisi mettere a quattro di bastoni senza che il piede sinistro finisca incastrato tra Cronache Marziane e Zuppa Di Vetro, e la mano destra nell’armadio tra i maglioni e i jeans. E comodini. Lots and lots of comodini. Mi fa ridere la parola comodini. Comodini comodini comodini! Lo metto perfino come titolo, ecco.
Insomma, una casa che appena vista ho sentito mia “di pancia”. Conosco bene la sensazione, e non ha mai portato altro che cose buone.
Buone come la torta di mele e il flan al cioccolato di oggi, magari, belle come questo fine settimana, però al netto del terremoto [per la miseria, non è il massimo come sveglia sentirsi il letto che balla sotto alla schiena il sabato all’alba].
Vado ad allenarmi per il campionato stagionale di imballaggio.