Ogni tanto il mio microcosmo segue moti meravigliosamente browniani.
Stasera ero al BeBop per salutare tutti prima delle ferie e per sentire Acoustic Visions of Bob Dylan: gli eccezionali Francesco Maggi e Gabriele Savarese e ovviamente Bernardo, il mio bassista, chitarrista, cantante, citazionista, cabarettista, investigatore informatico, sceglitore di posti per concerti, architetto di Amici Miei e giocatore di Pictionary preferito.
E fin qui tutto normale [da quando vivo qui la qualità della mia normalità è decisamente elevata].

Quello che non mi aspettavo è avere il privilegio di un miniconcerto privato, nato oserei dire per caso, nella saletta viola.
Non mi aspettavo nemmeno che il mio desiderio espresso qualche post fa [cioè sentire Bernardo che canta At least that’s what you said dei Wilco] sarebbe stato non solo esaudito, ma addirittura esaudito in un’emozionante performance per pochi iniziati, ma così pochi che ero solo io.
Nonostante la qualità del mio canto sia del tutto opinabile, non ho potuto fare a meno di aggiungermi come seconda timida voce.

Esimio Jeff Tweedy, mi duole dirtelo ma senza esitazione alcuna dichiaro qui ed ora che, per i miei motivi affettivi e musicali, ma soprattutto affettivi, questa singola canzone nella retro-sala del BeBop vale il concerto intero dei Wilco del 17 luglio. Come direbbe la Maga, “tutta la vita!”.

commenti (5)
top

Cougar: Ma si può davvero creare un elemento, così, via DOM, perso nell’etere, e poi farne l’appendChild in un documento qualsiasi?
JackFlash: Lo abbiamo appena fatto!
Cougar: Mi sento molto demiurgo.

Comments Off
top

…Sono all’impasse, come Battisti.

Devo tentare di decidere di iniziare a capire cosa mettere nella borsa per la partenza di venerdì sera.
La volontà di farlo è pari alla voglia che avrei di farmi un tuffo in un calderone di brodo bollente: il demone Vacanza già sta girando in background, e sta minacciando di prendersi tutte le risorse del sistema in tempi molto brevi… so già come finirà, che venerdì stuggerò quattro cose in una borsa in meno di un quarto d’ora e bona lì.
Intanto che nicchio, c’è Patricia Vonne a cantarmi “Texas Burning” [la ribattezzo Florence Burning, visto il clima: “Texas burning/see the heat rising/The fields have withered/and the wells run dry…” ] e poi Tori Amos con “Lovesong” dei Cure.

Insomma, quest’anno si va in India, la mi’ mamma e io.
Oggi a Bombay era più fresco che a Firenze. Giusto per dire.
[quel lazzarone del mio tappetino da bagno a forma di pescione si lamenta per il caldo]

Ieri alle tre di notte c’erano 27.5°C, civette che stridivano [pare che le civette stridiscano, secondo qualche ornitoaccademico della Crusca, non è una mia invenzione], vento caldo e profumo di tiglio: una temperatura e un’aria tropicalmente splendide, dopo sei estati a quarantagradi di afa e smog a Milano.

Tuttavia, anche se amo da pazzi il Granducato e il suo clima, l’idea di un temporale monsonico notturno in un lussureggiante giardino di spezie del Kerala mi solletica davvero parecchio.

commenti (7)
top

Dopo aver bigiato la scorsa partita del torneo aziendale di calcetto [per cause di forza maggiore] rieccomi a narrare, novella menestrella informatica, le prodezze della squadra arancione nel suo 8 a 1 di stasera.
Ci scriverò un corrido, prima o poi. Magari se vincono la finale.

Il colore dei giocatori dentro alle maglie è arancione aragosta come le maglie stesse, data la temperatura da altoforno che si avverte nel campo da calcetto detto “dei carcerati” o “dell’ora d’aria”. Ma loro non solo giocano nel campo da carcerati. Loro sono anche dei duri, come ergastolani di San Quintino.

Il primo gol arriva non capisco bene se dal Capitano o dal CT, ma è comunque nell’ambito dell’Urbe eterna e siamo contenti così.
Un groviglio di caviglie tra l’Inglese e Cannonball azzoppa per pochi minuti il temibile mastino dell’altra squadra, ma temo ci voglia ben altro per metterlo fuori combattimento. Per la prossima partita mi procurerò qualcuna di quelle graziose tagliole acuminate che ho visto sul numero di giugno di “Inquisizione for Dummies”.

Il superportiere sventa miracolosamente una salve di tiri in porta [salve perchè non vanno a segno, pleonastico], ma una palla riesce a superare la barriera. Del resto, il rischio è il nostro mestriere, era tutto calcolato. E poi con l’Inglese che salva miracolosamente la squadra da un secondo gol avversario, non temiamo nemmeno Satana in persona. Sarei curiosa di vedere le maglie dell’Inferno, però.
La palla viene lanciata nei cieli e si incaglia nella rete sopra-porta dando così modo al Terrore Arancione, oggi insignito del soprannome Gazzella, di farci vedere che anche nel salto in alto darebbe delle soddisfazioni.

Dopo il secondo gol, ad opera del coach, perdiamo un uomo. BravoSimac infortunato lascia il campo, portandosi appresso i brandelli del suo quadricipite. E’ senza dubbio la bieca macchinazione dei rivali di cui ci avevano già informato le nostre spie, ma l’indomito spirito di squadra del nostro TritaAffettaSminuzzaImpasta lo ha portato a sacrificarsi per la vittoria.
Sfortunatamente i crudeli piani dei rivali non finiscono qui: con un marchingegno degno del Dottor Male invisibilizzano una buccia di banana e la teletrasportano sotto gli scarpini del Capitano. Un osservatore poco accorto vedrebbe solamente un clamoroso liscio con scivolone annesso a due metri dalla porta avversaria, ma noi sappiamo bene che la verità è un’altra. Gli storiografi ci daranno ragione, ne sono certa.

Nel frattempo sento esultare nel campo a fianco e mi giunge voce di una strepitosa parata d’ìCcicci per la squadra Pigiami, alla quale un malvagio negoziante pistoiese impedisce di sfoggiare le loro sfavillanti uniformi. Eppure, l’abito non fa il monaco: stasera hanno vinto!

Il terzo gol dei nostri eroi vede il Capitano, solo davanti alla porta come un Lucky Luke de noantri, anche se giocare con lo Stetson in testa fa un tantino caldo, in questa stagione. In più, con gli stivali si scivola [allora non era una buccia di banana…] e gli speroni rovinano il fintoprato, quindi direi che possiamo tenercelo anche con la divisa arancione.

Poco prima del quarto gol cambiamo tattica: da una partita di calcetto diventa un partitone di Flipper con tanto di tilt e palloni che rimbalzano ovunque, con PerlSurfer che si moltiplica come il tizio degli Impossibili, più qualche saltuario moccolo, ma subito Cannonball ripristina il calcetto-mode con un quinto gol di assoluta cattiveria a porta vuota, come se la rete gli avesse insultato la sorella.

Il sesto gol è frutto di un assist del Capitano a Gazzella, che poi ricambia il favore lasciandogli l’onore del settimo.
L’inglese infine firma la vittoria con l’ottavo gol a pochi secondi dal fischio finale. Il pubblico è in deliquio. Le cheerleader sventolano le gonnelle e inneggiano ai giocatori, mentre dalla curva parte una ola che arriva fino a Piazza Beccaria.

Aspetto ansiosamente il confronto Olanda-Brasile, prossimamente sui vostri schermi. I cineoperatori sono già stati ingaggiati per questo Clash of Titans: preparate popcorn, birra e bandiere.

commenti (2)
top

Dalla newsletter di oggi di Internazionale.

LE MONDE, Francia
http://www.lemonde.fr

Il Vaticano chiede di non finanziare Amnesty international.

Il Vaticano ha fatto appello ai cattolici affinché non finanzino più Amnesty international, a causa del recente impegno dell’associazione per la depenalizzazione dell’aborto. Il Vaticano ha fatto inoltre sapere che sospenderà i suoi contributi finanziari all’organizzazione.
Riccardo Noury, portavoca dell’ong, ha precisato che l’organizzazione non ha mai ricevuto contributi per non compromettere la propria indipendenza.

Pare che la depenalizzazione dell’aborto sia molto più importante dell’impegno di Amnesty su tutti gli altri fronti, come ad esempio le campagne contro la pena di morte, o per la protezione dei minori, o contro la tortura… Quisquilie, secondo gli impalandranati vaticani.
Dopotutto, chi è che storicamente torturava e mandava al rogo a tutto spiano?
Consiglio “Memorie di un nano gnostico”, di David Madsen [donatomi da Empidosi, il mio pusher preferito di letture assieme a Mama]. Ambientato nel Rinascimento, rispecchia spaventosamente i comportamenti vaticani del ventunesimo secolo.

commenti (6)
top

Cantava così il musico sul palco di Piazza Ghiberti stasera, quando ho dato la buonanotte ai miei perlisti adorati. Lou Reed ricorre, ultimamente.

Il primo social meeting estivo di Firenze.pm è ricco di nuove strabilianti nozioni.
Io mica lo sapevo che i sistemisti del quarto piano possedessero un oggettino oscuro a forma di wc, che la leggenda vuole essere foriero di inimmaginabili sventure qualora ne venisse rimosso il coperchio. Il water di Pandora. Ora, grazie a Lucy e Lipstick, anche io so. E il peso di questo segreto mi perseguita.
In tutta sincerità però… mi perseguita molto meno del ricordo del copriwater di moquette amaranto che c’era in Canada a St. Anthony.

Osfameron disquisisce con la serietà e la competenza di un accademico sullo stile di scribacchini anglofoni della risma di Dan Brown, mentre noialtri lo stiamo a sentire ad occhi spalancati. Lipstick però confessa che la macchia che ha sulla spalla se l’è procurata mangiando la pizza, in una scena degna di Freaks, credo, e la compostezza va a farfalle immediatamente.
E io lacrimo dal ridere come mio solito all’esclamazione “E’ una jpeg corrotta!”, che segue il passaggio di un tizio vestito di colori tali da far stare male Aldous Huxley.

Scopriamo infine un nuovo progetto supersegretissimo [come lo scoiattolo detective dei cartoni animati di Rocky e Bullwinkle], in questa epoca in cui il social networking si fa beffe dei sei gradi di separazione:
De.saparecid.us, il social network da cui devi uscire. Con la comoda funzionalità “Denuncia un tuo amico!” convenientemente ubicata in cima alle pagine del sito. Credo che la base operativa di questo nuovo web-fenomeno sarà Guantanamo.
Ovviamente è opera della mente da serial killer di Lipstick. Hannibal Lipstick.

A census taker once tried to test me. I ate his liver with some fava beans and a nice chianti.

commenti (2)
top

13 Jun 2007

Una volta la sagra era sinonimo, almeno nel mio immaginario di fanciulla cresciuta in Friuli, di cose come:

  • birra e salsiccia
  • prosciutto crudo di San Daniele
  • aringhe
  • cinghiale
  • capriolo e polenta
  • frico e frittata
  • gnocchi al ragù
  • pasta e fagioli
  • salame cotto nell’aceto
  • brovade e musèt

E innumerevoli altre leccornie.

Ora guardate cosa combinano nel Granducato. Scellerati!

La testimonianza viene, oltre che dai miei occhi visto che il cartello è affisso anche vicino a casa mia, dal confortante In Ribollita We Trust, che ha appena acquisito una nuova affezionata lettrice.

Che poi la questione non è carne o non carne. E’ il coefficiente Caddozzo, cC, che differenzia le pietanze da sagra dalle altre. Un seitan, neppure quello buonissimo che fa Empidosi, sarà mai caddozzo come un frico in sagra. E’ l’immaginario che ci si mette di mezzo.

Se poi qualcuno volesse provare a farmi cambiare idea, sarò molto più che lieta di rivedere le mie posizioni sul seitan come cibo da sagra.

commenti (4)
top

Ovvero, di come sia ricominciata la stagione della griglia da due metri quadri traboccante di carne, di litri di vino che van giù come acqua e dell’orca sgonfia e le poltrone gonfiabili con il portabirra in piscina, in compagnia della miglior banda di cialtroni che io conosca.

Iniziamo subito con il Lupo che, in arrivo venerdì sera in treno, credeva che la stazione di Firenze Rifredi si chiamasse Siffredi, complice la vocetta incomprensibile dell’annunciatore delle FS. Proseguiamo con, in rigoroso ordine cronologico:

  1. una bottiglia di porto bevuta sul terrazzo disquisendo dei tormentati rapporti tra giovani uomini e giovani donne. Qui si vede la bellezza di avere il Lupo come migliore amico, che mi offre punti di vista maschili su queste faccende. Il fatto è che sono piuttosto simili ai miei. Non so se questa cosa mi debba preoccupare o meno, ma credo di no: mi faccio molte meno pippe mentali della media delle fanciulle.
  2. un Southern Comfort [mio] e un Gin Lemon [del Lupo] all’Angie’s Pub, dove hanno la mano generosa con gli alcolici. “Generosa” è un eufemismo.
  3. una partita di Pictionary con il mio bassista preferito e altri amici aficionados del Be Bop più la gatta Caterina, durante la quale l’unica cosa di senso compiuto che sono riuscita a dire senza ridere è stata “tecnigrafo”, mentre Bernardo disegnava un tavolo. Visto che la parola da indovinare era “progettare”, c’ero quasi.
  4. un due etti di pasta con melanzane e peperoni che il Lupo s’è scofanato alle tre del mattino. Meno male, che se non mangia io mi preoccupo.

Ma torniamo, anzi andiamo, a Carpenter Beach.
Finestrini giù e occhiali da sole, acqua frizzante a temperatura-motore e musica a palla. E visto che siamo poliedrici, come dice il mio navigatore, passiamo da Patricia Vonne-Joe’s gone riding agli Helmet-Milktoast, da Tori Amos-Devils and gods ai Wilco-At least that’s what you said, dai Cure-Friday I’m in love agli Hammerfall-Heeding the call e così via…
A11-A12-A26 per un totale di 342 chilometri da casa a casa, gallerie liguri che ci si entrava con il sole e se ne usciva con il diluvio e viceversa per un numero imprecisato di volte, l’autovelox a Gavonata che meno male m’aveva avvisato l’Imperial Carpentiere e finalmente l’arrivo, con tanto di comitato d’accoglienza in giardino.
Sulla griglia, hamburger e/o bistecca di brontosauro e/o salsiccia gigante per cena? Decisioni, decisioni… Prima di decidere guardo ancora un po’ il Lupo che tosa il prato, via.

S’è anche scoperchiata la piscina, che quest’anno non ospitava alcun portatore di branchie e zampe palmate, con mio sommo disappunto. Qualcuno aveva ventilato l’ipotesi di insaponare il telone copripiscina steso sul prato e di farci un po’ di telo-surf, poi sono spuntate sedie al sole e birra fresca e abbiamo soprasseduto [esisterà, questo participio?].
Menzione speciale al geniale Generale Cuder non ha perso occasione per farci stramazzare con le sue battute e citazioni [Generale, posa ì fiascooo!], nonché con interrogativi esistenziali come “Un coltello e una forchetta se li accoppi fanno i cucchiaini? E’ una società cucchiaiale!”, e la Calippa, da scienziata maremmano-pisana qual è, ci ha deliziato con il moccolo più scientifico che esista: “Dioticarbammato di piperazina!”.

Il Coso c’è ancora, l’ho visto serpeggiare [ahah…] tra un cespuglio e l’altro. Spero che poi non abbia fatto merenda con il toporagno che ho salvato dalla piscina, o con il leprottino dalla coda-a-piumino che ha attraversato il prato mentre noi si oziava al sole.

Sono anche venuta a conoscenza della follia di certi pubblicitari: dopo il “ZanzaStop” sfoggiato in giardino sabato, la Calippa stasera ha visto in un centro commerciale il “Topo-Li-Zac”. E poi dicono a me che son strana…

It’s a beautiful day
The sun is shining
I feel good
And no-one’s gonna stop me now, oh yeah

It’s a beautiful day
I feel good, I feel right
And no-one, no-one’s gonna stop me now mama
Sometimes I feel so sad, so sad, so bad
But no-one’s gonna stop me now, no-one
It’s hopeless, so hopeless to even try

commenti (5)
top

Farò una categoria a parte solo per Miguelon e il suo codice:

my %pinuzzo = (
cancella => 'la cache',
altrimenti => 'mi serve un caché',
);

Comments Off
top

[Nota permanente: questi sono i alcuni dei miei referrers. Dicesi Referrer la parola chiave ricercata su un motore di ricerca, es. Google, tramite cui qualche visitatore è giunto sul mio blog. Giusto per capirci.]

  • mutande di grido:[il grido è della donzella che le scopre, se sono quelle da uomo con gli aranci che ho visto a Milano tempo fa]
  • figure di salsa:[io di solito fo quelle di pongo, ma ognuno ha i suoi gusti.]
  • sentire la canzone sono le tagliatele di nonna pinna:[La sveglia sta suonando / Ma fatela tacere / Perché di andare a pesca / Proprio voglia non ne ho…]
  • ci sono infinite cose deliziose:[oh sì. La Nutella, lo sciroppo d’acero, il capriolo con la polenta…]
  • trasforma chilometri in esadecimale:[perchè, in nome del cielo, vorresti fare una cosa simile?]
  • quanti peli puo’ avere un gatto?:[a giudicare da quelli che trovo ancora in giro, nonostante non viva con dei gatti da mesi, non solo sono tanti, sono anche dannatamente persistenti. Quando ne trovo mi viene nostalgia.]
  • marlon and the confidence:[una band con i controfiocchi.]
  • mi fai un mocaccino:[e poi? Mi metto una scopa in culo e ti ramazzo la stanza? -cit.-]
  • tette a forma di pera:[Pupp’apperaaaaaaaa, tu c’hai le puppe apperaaaaaaaaa, tu c’hai le puppe appera pera pera pera peraaaaaa…]
  • proiezione ortogonale di una forchetta:[il delirio di un architetto a digiuno.]
  • calamity cougar:[cerchi guai, gringo?]
  • e se portassi sfortuna ??:[ecco… vai a portarla altrove, vai.]
  • informazioni sul lupo australe:[avute oggi fresche fresche, arriva venerdì.]
  • satana che dorme sotto le unghie degli esseri umani:[a questo proposito esiste un simpatico aggeggino detto “spazzolino da unghie”. Meglio degli esorcismi.]
  • parere portascarpe:[il mio portascarpe è sempre un po’ cinico, infatti ho smesso di chiedergli pareri.]
  • il plettro del destino esiste veramente?:[la pietra filosofale dei musici, in grado di trasformare Dj Francesco in Frank Sinatra. Lo voglio!]
  • storia della tazza termica:[Insomma, un giorno mio papà era in un negozio, no? Allora ha visto questa tazza termica, capite, e me ne ha fatto dono.]
  • tutto dipende da tutto:[Einstein ridotto ai minimi termini.]
  • distintivo:[ne conosco uno, tutto chiacchiere e]
  • osteria di sordo firenze:[divine le penne alla norcina che fanno lì]
  • squalo fava:[charcharodon labronicus, sempre lui]
  • interplanetario fa rima con:[abbecedario, lampadario, sferisterio, onorario, disco orario…]
  • donato mi ha detto che:[sapessi cosa ha detto a me. Ma se te lo dicessi dovrei ucciderti.]

commenti (8)
top

Una volta si usava “Cara, esco un attimo a prendere le sigarette…”.

Ora invece funziona così:
Cougar: Caffè?
Miguelon: Sì, prima vado un attimo a fare un DIFF…

Comments Off
top

Quando si finisce di leggere un libro come La Regina del Sud di Arturo Pérez-Reverte, non si riesce inziarne subito un altro. Sarebbe come cercare di mangiare un piatto di riso scondito dopo una fiorentina.

Squillò il telefono e lei seppe che l’avrebbero uccisa. Lo seppe con una tale sicurezza che rimase immobile, il rasoio alzato, i capelli appiccicati alla faccia nel vapore dell’acqua calda che gocciolava sulle piastrelle. Drin. Rimase fermissima, trattenendo il respiro come se l’immobilità o il silenzio potessero cambiare il corso degli eventi già accaduti. Drin. Era nella vasca da bagno e si stava depilando la gamba destra, con l’acqua insaponata che le arrivava alla vita, e le venne la pelle d’oca come se avesse appena aperto il rubinetto dell’acqua fredda. Drin. Nello stereo della camera da letto Los Tigres del Norte cantavano le storie di Camelia la Texana. Tradimento e contrabbando, dicevano, non possono andare d’accordo. Aveva sempre temuto che certe canzoni fossero presagi, e di colpo si erano trasformate in realtà cupa e minacciosa. Il Biondo ci scherzava sopra; ma quello squillo dava ragione a lei e torto al Biondo.

commenti (2)
top

Stasera al BeBop mi sono evoluta.
Suonavano lo strapoteotico Marco Fontana [per dirla alla Ciro] e Vieri Bougleux.
Carrettate di avventori, e solamente Ciro e Claudio dietro al bancone, orfani delle pulzelle-bariste.
Questo è un lavoro per Stupendoman! Direbbe qualcuno [anche qualchedue] di mia conoscenza. Ma Stupendoman era impegnato altrove, che si fa? Io sono baristicamente inutile…
O meglio. Da stasera sono quasi baristicamente inutile.
E sì, perchè i nostri due eroi hanno preso in parola la mia offerta di aiuto e così sono passata dall’altra parte della barricata, dopo essermi fatta spiegare come si spina una birra. [Emozione! Ho imparato a spinare!]
Tra le innumerevoli medie chiare mi è capitata persino una weiss da litro. Se la mia carriera di informatica dovesse naufragare, ho almeno un diverso punto di partenza.

Well we was having so much fun
I didn’t know it was half past one
I turned around to have one more
I looked at the clock and it was half past four

Hey bartender
Hey man look a here
A draw one, draw two, draw three, four glasses of beer

[Hey Bartender - The Blues Brothers]

Mi preme infine citare l’uscita di Marco Fontana all’inizio di “Con il nastro rosa” di Battisti, quando ha iniziato a cantare “Inseguendo il 17 a Porta al Prato…”, e Paolo Conte e Capossela, tra gli altri. Fantastico.

commenti (1)
top

La seconda partita della premiata squadra arancione non ripete gli splendori della prima.
Naaah.
Infatti li addirittura moltiplica e ne aggiunge anche, in un 13 [tredici, deh!] a 2 che ha dell’erotico, contro la squadra colloquialmente detta “Pigiami”, fino a che non arriveranno loro le maglie.

Stavolta la curva arancione conta ben due supporters, direi che una crescita del 100% non è male. Quindi ringrazio Icara per la [bella] presenza.

Già dopo qualche minuto gli avversari sono in difficoltà, come si evince dalle parole del pratese in forze agli oppositori [citazione testuale]: “Pe’ fà gol si stenta come bestie!”. La conferma l’abbiamo verso la nona rete, quando chiediamo al portiere-pigiama a quanto siamo e lui risponde mesto “Non lo so, ho perso il conto…”.

I Nostri sfidano la gravità con un pallonetto dell’Inglese [denominato da stasera “ZeroGravity, la Nemesi di Newton”], si fanno beffe della furia degli elementi senza batter ciglio [cosa saranno mai due gocce di pioggia per dei baldi giovanotti aranciovestiti, tzè!] e sforacchiano la porta nemica come una forma di groviera.
A dire il vero anche i rivali non scherzano quanto a sforacchiare la porta… Solo che sforacchiano la propria, come testimonia l’autogol del portiere a pochi minuti dalla fine.

Forte degli incoraggiamenti del coach, Cannonball Genny si lancia a testa avanti come un toro verso il drappo rosso minacciando di lanciare nella ionosfera i matadores che gli si parano davanti, mentre BravoSimac e il SurfistaPerlista sguisciolano di qua e di là inafferrabili come un’anguilla imburrata. Volano moccoli da far impallidire un oste friulano ma nessuno si lascia intimidire, tantomeno il baldo Capitano che firma una parte delle reti della giornata. [se volete dei numeri rivolgetevi altrove, magari a qualche emittente locale verso le due di notte. Qui si fa della cronaca, mica della statistica.]

Il gol a porta vuota [novantadueminutidiapplausi!] del Terrore Arancione non fa che enfatizzare e sigillare l’ormai tristemente palese risultato.
Tristemente per gli avversari, ça va sans dire.
Qui si esulta così tanto che perfino Mama, in diretta da Udine, manda i complimenti alla squadra vittoriosa.

Fortuna che il nostro superportiere s’era portate le carte e c’è stata perfino una partitella a briscola tra un dribbling e l’altro, sennò si sarebbe annoiato un po’, temo, dopo aver gloriosamente sventato i tentativi di intrusione avversari.

Io li promuovo tutti quanti con un bell’ottopiù, e un dieci pieno per la buona compagnia ai giocatori-commensali del dopopartita.
Ai vigili della ZTL notturna sotto casa invece lascio un bel gesto dell’ombrello.
Perchè i miei giocatori non sono solo bravi. Sono anche galanti e non hanno lasciato che una pulzella indifesa rientrasse a casa a piedi e da sola a quest’ora così tarda.

[La pulzella in questione ero io, non fate della facile ironia…]

Comments Off
top

RSS - posts | RSS - commenti