Dopo aver bigiato la scorsa partita del torneo aziendale di calcetto [per cause di forza maggiore] rieccomi a narrare, novella menestrella informatica, le prodezze della squadra arancione nel suo 8 a 1 di stasera.
Ci scriverò un corrido, prima o poi. Magari se vincono la finale.
Il colore dei giocatori dentro alle maglie è arancione aragosta come le maglie stesse, data la temperatura da altoforno che si avverte nel campo da calcetto detto “dei carcerati” o “dell’ora d’aria”. Ma loro non solo giocano nel campo da carcerati. Loro sono anche dei duri, come ergastolani di San Quintino.
Il primo gol arriva non capisco bene se dal Capitano o dal CT, ma è comunque nell’ambito dell’Urbe eterna e siamo contenti così.
Un groviglio di caviglie tra l’Inglese e Cannonball azzoppa per pochi minuti il temibile mastino dell’altra squadra, ma temo ci voglia ben altro per metterlo fuori combattimento. Per la prossima partita mi procurerò qualcuna di quelle graziose tagliole acuminate che ho visto sul numero di giugno di “Inquisizione for Dummies”.
Il superportiere sventa miracolosamente una salve di tiri in porta [salve perchè non vanno a segno, pleonastico], ma una palla riesce a superare la barriera. Del resto, il rischio è il nostro mestriere, era tutto calcolato. E poi con l’Inglese che salva miracolosamente la squadra da un secondo gol avversario, non temiamo nemmeno Satana in persona. Sarei curiosa di vedere le maglie dell’Inferno, però.
La palla viene lanciata nei cieli e si incaglia nella rete sopra-porta dando così modo al Terrore Arancione, oggi insignito del soprannome Gazzella, di farci vedere che anche nel salto in alto darebbe delle soddisfazioni.
Dopo il secondo gol, ad opera del coach, perdiamo un uomo. BravoSimac infortunato lascia il campo, portandosi appresso i brandelli del suo quadricipite. E’ senza dubbio la bieca macchinazione dei rivali di cui ci avevano già informato le nostre spie, ma l’indomito spirito di squadra del nostro TritaAffettaSminuzzaImpasta lo ha portato a sacrificarsi per la vittoria.
Sfortunatamente i crudeli piani dei rivali non finiscono qui: con un marchingegno degno del Dottor Male invisibilizzano una buccia di banana e la teletrasportano sotto gli scarpini del Capitano. Un osservatore poco accorto vedrebbe solamente un clamoroso liscio con scivolone annesso a due metri dalla porta avversaria, ma noi sappiamo bene che la verità è un’altra. Gli storiografi ci daranno ragione, ne sono certa.
Nel frattempo sento esultare nel campo a fianco e mi giunge voce di una strepitosa parata d’ìCcicci per la squadra Pigiami, alla quale un malvagio negoziante pistoiese impedisce di sfoggiare le loro sfavillanti uniformi. Eppure, l’abito non fa il monaco: stasera hanno vinto!
Il terzo gol dei nostri eroi vede il Capitano, solo davanti alla porta come un Lucky Luke de noantri, anche se giocare con lo Stetson in testa fa un tantino caldo, in questa stagione. In più, con gli stivali si scivola [allora non era una buccia di banana…] e gli speroni rovinano il fintoprato, quindi direi che possiamo tenercelo anche con la divisa arancione.
Poco prima del quarto gol cambiamo tattica: da una partita di calcetto diventa un partitone di Flipper con tanto di tilt e palloni che rimbalzano ovunque, con PerlSurfer che si moltiplica come il tizio degli Impossibili, più qualche saltuario moccolo, ma subito Cannonball ripristina il calcetto-mode con un quinto gol di assoluta cattiveria a porta vuota, come se la rete gli avesse insultato la sorella.
Il sesto gol è frutto di un assist del Capitano a Gazzella, che poi ricambia il favore lasciandogli l’onore del settimo.
L’inglese infine firma la vittoria con l’ottavo gol a pochi secondi dal fischio finale. Il pubblico è in deliquio. Le cheerleader sventolano le gonnelle e inneggiano ai giocatori, mentre dalla curva parte una ola che arriva fino a Piazza Beccaria.
Aspetto ansiosamente il confronto Olanda-Brasile, prossimamente sui vostri schermi. I cineoperatori sono già stati ingaggiati per questo Clash of Titans: preparate popcorn, birra e bandiere.