Oui, c’est moi, la mascotte de Firenze.pm. Da oggi il mio motto è P for Ruby. E ho appena passato uno dei migliori SanValentini della storia, con i miei genialissimi colleghi perlisti e splinderogeni [nomenclatura coniata da JackFlash].
Sono anche colei che pensava di essere fortissima con gli acronimi, prima di scoprire con rammarico che:
LAMP = Linux Apache MySql Pasquale [Lipstick release]
e anche che
LAMP = Linux Apache MySql Puppa [Osfameron relelase].
Mi sono perfino sentita dire, dal quasi-conterraneo M., “sii ortogonale!”.
Che a posteriori, svaniti gli effluvi del Southern Comfort, potrebbe fare il paio con l’emoticon segreta e rispettivo codice che abbiamo escogitato e risultare quindi un’esortazione piuttosto audace.
JackFlash, con il suo candore e la sua barba lunga modello Clive Owen in Sin City, nota anche come “Ho lavorato anche il fine settimana” [infatti eravamo in ufficio insieme], mi ha ricordato lo scambio di domenica a pranzo, roba di nicchia:
Qualcuno: “E io ricorro al TAR!”
Cougar: “E io allo ZIP!”
JackFlash: “E io chiamo il CAP!”
[per fortuna Lipstick ha confessato di aver pensato la mia stessa becera battuta un secondo prima che io la scrivessi. Rinnovo pertanto la mia proposta di convolare a giuste nozze. Sempre se non muoio dal ridere prima.]
Il cabaret scapicollante e incatanocchiante ha popolato la serata con chicche come “Io più che con i phpisti preferirei copulare con i rubysti”, affermazione capitata nel corso di congetture su possibili associazioni tra programmatori di linguaggi diversi in occasione di una kermesse di settore. Dall’informatica in senso stretto il passo a qualcosa di meno stretto è breve: Nascono premi Oscar come Debbie Does Perl, Perl Throat, Deep Perl e infine il mio preferito: The Devil in Miss Perl, distribuito in alcuni paesi con il titolo The Perl in Miss Jones.
Proseguendo su questa linea [la cosiddetta Thin Tan Line], comunico a Lipstick che non solo so perfettamente chi sia Jenna Jameson e abbia visto quasi tutti i suoi film d’essai […], ma ho letto la sua autobiografia e l’ho apprezzata molto. Lui risponde “Non lo so, io ho guardato solo le figure…”
Si prospetta, prima o poi, un’eccezionale esibizione dei fantastici Perl Jam, ma cercheremo di nascondere gli alcolici per evitare di fare il bis di “La notte in cui ho creduto di essere un batterista, narrata dalla viva voce di Lipstick”. Che poi vuole istituire la P.A.A, Programmatori Anonimi, ma se dovessi vedere ancora scene come “Ciao, sono Jack e non sono ancora passato all’UTF-8…” credo che le mie coronarie non reggerebbero un altro attacco di ilarolacrimazione indotta.

Di empidosi — February 19, 2007 @ 8:21 pm
…accade che empidosi, dopo aver letto “Jenna Jameson” accostato alle parole “film d’essai”, sia andato difilato sul Morandini 2007 chiedendosi angosciato se doveva cercarla sotto “attori” o “registi”… poi una breve ricerca su wikipedia ci ha svelato l’amara verità ;-)
* stilma
Di Cougar — February 19, 2007 @ 8:51 pm
Fantastico. Un uomo che non conosce Jenna Jameson.
Fossi in te, non saprei se esserne fiera o preoccuparmi… ^________^