Nonostante, come ho scritto nell’ultimo post, io e Battisti abbiamo litigato da piccini, devo dire che ieri sera mi è piaciuto persino lui.
Il merito di questo miracolo va naturalmente ai musici, che poi a sorpresa [mia] non erano altri che i miei soliti adorati musici del mercoledì, in incognito.
Un doppelgänger della Cyrus Band, a nome Cherry 3 Hill.
La sorpresa è cascata quantomai a fagiuolo, perchè ho potuto far capire anche alla mia Motorcycle Mama perchè i mercoledì siano ormai consacrati al Be Bop.
Mama ha convenuto con me che è cosa buona e giusta, ha molto gradito la performance e si è divertita. Conosceva addirittura una canzone di cui Ciro ha detto “tanto la conoscerò solo io…”

Non è poi mancata la chicca di BB, Bernardo The Best [così nominato da Mama], quando ha iniziato Anna di Battisti con un sommesso “Hello cowgirl in the sand…”.

Sfortunatamente, seppure Mama sia come Dorian Gray [anche senza ritratto!!] e il tempo lineare le faccia un sontuoso pippone come nei paradossi di Zenone [va’ che rima!], per noi comuni mortali passa fin troppo in fretta. Ergo, il tempo inteso come “Mama mi viene a trovare e le devo mostrare tutte le cose che rendono garrula e felice la su’ figliola” è stato comunque tiranno e ho dovuto condensare il giro panoramico del mio abituale “faccio cose, vedo gente” in una serata sola, smezzata tra Be Bop e Omi, dove abbiamo dovuto difenderla dagli assalti di un tipo con la maglia a strisce e dove ha conosciuto il già precedentemente citato barman più ganzo del Granducato, sempre più ganzo.
Il proverbiale “prendere due piccioni con una fava”, insomma, che però dirlo qui a Firénze mi suona un po’ male…

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Il mio bassista del BeBop preferito mi regala delle soddisfazioni.
Soddisfazioni del tipo che non importa se non lo segue nessuno [Tsk. Gentaglia!], io Alabama l’ho apprezzata assai, non ho affatto perso l’abitudine di squagliarmi sulla seggiola. E anche Blackbird l’ho apprezzata particolarmente.
Su Sweet Home Alabama [tanto per restare geograficamente in tema] invece, ho avuto un episodio particolarmente acuto di ilarolacrimazione indotta quando l’ha fatta diventare Sweet Home Louisiana prima, Sweet Home Indiana poi e, con un colpo di genio, Sweet Home Montana, where the cows are so big.
Standing ovation.
Ed effettivamente, nonostante io e Battisti abbiamo litigato da piccini, Il Tempo Di Morire in medley con Motorcycle Mama non è male, bisogna riconoscerlo.
Come si diceva, great minds think alike, considerato che è poco probabile che Neil Young ascoltasse Battisti: Il Tempo Di Morire è del 1970 mentre Motorcycle Mama è del 1978.

Mi hanno detto che mi son persa qualcosa, mentre ero fuori a fumare: sulle note di You Can Leave Your Hat On pare sian successe cose turche tra la bionda compleanniferante Teresina e l’Adriano Celentano teutonico. Meno male che non s’era in fascia protetta.

Per quanto sia considerato un sillogismo, io comunque persevero nel sostenere che il cavallo bianco di Napoleone in realtà fosse bigio [anche di giorno e non solo di notte quando andava in giro con i famigerati gatti], non essendo secondo gli storici un Lipizano. Per lo meno, questo è ciò che asserisce il mio augusto genitore, fin dagli albori della mia esistenza. Tu chiamalo se vuoooi… IMPRINTING…
Ma se ne può discutere.
Possibilmente davanti a un bicchiere colmo di qualcosa di alcolico, al crepuscolo [”l’ora dell’aperitivo” è oramai inflazionato come modo di dire].

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# 'r budello di su ma chi ricommenta sta riga qua

(anonimo livornese, sommo poeta)

[Autori: Miguelon e un non-così-anonimo abitante della West Coast del Granducato.]

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Cougar: se ti piace Bob Dylan, il primo febbraio al BeBop fanno seratona solo di roba sua :)
Lipstick: thanks. non lo conosco quasi per niente ma potrebbe essere un inizio
Cougar: beh nemmeno io lo conosco moltissimo :)
Lipstick: ho un vinile suo, ecco
Cougar: e io un dvd unplugged.
Cougar: chi vince? :D
Lipstick: tze’
Lipstick: vuoi mettere il fruscìo ?
Cougar: il vinile, lo so…
Cougar: :)
Cougar: però però… io ho la sua biografia! HA!
Lipstick: io conosco uno che conosce branduardi, che conosce il papa. e dylan conosce il papa (l’incarnazione precedente, però)
Cougar: e si torna ai sei gradi di separazione… :D

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Tornare a casa dal BeBop e sapere di avere ancora una sfoglia alla mela per lo spuntino delle 2:40 è una delle cose belle della vita. Come fumare una sigaretta fuori parlando di Neil Young e del processo creativo. O come Comfortably Numb come chiusura della serata, dopo alcune esilaranti performances della Cyrus Band. Credo che una dose di BeBop una sola volta alla settimana inizi a non essere più sufficiente…

There’s more to the picture
Than meets the eye

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Belfagor e la Bestia Nera come Pinky and the Brain: cercano di conquistare il mondo.
Tanto per cominciare, hanno deciso di sovvertire le leggi della fisica.
Dopo i noti stati della materia solido, liquido e gassoso, il plasma, il superfluido e il condensato di Bose-Einstein, ecco a voi il supercondensato B2 [Belfagor-BestiaNera].

Non si spiega altrimenti come due esemplari di felis domesticus del peso approssimativo di Kg 6 ciascuno siano riusciti a rimpiattarsi in un cesto di capienza nettamente inferiore.

Pinky: Gee, Brain, what are we going to do tonight?
Brain: The same thing we do every night, try to take over the world!

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Lo so.
Avevo fatto dei propositi, per questo fine settimana.
Avevo detto che sarei stata a casa a riprendermi dall’influenza.

Ma, come direbbero negli Stati Uniti, I’m a sucker for live music. Soprattutto se la dritta arriva dal mio bassista del BeBop preferito [sì sì, tu. Tu che cogli le mie citazioni musicali, e già solo per questo hai un posto d’onore nel mio Olimpo personale, grappoli d’uva sul triclinio e tutto il resto].
Inoltre si trattava di un esordio, quello dei Pretzel [se l’ho scritto sbagliato mi pento e me ne dolgo, perdonatemi], sarebbe a dire i già noti e pluripremiati Bernardo e Donato con Samuele alla batteria e Antonio alle tastiere.

Sfortunatamente, il mio funky si limita a Maceo Parker e poco altro, gli Steely Dan li conosco solo di nome o quasi e le canzoni che conoscevo erano due o tre come Georgie Porgy e Sex Machine, e Lowell George non lo avevo nemmeno mai sentito nominare. Nonetheless, mi sono parecchio goduta la musica e la compagnia.
E siccome sono una curiosona, leggo su Wikipedia che Lowell George è considerato un pioniere della slide guitar, e grazie ai famosi sei gradi di separazione leggo anche che il buon Frank Zappa produsse due brani per il suo primo gruppo, The Factory, e che Jackson Browne gli dedicò due canzoni, “Of Missing Persons” e “For A Rocker”.

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[Nota permanente: questi sono i alcuni dei miei referrers. Dicesi Referrer la parola chiave ricercata su un motore di ricerca, es. Google, tramite cui qualche visitatore è giunto sul mio blog. Giusto per capirci.]

  • scala diabolica frattale [la conosco! E’ quella dell’albergo di Rookies ad Amsterdam!]
  • sono gloria ho dimenticato le chiavi sul tavolo vicino alla frutta [sono Cougar, ho dimenticato le chiavi sul bancone vicino al Southern Comfort…]
  • mustang sally blues brothers [Non esattamente. Se non erro quella era una Caddy. E comunque l’han suonata iersera al BeBop]
  • copioni cabaret [venite ai social meeting di Firenze.pm e ne avrete a mazzi]
  • meditazione palle che suonano [a me oggi girano vorticosamente e basta, ma forse se medito abbastanza intensamente riesco a farle anche suonare. Che ne dite di una scala blues in C#?]
  • dio ha le basette e ascolta frank zappa [ne conosco uno con le basette e uno che ascolta Frank Zappa. Come ce la giochiamo?]
  • pooh satana [ho sempre pensato che il loro successo fosse inspiegabile…]
  • foxy cougar [I wanna take you home, yeah… I won’t do you no harm no…]
  • bagigi e tabasco [la colazione dei campioni!]
  • a cosa serve la pinta di assenso [non ne ho la minima idea, ma l’assenso del Pinta fa sempre piacere averlo]
  • mangiare una banana come fare un pompino [gioia, spero che tu non faccia l’inverso o po’raccio il tuo uomo…]
  • significato di sognare penne e tacchini [che il tuo cuscino ha preso vita e si sta vendicando]
  • lenzuola bassetti squali [squali? Squelle! …scusate, è il Tachiflu…]
  • le madonne del vernacoliere [sarebbe un elenco lungo quanto l’Enciclopedia Britannica]
  • mitologia e criceto [il criceto, nel pantheon delle divinità informatiche, è colui che fa funzionare tutto. Male, ma lo fa funzionare.]
  • coniugazioni svegliarsi [è più facile che uno si addormenti, dopo la coniugazione…]
  • aprire scatola telecom [solamente in presenza di almeno otto artificieri]

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…pare che il mio post precedente [che ho cassato causa alcuni commenti un po’ ad minchiam e un po’ per motivi miei] abbia creato dello scompiglio tra il pubblico.
Tranquilli amici miei, non ce n’è motivo. Sono sempre io, il carpentiere con coppa D che conoscete bene. Soprattutto oggi che l’influenza mi tiene inchiodata al letto e la mia vita è appesa ai due veli di un fazzolettino della Coop [o per meglio dire, della Coppe], maremma acetilsalicilica!
D’altra parte, mica potevo lasciare che un vile bacillo mi impedisse di andare a fare la mascotte al social meeting dei Perlisti dove, tra le altre cose, ho appreso che nel dialetto di Torre del Greco l’ascensore si chiama “Tram a muro” e che esiste un cartone animato che solamente l’Imperatrice ha visto, su sei miliardi che siamo. Io ci metterò anche poco tabacco in quel che fumo [questa me la son sentita dire martedì notte], ma evidentemente non son l’unica…
E poi, ovviamente, da buona aficionada, tappa al BeBop.
Dove ho fatto un po’ la figura della visionaria perchè ho detto che, nel cd del live al Fillmore East, alla fine di Cowgirl In The Sand si sentono due versi di Sweet Baby James di James Taylor. Per la questione-tabacco di cui sopra, sono andata a ricontrollare per esser sicura. E ho ragione, c’è davvero! Per fortuna, altrimenti la mia copertura di persona equilibrata sarebbe andata a farfalle.

Hey ho away we go
We’re on the road to never
Where life’s a joy
for girls and boys
And only will get better

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Raton: Buongiorno :) Dato che oggi e’ il mio compleanno potresti farmi un regalo e citarmi nel tuo blog questa bellissima conversazione [segue conversazione].
Cougar: ma tesoro (auguri!!!) … hai anche tu un bellissimo blog… ;)
Raton: ma a me piace stare sul tuo :)

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P. è stato nominato ufficialmente Colui Che Mi Fa Vedere Film Sempre Più Strambi. Strambi significa anche molto belli, come quello di stasera [Paz] che io vergognosamente non avevo ancora visto [e che racchiude al suo interno un personaggio favoloso, terribilmente somigliante a qualcuno che conosco]. O l’altro, Quando sei nato non puoi più nasconderti. Geniale.

Se il Lupo è il mio pusher di musica buona, P. è diventato il mio pusher di cinema di qualità.

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Va’ cosa ho scoperto sul sito del W3C, dopo il Mac OS X 10.1 che aveva come codename Puma!

HTML 4.0 is the name for the next W3C specification of HTML, which is intended to supercede HTML 3.2. It was previously known by the code name Cougar. This is being developed by the W3C HTML Working Group, which includes Adobe, Hewlett Packard, IBM, Microsoft, Netscape Communications Corporation, Novell, SoftQuad, and Sun Microsystems.

[http://www.w3.org/MarkUp/Cougar/]

Ganzo.

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Un bellissimo e buonissimo cocktail [e anche piuttosto killer, data la proporzione di Moskovskaya che ho visto scendere in quel bicchiere… meno male ci abito vicino, a quel luogo di perdizione…] con sopra i petali di rosa, preparato nientemeno che dal barman più ganzo del Granducato intero. Una delle ricette perfette per riconciliarsi con il mondo reale, prima di schiantarmi sul letto a pelle di leone.
I Boomtown Rats cantavano “I don’t like mondays”. Devo dire che di recente a me il lunedì ispira parecchio.

…Boia, oggi è giovedì. Pazienza. Potrei chiedere alla Befana qualche settimana composta solo da lunedì, mercoledì, sabato e domenica. Anzi, già che ci sono li vorrei in quest’ordine: lunedì, sabato, mercoledì e domenica, grazie…

“What’s in a name? That which we call a rose
By any other word would smell as sweet.”

Romeo and Juliet (II, ii, 1-2)

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[che, com’è universalmente noto in virtù delle leggi della termodinamica e della cioccolateria planetaria, si squaglia quasi istantaneamente]

Ho inagurato la mia stagione 2007 al BeBop, come da programma.

L’altra volta m’ero squagliata per Jackson Browne. Questa volta per Neil Young. Ripetutamente.
Trovo sleale attaccare Come on baby let’s go downtown e poi lasciarla a mezzi, ma è stato ugualmente grandioso, con la postilla finale per la quale ringrazio e gongolo [”Questa era per pochi eletti. Pochi felini eletti”. C’è mancato poco che la Lucy avesse bisogno di un cucchiaio per raccogliermi dalla sedia].
Breve ma intenso, dicono. Talmente intenso che un avvinazzato avventore, alla fine di The needle and the damage done, si è fiondato sul palco e senza volerlo ha disassato con una microfonata il lobo frontale destro del mio bassista del BeBop preferito. Le vie dei fans sono infinite, e come dicono nel fumetto dell’Uomo Ragno “con grandi basette vengono grandi responsabilità”. Certo se lo lasciassero intero si potrebbe tornare a sentire mercoledì prossimo, cosa che gradirei molto fare.
Consiglierò a Ciro una rete da pollaio per le prossime performances dei Good Old Cyrus Boys, come nel film dei Blues Brothers [Hey, è proprio un bel localino, Bob!].

E, parlando dei Blues Brothers, l’altra notte ho avuto una folgorazione. Sono convinta che l’espressione “teneri, irresistibili ed inoffensivi occhioni languidi” del Gatto con gli stivali di Shrek 2 sia stata ispirata dalla faccia di John Belushi, quando si leva gli occhiali scuri dopo aver snocciolato quella meravigliosa serie di scuse [”No I didn’t. Honest… I ran out of gas. I, I had a flat tire. I didn’t have enough money for cab fare. My tux didn’t come back from the cleaners. An old friend came in from out of town. Someone stole my car. There was an earthquake. A terrible flood. Locusts. IT WASN’T MY FAULT, I SWEAR TO GOD.“].

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Un Capodanno con i botti come non ce n’era stati dai tempi del Klondike.
Sia in senso metaforico che letterale, visto che ho rischiato di essere impallinata dai noccioli di lychees buttati nel caminetto acceso, mentre mi stavo scaldando la schiena: i popcorn di lychees, così ribattezzati. Tu butti un nocciolo di lychees nel caminetto acceso e dopo un po’ quello esplode. Se poi ci sono dieci persone che mangiano lychees e buttano i noccioli nel fuoco, il risultato è una polveriera, con lapilli di lychees che volano ovunque.
Ho imparato che Worms, il gioco per la Playstation, ha delle cose come l’attacco postale, la superpecora e qualcosa d’altrettanto ridicolo da far lacrimare copiosamente la Fragola, e sì che non aveva mica fumato, lei…
Naturalmente, come nella nostra migliore tradizione cialtrona, c’è stata la bistecca di brontosauro e tanta altra carnazza eccezionale, e una montagna di tagliatelle fatte a mano dalla SuperMamma con il ragù, per il quale ho avuto il compito di fare da betatester dall’Imperial Cuoco. Son cose. E il vino. E i crostini ai fegatini che sono riusciti proprio proprio bene. E tutti questi allegri cialtroni che adoro, insieme a far bisboccia. E le telefonate del Lupo in diretta dal capodanno di Brisbane. E il SuperPapà Blizzard che, cullando amorevolmente il suo glaucopide e bellissimo bimbo, dice “Dai, vado a portare a nanna il piccolo Palle Mosce…”. E l’ennesima visione collettiva dei Blues Brothers, che è un po’ come Frankestein Junior. Non smetterei mai di riguardarli.
Il rientro al Granducato è stato segnato da sbadigli cadenzati e una pioggia battente da Bologna in poi, con ripresa di lucidità immediata verso le dieci di sera all’Angie’s Pub [Coguara Vs. Resto del Mondo: MILLLLLE a zero. Campioni del mondoooooo!]. Se il buongiorno si vede dal mattino, sono a cavallo. King, Sordatino e D’Artagnan ovviamente.
Mancava la Maga, ma la connessione a tandem è più solida che mai, ultimamente…

Off through the new day’s mist i run
out from the new day’s mist I have come
we shift
pulsing with the earth
company we keep
roaming the land while you sleep

(shape shift) nose to the wind
(shape shift) feeling I’ve been
(move swift) all senses clean
(earth’s gift)back to the meaning of life

bright is the moon high in starlight
chill is the air cold as steel tonight
we shift
call of the wild
fear in your eyes
it’s later than you realized

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