…ovvero: di come il venerdì 13 sia, per alcuni inutili individui, un giorno foriero di sventura, e di come questa superstizione sia una mastodontica fesseria.
Infatti: il mio venerdì 13 avrebbe dovuto consistere solamente in 300km sulla A1 in direzione Milano, invece è stato magnifico, in modi tanto inaspettati quanto graditi.
I 300km che mi toccavano li ho fatti comunque, qualche ora dopo il tempo preventivato. Ma la spedizione dell’ultimo minuto di venerdì in Lucchesia mi ha insegnato molte cose.
Ad esempio, mi ha insegnato che tagliare un lupo mannaro in senso sagittale è una cosa depravata, che il Porto bianco mi garba assai e che a Lucca ci sono tante di quelle cose belle da vedere che una notte a girare a termosifone non credo basti, ma tutti i chilometri a piedi che abbiamo fatto me li sono goduti metro per metro.
Non immaginavo che fosse così bella, e nemmeno che di venerdì notte fosse praticamente deserta, cosa che non ha fatto altro che acuire questa bellezza. Girare per una città così affascinante, senza fretta, guardandosi intorno naso all’aria, senza una meta precisa [o almeno così m’era parso… ;)] è stato assolutamente splendido. Cose che riesci a fare e a gustarti se anche chi ti cammina a fianco, opposto al lato-borsa, le apprezza. Pleonastico dire che questa deliziosa compagnia affine io venerdì l’ho avuta.
Insomma, non si doveva far tardi ma si son fatte le quattro tra giochi dell’oca universitari, semafori di pino, caffè al retrogusto di tango, cattedrali in marmo con colonne pied-de-poule, torri con giardini in cima, torri senza giardini in cima, torri di qua, torri di là, mosaici, la bellissima piazza dell’Anfiteatro e i suoi gatti, citazioni alla Bisio, Nôtre Dame e Praga, graffiti a forma di tendone da circo, mezzelune e scoperte di nuovi corpi celesti [nuovi per me, ça va sans dire… sapevo della loro esistenza ma ne ignoravo la posizione], un profumo dolce sotto l’orecchio, brividi lungo la schiena, le mura e il profumo di paste appena sfornate, tornando verso la macchina.
Come colonna sonora ci avrei messo Planet Caravan dei Pantera, Fade To Black dei Dire Straits e Marooned dei Pink Floyd.
E ovviamente, The Perfect Element dei Pain Of Salvation. E quest’ultima, in effetti, c’era…