Siate fieri di me.

Io: in secundis, se mi sentissi smoccolare quando sono in macchina nel traffico di Milano, mi daresti la cittadinanza livornese ad honorem… ;)
P.: in seculo seculorum, convocherò gli alti vertici dell’accademia del poncio e sarai esaminata davanti al Gran Consiglio Del Boiadé.

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Si torna alle sane abitudini.
Dismessa la Magione Carpentierizia per cause di forza maggiore, questo fine settimana abbiamo battezzato la sua degnissima sostituta, Villa SerialKiller.
La prepararazione alla cerimonia comprendeva bucatini all’amatriciana di mezzanotte [dopo un record di percorrenza Firenze Sud - Vergiate: 3 ore e mezza], tartara di pescespada [che io, povera allergica, ho sostituito con una degna tartara di manzo], un saluto all’amico Eddie, una sontuosa siesta pomeridiana e una carrettata di discorsi lubrici.
Celebranti, i soliti amici co-protagonisti dei finesettimana più cialtroni e benriusciti della storia.

La cerimonia vera e propria invece ha avuto come vittima sacrificale un bel tre chili di brasato.
Ma che dico brasato.
Il Principe dei Brasati.
Con tanto di principessa polenta a fianco.

Talmente buono che l’imperialissimo cuoco stava per mettere nell’acquaio il secchio [viste le dimensioni] del sugo ed è stato fermato da uno stentoreo “FERMO! Non ti azzardare a mettere quella cosa sotto l’acqua!!”. Scongiurato il pericolo, ho portato a termine la mia missione di ripulire in modo acconcio tutto quel bendiddio di sugo che era rimasto nel contenitore, esibendomi nella mia migliore interpretazione della foca-che-divora-l’aringa.

Che volete, c’è si autogratifica con il cioccolato, chi con lo shopping… Io uso il brasato di NonnoJena. E il Nipozzano Riserva 2001 della cantina Frescobaldi [consigliatomi da un esperto collega] che ha riscosso il suo porco successo ed è stato usato per un paio di brindisi del tipo “ci guardiamo e non serve dir nulla, che tanto sappiamo” con la Calippa.
Il tutto seguito dal “caffè della Coguara”, ovvero un apparentemente normale caffè in cui sciolgo un quadratino di cioccolato Lindt al triplo latte, gentilmente fornito dagli amici centauri Pennelli.
Sono epicurea nel DNA, ne sono cosciente.

Appena giunta alla meta ho perfino visto una stella cadente, mentre stavo naso all’aria in giardino a guardare le stelle e a parlare al telefono con il mio compagno di giri-a-termosifone… e sì, ho fatto anche in tempo ad esprimere il desiderio.

Un battesimo che si rispetti ha anche un banchetto a seguire: infatti oggi a pranzo una ben più che sontuosa dose di pizzoccheri ci ha rassicurato, anche se non ce n’era bisogno, del fatto che l’abilità culinaria dell’imperial cuoco è direttamente proporzionale alla quantità di decibel che esprime russando.
Quindi ENORME.
[Un cuoco vero si riconosce anche dalla sua colazione: birra e salsicce.]

A seguire, un pacioso ritorno nel Granducato con tappa a salutare i miei due soci preferiti e il gatto Giuda, che ha sempre più la faccia da puma e fa l’arrogante con la gatta-portachiavi.

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I messaggi d’errore del collega M. sono fantastici:

$('melogiocoattappinichecisia').value = 6;

Che non mi vengano a dire che gli informatici sono noiosi…
Se mi cambiano compagni di banco, mi licenzio.

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[Nota permanente: questi sono i alcuni dei miei referrers. Dicesi Referrer la parola chiave ricercata su un motore di ricerca, es. Google, tramite cui qualche visitatore è giunto sul mio blog. Giusto per capirci.]

  • cribbio cane [Sempre sul podio]
  • storditore elettrico [Ormai mi ci sono affezionata]
  • la porti un bacione a firenze [La nuova regina dei referrers]
  • russe rosse [per teeee… ho comprato stasseeeraaaa…]
  • zanzara tigre pneumatici detersivi con profumo al limone [Caro, è meglio se la lista della spesa la fo io…]
  • hugh jackman pornografico [Lo voglio anche io!]
  • puppa firenze [Io non ho detto “Eh?”, giuro]
  • in casa dove metto le lenzuola [Immagino che “sul letto” sia una risposta troppo banale e conformista.]
  • dove comprare muffa stop [Citofonare il mio vecchio frigo - stop]
  • significato di papera in chiave esoterica [Che è ora di piantarla di cincischiare, esci dalla vasca da bagno!]
  • bunnies pronuncia in inglese [Bànnis?]
  • modello etichetta panino imbottito [Quest’autunno, sii alla moda anche tu con il mortadellato fumè portato in maniera sbarazzina, con accessori in salsa cocktail!]
  • rumpredotto [Avanti. Chi sei? Fatti riconoscere! Non posso credere che qualcuno abbia cercato “rumpredotto” senza aver letto il post o ascoltato la conversazione.]
  • il teletrasporto zen [Ovvero Lo Zen e l’Arte della Manutenzione dell’Enterprise]

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Mai categoria fu più adatta ad un post.

Già, perchè sabato notte verso le due passate il mio galante collega mi ha riaccompagnata a casa dopo la trasferta collettiva ferrarese con annessa strafogatio superba, chiosando un bel giovanotto di mia conoscenza. Scesi dalla macchina, alle nostre spalle sbuca un tizio che con fare inquisitorio ci domanda “Ma voi chi siete?”.
Non facciamo in tempo, dopo esserci guardati con aria interrogativa, a rispondere “Quanti siete, cosa trasportate… Un fiorino!”, che questo continua con un’altra domanda di quelle esistenziali: “Ma voi, siete liberi di viaggiare nello spazio?”, con un’aria sorniona che lasciava intendere un “Gnè gnè gnè, io sì e voi nooo!”. Io resto doppiamente basita mentre il collega pieno di risorse toglie entrambi dagli impicci dicendo che certo, noialtri si viaggiava nello spazio eccome, e per darne prova fa un balzo di lato.

Ci abbiamo riso anche oggi pomeriggio alla macchinetta del caffè.

L’altro aneddoto risale sempre a sabato [si vede che era il giorno del cabaret…] ma riguarda la mia soave mamma, in visita a Firenze per un corso.
Dopo essere stata a pranzo con lei faccio un giro da Lush, poi mi preparo e parto per Ferrara con i colleghi.
Dopo cena mi arriva un sms di Mamma che recita “Grazie per la tortina!”… Al che io, passando in rassegna le scorte alimentari di casa, mi chiedo di cosa diavolo stia parlando. Poco dopo, un altro sms: “Ho mangiato la tortina bleah!”.

E’ solo in quel momento che capisco.

Mamma ha addentato il sapone alla rosa che avevo preso per lei da Lush, pensando che fosse un dolce.
[E dopo le dovute risate, devo sottolineare che il qui pro quo era legittimato dalla presentazione del suddetto sapone, effettivamente. Ecco la prova fotografica del misfatto.]

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Rumpredotto*, e sei protagonista!

* Oggi, di ritorno da pranzo, si ragionava del nuovo cocktail favorito di questa Firénze da bere: il rum e pera [altresì chiamato chupito, waikiki o guarapito a seconda delle zone] è banale, superato, definitivamente fuori moda.
Il rum e lampredotto [Rumpredotto, appunto, secondo un famoso barman di grido che spopola in città, che per un fortuito caso assomiglia moltissimo al mio collega P.] è al giorno d’oggi il cocktail della gente che conta.

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…ovvero: di come il venerdì 13 sia, per alcuni inutili individui, un giorno foriero di sventura, e di come questa superstizione sia una mastodontica fesseria.

Infatti: il mio venerdì 13 avrebbe dovuto consistere solamente in 300km sulla A1 in direzione Milano, invece è stato magnifico, in modi tanto inaspettati quanto graditi.
I 300km che mi toccavano li ho fatti comunque, qualche ora dopo il tempo preventivato. Ma la spedizione dell’ultimo minuto di venerdì in Lucchesia mi ha insegnato molte cose.

Ad esempio, mi ha insegnato che tagliare un lupo mannaro in senso sagittale è una cosa depravata, che il Porto bianco mi garba assai e che a Lucca ci sono tante di quelle cose belle da vedere che una notte a girare a termosifone non credo basti, ma tutti i chilometri a piedi che abbiamo fatto me li sono goduti metro per metro.
Non immaginavo che fosse così bella, e nemmeno che di venerdì notte fosse praticamente deserta, cosa che non ha fatto altro che acuire questa bellezza. Girare per una città così affascinante, senza fretta, guardandosi intorno naso all’aria, senza una meta precisa [o almeno così m’era parso… ;)] è stato assolutamente splendido. Cose che riesci a fare e a gustarti se anche chi ti cammina a fianco, opposto al lato-borsa, le apprezza. Pleonastico dire che questa deliziosa compagnia affine io venerdì l’ho avuta.

Insomma, non si doveva far tardi ma si son fatte le quattro tra giochi dell’oca universitari, semafori di pino, caffè al retrogusto di tango, cattedrali in marmo con colonne pied-de-poule, torri con giardini in cima, torri senza giardini in cima, torri di qua, torri di là, mosaici, la bellissima piazza dell’Anfiteatro e i suoi gatti, citazioni alla Bisio, Nôtre Dame e Praga, graffiti a forma di tendone da circo, mezzelune e scoperte di nuovi corpi celesti [nuovi per me, ça va sans dire… sapevo della loro esistenza ma ne ignoravo la posizione], un profumo dolce sotto l’orecchio, brividi lungo la schiena, le mura e il profumo di paste appena sfornate, tornando verso la macchina.

Come colonna sonora ci avrei messo Planet Caravan dei Pantera, Fade To Black dei Dire Straits e Marooned dei Pink Floyd.
E ovviamente, The Perfect Element dei Pain Of Salvation. E quest’ultima, in effetti, c’era…

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10 Oct 2006

Non mi interessa che qualcuno mi spieghi come mai la Maga e io ci troviamo sempre nelle stesse situazioni, nello stesso periodo e che ne traiamo le stesse conclusioni, a centinaia di chilometri di distanza e sentendoci per telefono ogni tanto. Ma ammetto che sia quantomeno singolare.
Come è quantomeno singolare e parecchio inquietante il dejà-vu che ho avuto venerdì notte, alcune informazioni che ho appreso e alcuni eventi che sono troppo particolari e calzanti per essere frutto del tanto vituperato caso, tanto per restare in linea con tutte le coincidenze in progressione geometrica che stanno capitando da quando mi sono trasferita.

Amo questo posto sempre di più, e il tramonto di stasera sull’Arno era molto più che da cartolina.

Thrown
Towed between the Earth and sea
Shown the secrets
That the sleepless secretly realise
In Ruinous Blue

[(Shades of) Ruinous Blue - Cousteau]

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Ho ritrovato questa conversazione di quasi tre anni fa e ho deciso di postarla, con l’imprimatur del co-protagonista.
Antefatto: stavo cercando lavoro dato che il mio contratto sarebbe finito il 31 dicembre 2003, e ne stavo parlando con l’amico Ubi. Era il 4.12.2003]

Ubik: Novità?
Cougar: tra qualche giorno saprò
Cougar: cmq roba di sviluppo web
Ubik: Ah ok, ora mi sono reindirizzato forzatamente in questo universo e ho capito
Ubik: Beh, che non si trattasse di semilavorati per le panetterie l’avevo un po’ intuito
Cougar: sai mai…
Ubik: –ridere, ridere, ridere, molto! Grazie–
Ubik: sì, credi che mi faccia rubare il mestiere così impunemente?
Cougar: beh dopo che oggi m’è arrivata un’offerta di operaia tessile
Ubik: Ti vedrei bene con l’angora…
Ubik: vabbé lasciamo stare, oggi sono oltre l’orbita di Nettuno….
Cougar: e i ferri da calza…
Ubik: insomma, quelli risultano un po’ scomodi, ho provato a mangiarci il sushi, ma son più problemi che soddisfazioni
Ubik: …
Ubik: –ridere sguaiatamente, ora–
Ubik: –basta, grazie!–
Cougar: Lo sto facendo.. infatti Xxx (il mio compagno d’ufficio dell’epoca n.d.A) mi sta guardando male
Ubik: perché esiste un momento della giornata in cui Xxx guarda bene? Sembra la mummia del nonno di Tutankamen ultimamente…
Cougar: ehhhh
Cougar: Tutankamen Senior?
Ubik: tutankranien
Ubik: ma anche un paio di centimetri a destra
Cougar: credevo tendente allo zenith ma con la panna montata
Ubik: e chi ci arriva allo zenith con la panna montata? La panna montata è pesante!!!
Cougar: allora le nuvole di gamberi
Ubik: ‘Scolta nelle nuvole di gamberi la cosa più leggera è la coccia dei gamberi che ci tritano dentro!!!!
Cougar: oh vabbè allora non so….
Ubik: lo sospettavo, quando si arriva al dunque…..
Cougar: chiacchiere & distinitvi
Ubik: Credo di avere visto un paio di distinitvi sotto casa mia, uno mi ha anche chiesto una sigaretta….
Cougar: gliel’avrai mica data???
Ubik: scherzi? A calci nel culo i distinitvi, mi stanno sui coglioni quasi quanto gli olmechi!
Cougar: ma nuuuu! po’relli gli olmechi…
Ubik: ci sarà un motivo per cui sono estinti, no? Sono stato io!
Cougar: mpfhuahuahuahua
Ubik: E i toltechi invece è stato uno sbaglio
Cougar: ogni demiurgo che si rispetti fa degli errori
Cougar: …
Cougar: vero?
Ubik: Io molti, ma sul demiurgo non ci giurerei, sul cntratto c’è scritto “guardia giurata”
Cougar: ah beh allora se fai le cose a nero poi non ti lamentare
Ubik: hai mai provato a chiedere una ricevuta a Dio?
Cougar: uhm…
Cougar: nù
Ubik: ecco, e adesso chiediti perché…
Ubik: –doppia giravolta e gran finale–
Ubik: ta-dah!
Cougar: se la mucca fa mù il merlo non fa mè?
Cougar: :clapclap:
Cougar: :standingovation:
Ubik: Dio li fa poi li accoppa la vita è così….

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08 Oct 2006

“Ricordate quei test in cui vengono mostrate molto rapidamente una decina o una ventina di fotografie e poi si deve rispondere a una serie di domande?”.
“Riguardo alle foto?”.
“Esatto”.
Sia Haden che Leni annuirono.
Bob proseguì. “C’è stato un tempo in cui avreste rammentato ogni minimo particolare. Avreste potuto dire quanti fili d’erba c’erano in un prato. O quante nuvole in cielo, e descriverne le forme, tutto ogni cosa. Ma non sto parlando di fotografie adesso, sto parlando dei vostri sogni.
Un tempo l’umanità aveva due cervelli. Potete chiamare uno il cervello diurno e l’altro quello notturno. Si completavano a vicenda ed erano fatti per funzionare insieme. Quando nella vita quotidiana sorgeva un problema che non si era in grado di risolvere, il più delle volte bastava andare a dormire. Al che interveniva il cervello notturno che, con la sua diversa modalità di percezione delle cose, trovava una soluzione. Non sempre, ma di solito sì. La possibilità di utilizzare entrambi rendeva gli uomini più equilibrati, aperti a opportunità e orientamenti diversi.”.
“Assomiglia alla teoria dell’emisfero destro e sinistro del cervello. Sai, gli scienziati dicono che i due emisferi hanno funzioni diverse. Uno è creativo, l’altro è analitico…”
Bob respinse l’idea agitando la grossa zampa bianca davanti a sè. “No, Leni, è tutta un’altra cosa. La ragione per cui la gente fa tanta fatica a comprendere la vita è che questa è fatta per essere affrontata sia a livello conscio che inconscio. Immagina che la tua vita sia un pezzo di carne che può essere masticato bene soltanto se hai una buona dentatura, sia sopra che sotto”. A dimostrazione di quel che diceva, l’orso piazzò le due zampe una sopra l’altra, dopo di che le spalancò e le richiuse come se fossero un paio di mascelle.

[Zuppa di vetro - Jonathan Carroll, p. 225]

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[Nota permanente: questi sono i alcuni dei miei referrers. Dicesi Referrer la parola chiave ricercata su un motore di ricerca, es. Google, tramite cui qualcuhe visitatore è giunto sul mio blog. Giusto per capirci.]

  • satana firenze [Eeee che esagerazione! Non sono mica così cattiva…]
  • storditore elettrico [son due anni che ho un blog e son due anni che c’è ’sto referrer. Sono perplessa.]
  • mattinata fiorentina [fin’ora ne ho al mio attivo ben 29. Splendido.]
  • 666 beast chmod [the chmod of the Beast? È qui.]
  • coguaro disney film [si chiama “Charlie the lonesome cougar” ed è praticamente impossibile da trovare in dvd.]
  • problemi alla cougar [non ne ho, grazie!]
  • alzo [ah sì? E io allora rilancio. E non bluffare, che ho una scala reale servita.]
  • può uscire il cervello soffiando il naso [mi ha detto mio cuggino che può uscire il cervello soffiando il naso… Mio cuggino mio cuggino…]
  • lenzuola bruciacchiate [O bischero d’un Lucifero! Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?]
  • palline cinesi, come usarle [la letteratura di genere è piena di esempi assai esplicativi.]
  • miscele tabacchi x pippa [il famoso e pregiato tabacco di Onan?]

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Tipica richiesta a un supporto tecnico qualsiasi, come è noto nella letteratura di genere: “Devo scaricare Internet, come faccio?
Provate a fare battute oziose come questa a dei programmatori. Avanti, vi sfido.

I suddetti programmatori, a sentir loro poco inclini alle speculazioni oziose, potrebbero anche lanciarsi in disquisizioni tennniche sul fatto che sì, si può scaricare una “fotografia” al presente del web intero, magari andando su Google e seguendo anche i link esterni ai siti ivi indicizzati, con uno spider.
Ma.
Non si potrà mai scaricare la versione definitiva e intera di Internet [inteso come World Wide Web], poichè esso, in un tecnologico e postindustriale panta rei, è in continua evoluzione.

Quindi, alla fine della fiera, sono un po’ filosofi anche loro, nonostante sostengano il contrario.

Il mio cruccio è che io non pretendevo mica una risposta seria… :)

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