Inauguro questa nuova categoria, che oramai la Canistracci Oil è obsoleta.
[lo scrivo con una certa soddisfazione e un malcelato ghigno]

La inauguro per una serie di eventi che mi han fatto gonfiare il petto [già sufficientemente gonfio di suo, direbbe qualcuno] come un tacchino orgoglioso:

  • Ci hanno fatto i complimenti per un lavoro! Questo ufficio mi sta regalando delle soddisfazioni notevoli, per molti motivi. Stasera sono uscita dall’ufficio verso le otto e mezza, garrula e pronta per le rifiniture di domani, ma quasi quasi ci sarei rimasta un altro po’.
  • Ho editato con successo uno script in Perl. Una cosa minima, ma io che il Perl lo conosco solo di nome ne sono stata piuttosto soddisfatta.
  • Un gentile giovanotto africano mi ha, in quest’ordine, fermato al mercato, riempito di complimenti e proposto di convolare con lui a giuste nozze. Ovviamente ne sono stata molto lusingata, peccato che non fosse il mio tipo e che al momento non mi farei impalmare da chicchessia.
  • Entrando in casa sono stata salutata dal mio adorato Granduca, posizionato nell’angolo soffitto-parete di fronte alla porta. Gli ho promesso zanzare alla Strogonoff, una di queste sere.

Chiosando il buon vecchio Nick Cave:

We can build our dungeons in the air
And sit and cry the blues
We can stomp across this world
With nails hammered through our shoes
We can join that troubled chorus
Who criticise and accuse
It don’t matter much
We got nothing much to lose
But this wonderful life
If you can find it
And when you find it
And when you find it
It’s a wonderful life that you bring
It’s a wonderful, wonderful, wonderful thing

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Cougar:
AIUTO! Mi serve il parere di un esperto.
Cougar:
Che differenza c’è tra sushi e sashimi??
Ubik:
Meglio la coppa C
Ubik:
ah no, era un altro l’argomento!
Cougar:
:D
Ubik:
allora il sushi sono polpette di riso con il pesce o rotolini sempre di riso con il pesce
Ubik:
invece il sashimi è pesce crudo a fettine con riso a parte
Cougar:
aaaaaaaaah!!!
Ubik:
perché?
Cougar:
no, così, avevo questo interrogativo vitale che mi turbinava in mente da un po’
Ubik:
e non mangiando nè l’uno nè l’altro in effetti…
Ubik:
UNA NUOVA VITTORIA DELLA RAGIONE CONTRO IL BUIO E LE TENEBRE!
Ubik:
Zam zam!

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  • 8. Count BASIC
  • 7. Miles Davis: Kind of Bluetooth
  • 6. Boolean Armstrong
  • 5. IP Don’t Mean a Thing If It Don’t Respond to Ping
  • 4. SCSI Gillespie
  • 3. Windows Vista Social Club
  • 2. Take the A: Drive

and the Number 1 Kind of Jazz Music for Geeks…

  • 1. * That Jazz

Copyright 2006 by Chris White-http://www.topfive.com

Dehihihohoho.

[Aggiungo, anche se non si tratta di Jazz, la genialissima Proxy Lady, che oggi a pranzo mi è stata comunicata dal collega S. del Clan della Macchinetta Del Caffè.]

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O, per correttezza fonetica, ì’ ggrandu’a.

[correggo a posteriori: ì’ ggranduha, come mi indica colui che è appena diventato il mio correttore di bozze preferito per le espressioni toscane, anche se ancora non lo sa. Un sentito grazie.]

I’ Granduca è il mio coinquilino.
E’ silenzioso, carino, agile e nottambulo.
Ha anche un gran senso dell’umorismo, perchè si è fatto vivo giusto quando la Maga era qui con me per il fine settimana. La Maga infatti non gradisce molto la famiglia del Granduca [tanto per usare un eufemismo], ma credo che con lui abbia raggiunto una tregua. [E io sono parecchio orgogliosa di lei per questo.]

Poi non l’ho visto più fino a stasera, quando dal terrazzo ho visto la sua pancia bruna dalla finestrina della cucina.

Eccolo qui, in posa plastica.

Giant sized flowers
giant sized bugs
giant sized gecko
is making his path

undergrowth running
a chorus of frogs
a parakeet’s picnic
all writhing in a tub
panoramic banana
a passion fruit samba
pale skin is itching — a tropical fever

creatures crawl and creatures call
all creatures great and small
gecko sits and watches all
from perches short and tall

[Gecko - The Creatures]

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11 Sep 2006

Sono alfin giunta a Firenze, a dire il vero giovedì 31/08, per essere precisi. Il ritardo di questa comunicazione è da imputarsi alla cornutaggine della TIM, visto che secondo l’operatore del callcenter i parametri per connettersi via GPRS ad Internet possano essere reperiti SOLO tramite Internet, oppure con la tessera della P2 e un biglietto d’auguri autografato da Licio Gelli in persona, o dal papa, in alternativa. Sfortunatamente ero sprovvista sia dell’uno che degli altri, per non parlare del tesserino massonico che mi è scaduto il mese scorso. Sfortuna.

Gli amici sono stati prodighi di sms di supporto, e mi pare il caso di citarne un paio, in risposta alla mia comunicazione che tutto era bellissimo, che dal terrazzo si vedono le stelle ma che non so dove mettere le scarpe [casa è piccola. E comunque, a scanso di erronee interpretazioni della frase precedente, ho solo 5 paia di scarpe, compresi stivali, sandali, tacchi e scarpe da ginnastica.]

Tra le scarpe e le stelle dovrebbe esserci tutto ciò che occorre all’uomo per essere felice. L’abbondanza di entrambe sarà di buon auspicio.

-Blizz-

Te l’ho sempre detto di non comprare le scarpe a punta! Ti toccherà comprare il portascarpe a piega dimensionale dell’IKEA, ideale per i sistemi inerziali sotto i 30mq!
[Segue dibattito sull’IKEA di Firenze ove, secondo Ubi, la leggenda vuole che si trovino solo mobili fatti di finocchiona e culatello.]

-Ubik-

La Calippa invece, in risposta ad un mio sms serale di venerdì 1/09 che diceva pressappoco «Siamo in osteria di fronte a casa, ci stiamo smezzando una bottiglia di Chianti e siamo quasi ‘briae», scrive:

…ed è solo il primo giorno! Vai così, dio bonino!

Lei sì che ha capito come vanno le cose qui. Lo avevano capito un po’ meno i due olandesi di Leeuwarden [chi ha detto “caso”?] seduti vicino a noi in osteria, che non capivano perchè ridessimo a lacrime e pensavano fosse per colpa loro. Invece era il Chianti in corpo che gridava vendetta, e la nemesi si è incarnata in Mamma che cerca di tradurre per loro “cantuccini” in “little corners” [bwahahahahahahahOssigenooooooh!].
Certo, il vin santo dopo la bottiglia di Leonardo che ci siamo allegramente scolate non è che abbia aiutato ad abbassare il livello alcolico. Giunge così il momento giusto per una delle perle di Mamma: “Non mi è rimasto sullo stomaco il ramen di ieri sera, però mi batte un po’ l’occhio”.

A questo punto io sono boccheggiante per il troppo ridere, e ci manca solo un anonimo suonatore di fisarmonica ad aggravare la situazione, passando vicino all’osteria suonando il tema del Padrino. Volete qualcosa che sia DAVVERO interculturale, interrazziale e globale? E’ la colonna sonora del Padrino. La suonavano ad Almaty in Kazakistan, e in Olanda. Ora qui a Firenze. Nino Rota unirà tutti i popoli della terra in una danza che non potranno rifiutare, pena l’estinzione della specie equina e delle lenzuola fresche di bucato.

Sono molto felice. Sono felice del mio ufficio distante 13 minuti a piedi [a passo di funky. Il ritmo di Maceo Parker/Mo’ Roots è l’ideale - sempre sia lodato il Lupo], del mio pingue cartolaio che mi dà preziose informazioni sul quartiere, del mio terrazzo con vista-cielo-e-giardini e della mia casa che il collega con gli occhi verdi ha definito “bohémienne” dopo che, chiacchierando di ritorno da pranzo, gli ho detto che non so dove mettere i libri e sono tutti impilati disordinatamente in giro. Mi piace ’sta cosa. Nessuno più potrà permettersi di dirmi che sono disordinata, chè io sono bohémienne, capito? [Il collega con gli occhi verdi si è guadagnato la mia stima imperitura, per avermi levato da questo impiccio con un escamotage così elegante.]

E vogliamo parlare dell’ultimo collega che mi si è palesato venerdì pomeriggio mentre ero in pausa-sigaretta [qui funziona così: sei lì che fumi e arriva qualcuno che non conosci? Ti presenti e scambi due chiacchiere. Adoro questo posto]? Arriva garrulo masticando una barretta al sesamo, e con un gran sorriso mi dice, visto che non ci s’era ancora presentati, che lui è i’ Cicci. Ora, il Cicci-collega non ha assolutamente nulla che non vada, au contraire. Ma io non ho potuto fare a meno di ricordare la Calippa che racconta di quando, pischella ancora in erba in quel di Pisa, andava ad imbriccarsi con gli amici e facevano le macchinate e stavano tutti vicini, e alla fine si contavano per vedere se mancava qualcuno, poichè nella zona pasturava appunto il losco elemento denominato “Cicci,il mostro di Scandicci”. E ho fatto una fatica maiala a restar seria, non mi pareva cortese sbottare a ridere in faccia ad un fanciullo così simpatico.

Un’ulteriore cosa di cui sono particolarmente orgogliona è il mio accento milanese acquisito [senza volerlo!Lo giuro!] in sei anni, che esalando l’ultimo “uè figa” ha abdicato in favore di una non meglio specificata [ma senza dubbio più gradevole] cadenza minestronesca tosco-emiliano-friulana-saiddìo che sa di un po’ di tutto tranne che di lombardo.

Rinnovo quindi con immutato vigore il mio augurio alla culla della nebbia, del grigiore, del PM10 e del berluscanesimo: Milano, PUPPA!
[e rinnovo con altrettanto vigore l’invito ai miei adorati amici ivi residenti a venirmi a trovare al più presto per una sbronza di Chianti e un’abbuffata di carne grondante sangue. Io per ora ho in saccoccia una preziosissima bottiglia di quello che in gergo chiamiamo il Pintamirto, recatomi in dono nientemeno che da Brad Pinta stesso medesimo, in tutto il suo splendore di atlantideo.]

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