…perchè il WWF ci fa un sontuoso pippone.

Infatti, sabato e domenica abbiamo passato al setaccio, e non in senso figurato, qualche decalitro d’acqua melmosa per mettere in salvo la popolazione anfibia del sopra-telo-piscina, alla Magione Carpentierizia. Che è solo maggio, ma faceva talmente caldo che mi sono quasi scottata la schiena e ho già il segno del costume, quindi era un po’ il caso di iniziare a rimettere in funzione Carpenter Beach.

Armate di bacinella e retino, la Calippa e io abbiamo scodellato le bestiole nella piscina gonfiabile acquistata all’uopo, ottenendo una micropalude pullulante di centinaia di girini piumobranchiati, semiranificati e tre tritoni adulti, che se li ho riconosciuti erano Trito, Frullo e Impasto. Sminuzzo, il più grosso, è fuggito attraverso uno strappo del telo nell’acqua della piscina sottostante, e le ultime notizie lo danno Supremo Dittatore del Regno Piscineo, una sede staccata di Atlantide.

Considerato che tanto lavoro mette una gran fame, la Gnoma dagli occhi blu e dalla pancia sferica [è maschio! E pare sia anche uno spilungone, come il su’ babbo.] ha pensato di rimpinzarci con una decina di uova di sublimi tagliatelle fatte in casa, annegate in una pari quantità di ragù talmente buono da farmi sospettare che il CarpentierCuoco abbia scoperto la pietra filosofale. Confesso che domenica mattina, appena sveglia e con la parola “COLAZIONE” che mi lampeggiava sulla fronte, ho guardato con occhio lubrico la pentolona del ragù, prefigurandomelo voluttuosamente adagiato su una fetta di pane. Poi ho intravisto i biscotti al cioccolato e sono passata al piano B.

Presenziava alle grandi manovre delle soldatesse anche il Coso di Escuripide, la serpe, che ci ha mandato un chiaro messaggio lasciando in bella vista nell’erba la sua vecchia pelle. Quale fosse il messaggio però non l’ha lasciato detto.

[le foto sono state gentilmente offerte dalla Calippa]

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I miei amici sono una fonte inesauribile di sollazzo, nelle tediose ore lavorative.

Stìl: uh dimenticavo… lo sai che mi sono comprata ieri sera?
Pennello: che ti sei comprata??
Stìl: una bellissima campana tibetana, l’ho suonata per tre quarti d’ora
Pennello: aperòòòòòòòòòòò
Stìl: sì nel negozio vicino a casa mia
Pennello: figherrimo..
Stìl: e parecchio rilassante
Pennello: già, me l’hanno detto…
Stìl: confermo
Pennello: mai provato le sfere da meditazione??
Pennello: sono chiamate anche palle cinesi, ma come dire, questo nome potrebbe generare qualche ambiguità
Stìl: ne ho due
Stìl: non quelle ambigue, intendo
Stìl: cioè, ho anche quelle
Pennello: mi fai piegare!!!
Pennello: non sono mai riuscito a farle “suonare” come si deve…
Stìl: ma di quali stiamo parlando adesso? No, perchè suonano tutti e due i tipi!
Pennello: suonano?? ….mi sa che sono rimasto troppo indietro allora…

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[Ispirata dalla Nave In Bottiglia di oggi, di Gabriele Romagnoli]

E’ veramente difficile rispondere alla domanda “A cosa stai pensando?”, anche quando non viene posta durante il delizioso momento post-coitum in cui l’unica cosa sensata da fare è starsene immobili a godersi le sensazioni, magari a contatto di pelle ma in silenzio [coloro che, con voce e sguardo da Bambi, miagolano “Ti è piaciuto?” meriterebbero di essere spalmati di pece, coperti di piume ed esiliati sulla più inospitale concrezione rocciosa della Galassia].

E’ difficile non necessariamente perchè il pensiero potrebbe essere offensivo-brutale-negativo per l’interpellante [nel qual caso potrebbe esserci un sottile piacere nel dire la verità…], ma perchè è scientificamente provato che fermare la ruota da criceto e isolare un percorso mentale [che possa avere senso per chi sta al di fuori della zucca dell’interrogato] presenta dei seri problemi:

  1. è impossibile, un po’ come trovare 3.20€ in moneta alle tre del mattino, quando il più vicino tabaccaio aperto è l’Autogrill Brianza Sud e nel portafoglio hai solo una banconota da 50 euro.
  2. potrebbe avere ripercussioni devastanti sul tessuto spazio-temporale della stanza con conseguente caduta libera delle azioni della Scottex in Borsa, e poi con cosa li pulisci, i residui di bimbo arrosto sui fornelli?
  3. richiede troppe risorse, e voglio vedere chi di voi, dopo una maratona di “Wham-Bam-Thank you Ma’m” è in grado di reperire una quantità di energie almeno sufficiente, senza ricorrere alla fusione fredda. Io se mi alzo dal letto devo procedere raso-muro altrimenti mi gira la testa e cado.

Ma poi, oh… Tanto non si saprebbe comunque se sto dicendo la verità o se sto inventando di sana pianta, poichè se qualcuno potesse saperlo vorrebbe dire che mi legge nel pensiero, e la domanda non sarebbe più necessaria in quanto la risposta sarebbe già nota.
Il che non andrebbe necessariamente a mio vantaggio, ça va sans dire.

E tutto questo perchè? Perchè il mio rattonico compagno di cinema mi ha detto che ho una libreria da uomo.

[In realtà questo non ha nulla che fare con il post, ma sto cercando rispondere alla domanda…]

Words are meaningless
And forgettable

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Ovvero, come ti broccolo l’olandese.

Che vogliamo andare al Waldrock e non far danni, oltre a vedere Lemmy e ai Kamelot e i Soulfly e gli altri milllle? Non credo proprio. In fondo, anche se la mia socia è dall’altra parte del pianeta, io sono comunque il 50% dell’NPN e ne terrò alta la bandiera.

Comunque. MammaStìl e io siamo perfettamente organizzate: abbiamo i biglietti e pare che abbiamo anche l’albergo, a 15 chilometri dal festival. Se perderemo l’ultimo autobus per Drachten ci sarà l’occasione per una delle nostre fantasmagoriche avventure, “The HitchHiker’s Guide To The Netherlands” magari. Oppure “These Boots Are Made For Walking” … O anche “Run To The Hills” e “The Hotel At The End Of The Universe” .

E Buon Giorno Dell’Asciugamano, Douglas.
Perchè noi siamo gente che sa dove tiene l’asciugamano. [Quel piccolo incidente in Siberia non conta, vero?]


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…o, come direbbe Ray Bradbury, Molto dopo mezzanotte.
Con mezza bottiglia di Chianti in corpo è difficile tenere traccia del tempo, soprattutto se si continua ad entrare e uscire dal sonno, vuoi per la sete, vuoi per il rumore della piazza accentuato dalla finestra aperta, vuoi per il respiro leggero [questa dicitura è a tratti un vago understatement…] e per la presenza stessa del glaucopide Loki dormiente, colui che, nella mitologia nordica, attenta all’ordine cosmico [e questa me la capisco da sola, ma è assolutamente azzeccata].
Ah, già. E i gatti di Satana che sbraitavano al di là della porta perchè volevano essere riammessi al loro usuale giaciglio notturno. Si vendicheranno, lo so.

Ci sono dei nuovi amici alla Magione Carpentierizia, oltre al clan dei Bufo Bufo’s. Si chiamano Trito, Affetto, Sminuzzo, Frullo e Impasto, di cognome fanno Triturus Vulgaris e sono simpatici.
Per ora ce n’è cinque, se l’acqua torbida non ci ha ingannati, ma ce n’è molti altri in arrivo: ora sono solo dei cosetti pseudobranchiati che sbisciolano nell’acqua, quando la trasfigurazione sarà completa somiglieranno a questo [che in questa foto ha la stessa posizione della Bestia Nera quando lo si prende in braccio. Magari ho un gatto anfibio e non lo sapevo]:

Abbiamo visto Brazil, sabato sera, e alla fine del film la Calippa e io ci siamo guardate assai perplesse e abbiamo recitato la scena del Cervello Sfitto - Atto II: “Oh, io non ci ho capito un tubo…”, seguito da risata scomposta.

Allora ho chiamato MammaStìl, che mi ha prestato il dvd, e le ho chiesto se era normale non aver capito il messaggio intrinseco del film. Lei ha detto di sì, quindi ci siamo un po’ rasserenate.
Ho avuto un deja-vu, ricordando la volta in cui, con il mio compagno di studio dell’Università, guardammo “La colazione dei campioni” senza capirci assolutamente una fava… però lì la nostra capacità analitica era offuscata da qualche tetraidrosostanza e dal televisore 14″ in bianco e nero, quindi lo ritengo abbastanza normale.

You have a heart and I have a key
Lie back and let me unlock you
Those heathens you hang with down by the sea
All they want to do is defrock you
I know a river, where we can dream
It will swell up, burst it’s banks,
babe, and rock you
But if you’re gonna dine with them cannibals
Sooner or later, darling, you’re gonna get eaten
But I’m glad you’ve come around
here with your animals
And your heart that is bruised but unbeaten
And beating like a drum

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Scopro con stupore che nella lingua degli Aborigeni australiani esistono più di trenta diversi vocaboli per dire “polvere”.

Io ne ho molti di meno, per dire “polvere”, ma se ve li dicessi rischierei una querela da parte del C.A.A. [Collettivo Autogestito Acari] per diffamazione. Il grosso problema è che non ho ancora studiato il capitolo n°17, “Topolino Apprendista Stregone”, e quindi la mia scopa serve solo per volare e arrivare in tempo ai Sabba, o alla mostra sui Caprichos di Goya.

Now I have you with me under my pow’r
Our love grows stronger now with ev’ry hour
Look into my eyes, you’ll see who I am
My name is Lucifer, please take my hand

…come dite? Aspirapolvere? Mi serve il dizionario.
a|spi|ra|pól|ve|re
s.m.inv.
AD elettrodomestico che aspira e raccoglie in un sacchetto polvere e piccoli rifiuti.

…mi state dicendo che questo marchingegno demoniaco esiste sul serio?

Mioddio, mi sento come Tolomeo quando Copernico gli è andato a dire che è la Terra che gira intorno al Sole e non viceversa. Ho bisogno di un goccetto.

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…perchè queste TRE ORE E MEZZA sono state tra i migliori concerti che abbia mai visto, e alla fine quando Joey Burns ha detto “now we’re gonna do something with a friend from Milano” ed è sbucato nientepopodimenoche Vinicio Capossela in persona, non riuscivo a crederci. Sono rimasta basita fino al rientro a casa [dieci minuti fa], e lo sono un po’ ancora adesso.

Che poi, oltre al fatto che Joey Burns è un dio del sesso, più di Dave Gahan, la loro musica [e la sua voce] è di quelle che ti entrano nei nervi, i suoni sono da catalessi musicale. Come ascoltare musica dopo aver fumato. E con loro c’era anche Salvador Duran, un messicano assolutamente tipico e assolutamente glorioso, un vero mariachi.

Il 15 agosto suonano a Feldkirch, il 18 a Salisburgo. Cosa fai, te ne privi? Naa.

Tanto per dare un’idea: Stray - The Black Light  su CasaDeCalexico.com

Non ho potuto fare a meno di postare sul forum di CasaDeCalexico.com

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Sicuramente il fatto che ieri sera abbia guardato tre puntate di Oz [una di fila all’altra] e che stanotte abbia fatto un sogno assai torrido con David Bowie come co-protagonista significa qualcosa - ma cosa?

I got eyes in my backside
That see electric tomatoes
On credit card rye bread
There are children in washrooms
Holding hands with a queen
And my heads full of murders
Where only killers scream
So now you could spend the morning talking with me quite amazed
Look out, I’m raving mad and Somewhat Slightly Dazed

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Stìl: ho trovato una bella frase di Zap Mangusta, dice “la filosofia e il porno hanno una missione comune: entrambi vogliono mostrare quel che di solito non si puo’ far vedere
lord: bell’esempio di alto e basso….
lord: anche il porno ha il suo perchè effettivamente….
Stìl: …anche se il corpo cavernoso è più semplice da mettere in funzione di un groviglio di assoni, in molti casi…
lord: che frase porco-colta hahahahahhaha
Stìl: dirlo così è più divertente
lord: non più di farlo però he he he…
Stìl: ah beh, è ovvio che spostarsi dal piano astratto a quello fisico è tutto un altro sistema. Anche spostarsi dal piano cottura al piano a coda.
Stìl: che però poi rimbomba troppo, mi sa.
lord: parli come bergonzoni he he he
Stìl: lamadonna!


…e dopo questa, resterò un po’ qui a gongolare, voi andate pure avanti a fare quel che stavate facendo prima.

[e una menzione speciale - con gagliardetto d’onore - a chi capisce perchè in ultima istanza il piano rimbomba troppo. Così vediamo se sono io che sono da curare o se siete tutti ormai persi nel secondo girone insieme a me.]

[e a chi dovesse cogliere il gioco di parole de Kipli tra il titolo e il post, la mia imperitura stima. …Oh dio, una citazione nella citazione. Una matrioska citazionifera. Aiuto.]

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