Pare che in quel di SantiagodelCile-PadreTuoFiglioDov’è [33° 26′S 70° 40′W] faccia caldo, si mangi molto bene, e che in generale sia “una figata”, citando le esatte parole del sms di MammaStìl.
Un po’ di invidia ce l’ho, eh. Che qui a Longobardolandia fa un freddo che scortica.
Adesso aspetto notizie dall’Ombelico del Mondo, Rapa Nui, l’Isola di Pasqua insomma [27°09′S 109°27′W], dove MammaStìl ed Empidosi dovrebbero giungere oggi ad una non meglio specificata ora.
Mi dice un sito scovato su Google che alcuni pensano che l’isola sia un rimasuglio emerso di Atlantide, o di Mu o di Lemuria [come Re Julian insegna… Mi piace se ti muovi, mi piaci se ti muovi, mi piaci se ti muovi, mi piace quel che muovi, e allora… muovi!], e i Mohai sarebbero addirittura le effigi di qualche essere extraterrestre.
Cosa che, con le recenti notizie riguardanti presunti avvistamenti di UFO sopra Lorenteggio, ci sta abbastanza bene, via. Basta che non arrivino Mulder e Scully, che con le tremila serie di X-Files mi hanno vagamente scartavetrato i santissimi.
Sia come sia, la cosa che dicono molte persone è “ma andare in un posto normale no, eh?”. Lo hanno detto anche quando siamo state in Siberia, quest’estate.
Credo sia venuto il momento di spiegare un piccolo particolare a questi signori:
Voi che tra le vostre mete includete solamente i luoghi in cui esiste un Club Med o un Villaggio del Ventaglio, in cui sono tutti italiani e la sera vi cucinano la pastasciutta al ragù.
Voi che del Messico avete visto solo Chichen Itza [dal pullman!] e gli alberghi lussuosi di Cancun, voi che le Azzorre non avete idea di dove siano, voi che non sapete che Ceylon è lo Sri Lanka nè chi sono le Tigri Tamil, voi che a Praga andate a mangiare da MacDonald’s, voi che Terranova credete sia solo il nome di una razza canina, voi che vi comportate in un Paese straniero come se foste a casa vostra. Anzi, molto peggio.
Ecco. Voi non sapete cosa voglia dire davvero viaggiare, conoscere, capire, comunicare. Non avete mai sentito cosa aveva da raccontarvi un vecchio che per vivere intreccia amache da vendere ai turisti, nè avete mai assaporato la libertà di dormire in una capanna di tronchi a lume di candela, o di farvi sette chilometri a piedi per poter camminare su una spiaggia senza anima viva intorno a parte le iguane, nè avete mai mangiato insieme agli stradini di Tulum al baracchino sulla strada polverosa, ascoltando le loro storie e raccontando loro le vostre. Non sapete quanto sia meraviglioso fare colazione con un piatto di enchiladas verdes alle sette del mattino, invece che il solito cappuccino con la brioche, e sentirvi salutare dal signore che vendeva la spremuta di arance con il suo carrettino, anche se eravate perfetti sconosciuti, con un sorridente/sdentato “Buenos dìas, como estas?”. Non avete mai riso alle battute di un vecchio canadese del Newfoundland che raccontava facezie sul clima nè avete fumato una sigaretta guardando il tramonto di St. John’s, seduti sugli scalini di un’improbabile casa adibita a Bed&Breakfast popolata, oltre a voi, da un giapponese e un tedesco apparentemente invisibili. Non avete mai riso a squarciapanza perchè in Siberia vi scambiavano per russe ma voi di russo non sapete altro che Buongiorno, Buonasera e Grazie, ma era bello così, era autentico, era un’avventura che faceva parte del viaggio, come il pranzo a casa del signore che ci faceva da guida in Sri Lanka, con la sua famiglia, dove ho mangiato il frutto più dolce che abbia mai assaggiato e dove ho parlato di computer con suo figlio. O come arrivare a Cancun con l’aereo alle due di notte, mentre pioveva, e stare sotto la pioggia a sorridere pensando che ero davvero in Messico, che era una vita che lo sognavo, e cercare un alloggio per la notte e il mattino dopo scappare via dalla città di gran carriera con lo zaino sulle spalle, che se volessi vedere solo turisti ed edifici di dubbio gusto andrei a Lignano, grazie.
Sospetto che il senso ultimo di quelli che vanno nei villaggi turistici in giro per il mondo sia semplicemente quello di poter dire ad amici e conoscenti “ci sono stato”, se di ciò che stava fuori dal villaggio vedono solo le attrazioni turistiche, e non la vita vera.
Ammesso e non concesso che interessi loro sapere com’è la vita vera in un paese diverso dal loro, beninteso.
