“La Bestia Nel Cuore” ha ricevuto una nomination agli Oscar come miglior film straniero.
In questo film recita Giuseppe Battiston. Che io andavo a vederlo recitare, con la Zia Paolina quando ero minuscola e mi scompisciavo dal ridere. Poi, quando son diventata grande, ho capito che faceva dannatamente sul serio.
Evvai Beppe!

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Antefatto: In ufficio l’aria è molto secca.
Collega Sapido: “Ma non potremmo mettere l’umidificatore dell’Esselunga, quello con l’essenza alla cannella? Così ci sembrerebbe di stare dentro ad uno strudel.”
[Ci sta. Anche la temperatura è quella di uno strudel.]
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La domanda del giorno è:
Chi si è fregato i miei paraorecchi di pelo finto color zebra leopardata sotto metedrina?
È quasi divertente: non so bene se riuscirò a tornare a casa in macchina, stasera, se persiste a nevicare così…
Mica per la neve in sè, saran cinque centimetri, via.
Il problema è che il milanese medio ha la memoria a breve termine che d’inverno grippa: ogni volta che nevica, pare che sia l’evento del millennio, e questi rimangono lì stupiti come ghiozzi e si dimenticano come si guida. Un po’ come quando piove, insomma [Oooooh!! Guarda! Piove! A Milano! Che cosa stranaa!…].
Io invece mi bullo della mia friulanità e mi faccio [un po’ di] beffe degli automobilisti da pavè.
Intanto, ho il biglietto del treno in saccoccia, che preferisco andarmene un po’ dove c’è il sole [per tacer del resto], almeno nel fine settimana.

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La Crescia è una specialità dell’Urbinate, simile per aspetto alla piadina romagnola, ma parecchio più unta e saporita e croccante. E proprio lavorata diversamente, mi dice il mio pusher di Crescia, il Principe.

La Crescia è una delle cose maiale per antonomasia, un po’ come il frico, o i nachos con la nutella e la panna montata [ricordi del capodanno atlantideo del 2003/2004]. La crescia è una cosa a cui si pensa dalla mattina quando ci si sveglia, che la sera per cena la si mangerà e ci si leccherà anche le dita. Una cosa che ce l’ho in frigo e penso che no, non posso mangiarmela tutte le sere perchè sennò più che ad una donna poi assomiglierei alla controfigura di Homer Simpson, e soffro terribilmente per questa privazione consapevole, più che per la mancanza delle sigarette.
Finora, le maialate che ho fatto con l’ausilio della Crescia sono state tre.
- Crescia ripiena di mortadella e philadelphia
- Crescia ripiena di fontina e funghi trifolati
- Crescia ripiena del ripieno [una matrioska culinaria] avanzato delle crêpes, una mistura di prosciutto Praga, fontina, mozzarella, parmigiano e besciamella
E ora sono finite. Sono disperatamente finite.
La mia vita non ha più senso.
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Da questo articolo su Repubblica.it:
La riforma varata autorizza l’uso di armi per difendere la vita e la “borsa”. Nell’ipotesi di violazione di domicilio, infatti, non sarà più punibile chi spara contro il malvivente o lo colpisce con un coltello per difendere la propria o altrui incolumità. E non sarà più punibile nemmeno se gli spara per difendere i (propri o altrui) beni, a due condizioni però: che vi sia “pericolo d’aggressione” e che non vi sia “desistenza” da parte dell’intruso.
Bene.*
Adesso potrò dormire sonni tranquilli, sapendo che non sarò perseguibile se userò l’alito di Belfagor come arma chimico-batteriologica, per difendermi dai malviventi che violano la mia magione, o le unghie della Bestia Nera per fare a brandelli le loro carni insolenti.
…
*Bene un cazzo, spero si sia capito il sarcasmo.
Va bene che gli stivali da cowboy mi piacciono e li ho addosso più ore al giorno delle pantofole, ma qui stiamo davvero esagerando…
E la faccenda della difesa che dev’essere proporzionata all’offesa ricevuta non vale più? Fatemi capire… Se io sparo un pallettone .457 in fronte al ladruncolo che mi minaccia con un coltellino a serramanico [pericolo d’aggressione esattamente che significa? Ho come l’idea che sia facilmente interpretabile a piacimento…], magari il ministro Castelli mi porta a cena fuori perchè sono stata una brava cittadina?
Tutto questo mi ricorda quei cartelli affissi a certi cancelli, con scritto “Attenti al cane… e al padrone” con l’immagine di un cane ringhioso e di un fucile.
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Come dargli torto? Questa striscia l’avrebbe potuta disegnare Robert Pirsig.

Mutts - © Patrick McDonnell
Quindi io, nell’Adesso di fra un paio d’ore, mi guarderò il dvd di Hellraiser, comprato sabato al Libraccio alla fantasmagorica cifra di 5 [cinque] € dopo aver chiesto al commesso, con espressione incredula, se il numero fosse davvero un cinque o se mi stessero coglionando.
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[Incernieratemi la bocca prima che mi faccia licenziare perchè rido in faccia alla capa.]
La suddetta capa ha visto, sulla scrivania del collega, una confezione di ciambelle simpsoniane dell’Esselunga e ha esclamato: “Le polpette di Omar!!.
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Se n’è andato Wilson Pickett… E pensare che Mustang Sally è una delle mie canzoni preferite.
E Everybody Needs Somebody To Love? Eh?
Sigh…
I’m gonna wait ’till the midnight hour
That’s when my love comes tumbling down
I’m gonna wait ’till the midnight hour
When there’ no one else around
I’m gonna take you girl and hold you
Do all things I told you in the midnight hour
I’m gonna wait till the stars come out
See them twinkle in your eyes
I’m gonna wait ’till the midnight hour
That’s when my love begins to shine
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Il solito collega Sapido [fonte inesauribile di intrattenimento]:
“No, perchè sulla Torta Deliziosa le candeline si infilano bene, restano turgide, mentre sulla Saint Honoré si ammosciano…”
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Il collega Sapido ha pensato bene di renderci partecipi, mentre pranzavamo, di ciò che sta leggendo su un libro a proposito dei processi biologici che si innescano nei cadaveri. Infatti, il suo soprannome è diventato “Il Macabro”.
Dice che quando si muore, i batteri ti mordono il palato e da lì ti sciolgono il cervello.
Credo che l’immagine di un batterio che mi morde il palato sia una delle più raccapriccianti che abbia sentito.
[in fondo è divertente avere dei colleghi psicopatici]
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…ma la vista dal terrazzo non è malvagia.
Bene.
Questa è la mia nuova casa.
Il bagno è naturalmente in fondo a sinistra [credo che la consuetudine di mettere il bagno in fondo a sinistra sia un modo per favorire l’utente nelle occasioni in cui non può più contare sulla ragione ma solo sull’istinto… una ciucca galattica o una necessità improrogabile nel mezzo della notte sono due possibili esempi. Se mi alzo di notte per andare in bagno, di solito ci vado senza nemmeno aprire gli occhi né accendere la luce, per non svegliarmi troppo], lì sul tavolo ci sono le patatine e il formaggio puzzone per Pista, il purè per Boxi, i gambi di sedano con pinzimonio a parte per Senera, la soppressa per il Lupo e poi di là c’è la teglia di frico. Come dov’è? È quella vasca di acciaio inox profonda circa un metro, quadrata, che occupa mezzo salotto, dai. La roba da bere è un po’ in frigo e il resto nella vasca a rinfrescarsi. I portaceneri sono sulla mensola in cucina, sì, quella sotto il posagatto con Belfagor sopra che vi smiccia di loffio [come usavano dire a Udine i fighetti quando ero alle medie.] e se cercate i pornazzi, beh, qui non li troverete di certo! [Li ho nascosti molto bene]
[Il vecchio blog è qui: Steelrain.splinder.com]

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